Anno IV - Numero 37
Pensare è oltrepassare.
Ernst Bloch


giovedì 19 settembre 2019

Multi-dimensional universe in brain networks

Using mathematics in a novel way in neuroscience, the Blue Brain Project demonstrates that the brain operates on many dimensions, not just the 3 dimensions that we are accustomed to

di 

For most people, it is a stretch of the imagination to understand the world in four dimensions but a new study has discovered structures in the brain with up to eleven dimensions - ground-breaking work that is beginning to reveal the brain's deepest architectural secrets.

Using algebraic topology in a way that it has never been used before in neuroscience, a team from the Blue Brain Project has uncovered a universe of multi-dimensional geometrical structures and spaces within the networks of the brain.
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martedì 17 settembre 2019

Il giorno della marmotta che incartava le privatizzazioni

Nel precedente governo, per schivare la procedura d’infrazione europea per eccesso di debito Conte ha promesso alla Commissione Ue dismissioni per circa 18 miliardi di euro, un punto percentuale di Pil. Ma un conto è ridurre il rapporto debito-Pil a mezzo di dismissioni (peraltro irrealizzabili), ben diverso è farlo mediante crescita economica

di Mario Seminerio

Poche cose in Italia tendono a ricorrere come l’idea di spostare in capo alla Cassa Depositi e Prestiti le quote residue di partecipazione del Tesoro nelle controllate pubbliche. Sono ormai anni che se ne parla, un po’ come si parla degli asili nido, puntualmente tornati all’onore delle cronache nel discorso programmatico del bis-premier Giuseppe Conte. Ma quest’anno l’urgenza è decisamente maggiore.
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Il buon investimento dell'oro: una convinzione infondata

Con l’oro si può pure guadagnare ma chi punta alle plusvalenze compra contratti derivati (future). L’affermazione “L’oro è un investimento sicuro” è quindi, come regola assoluta, una baggianata

di Beppe Scienza*

L’oro è salito molto. Da inizio giugno del 18%, rispetto a un anno fa del 33%, sempre in euro, e comunque del 27% in dollari. Ciò ha fornito il destro per innumerevoli articoli, dichiarazioni e consigli. Di regola tutta aria fritta. Andiamo al cuore della questione, smontando l’affermazione “L’oro è un investimento sicuro”, sulla quale molti frettolosamente tenderebbero a concordare.

Come regola assoluta è una baggianata.
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Grazie Bce: come le banche tedesche risparmieranno oltre 500 milioni di euro l'anno

Al di là della solita narrazione fatta dalla stampa popolare, secondo i dati diffusi dall'Associazione bancaria tedesca, grazie alle recenti decisioni della Bce gli istituti finanziari tedeschi risparmieranno almeno 500 milioni di euro all'anno

di 

Le nuove regole della Banca centrale europea (Bce) sui tassi di deposito faranno risparmiare alle banche tedesche circa 520 milioni di euro di oneri per interessi sui depositi. Lo ha chiarito venerdì l'Associazione bancaria tedesca (BdB) su richiesta delle agenzie di stampa Bloomberg e Reuters. Il BdB fa riferimento a dei calcoli propri.

Tra le altre cose, il 10 settembre la Bce ha ridotto il tasso di interesse negativo per le banche che depositano denaro presso la banca centrale.
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Governo: bene i diritti ma poi ci vorrà un bagno di realtà

Il governo Conte bis si è dato un programma di sinistra populista, incentrato su un’ambiziosa estensione dei diritti individuali e sociali. Obiettivi da sottoporre a un bagno di realtà per rendere il piano praticabile

di Francesco Daveri

Nel suo discorso al Parlamento, il rinominato presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha pronunciato tante belle parole e indicato obiettivi condivisibili da chi crede in un’Italia che riporti su di qualche tacca la discussione pubblica e la convivenza civile rispetto ai tempi neanche tanto lontani in cui Lui – il segretario della Lega Matteo Salvini – dettava legge aspirando a ricevere “pieni poteri” (cioè a diventare premier) dopo elezioni anticipate. Scorrendo il programma di governo descritto dal presidente del Consiglio si trovano descritte idee e tanti provvedimenti che definiscono una sinistra populista, schierata a difesa dei diritti ma che prova anche a pensare al futuro.
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giovedì 12 settembre 2019

Non, la France ne doit pas devenir une start-up

La France ne doit pas devenir une start-up, ni ne doit penser et agir comme une start-up. La France est une nation, un état, un peuple, une histoire, une culture. Le modèle Français est établi «Liberté, Égalité, Fraternité» et il a une vocation éternelle, car la France n’est pas et ne sera jamais une entreprise. C’est une République

di Mehdi Medjaoui

A Vivatech, Jeudi 15 juin, Emmanuel Macron dans son discours sur la politique d’innovation de la France, annonçant par là même 10 milliards d’euros d’investissement, a prononcé ces mots en apparence modernes: «I want France to be a start-up nation. A nation that thinks and moves like a start-up.» (Je veux que la France soit une nation start-up. Une nation qui pense et agit comme une start-up.)

Voici le lien du discours en entier pour ceux qui veulent aller plus loin que la phrase, mais cet article prend en compte tout le discours qui a été prononcé.
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martedì 10 settembre 2019

Governi del cambiamento, differenza tra racconti e realtà

Attivate le suggestioni degli elettori, quello che resta sono obblighi derivanti da vincoli di varia natura, finanziari, strutturali e ambientali. Tutti gli interventi che si stanno ipotizzando non cambieranno di una virgola le tendenze strutturali dell'Italia: più debiti, meno spesa

di Natale Forlani*

È nell'ordine delle cose che ogni nuovo Governo si presenti al Paese autodefinendosi "del cambiamento". Un modo come un altro per attivare suggestioni negli elettori e per attribuire la responsabilità dei problemi "a quelli che c'erano prima". Dopodiché prevalgono il principio di realtà e i vincoli di varia natura, finanziari, strutturali e ambientali, che ridimensionano di molto le ambizioni e i propositi, riportando gli interventi nell' ambito delle cose possibili.
Per il governo Rosso-giallo, il principio di realtà impone a breve una manovra complessiva di circa 35 miliardi di euro: 23 legati alla necessità di evitare gli aumenti automatici dell'Iva, 7 per coprire le spese indifferibili e 5, secondo i propositi del programma, per avviare la riduzione del cuneo contributivo o fiscale sui salari.
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Il mercato è più pronto per un crollo di quanto non sia mai stato dal 2008

Gli Stati Uniti, secondo alcuni economisti, sarebbero a un passo da un nuovo collasso economico: i governi statali e locali stanno affogando nel debito e nelle passività pensionistiche non finanziate, e il governo federale ha oltre 22 trilioni di dollari di debito. In questo momento, a Wall Street qualsiasi brutta notizia potrebbe scatenare un’altra ondata di panico ma il mercato è più pronto per un crollo di quanto non sia mai stato dal 2008

di Michael Snyder

Un nuovo studio ha scoperto che siamo molto più dipendenti dalla grande macchina americana per la creazione del debito di quanto la maggior parte di noi avrebbe mai osato immaginare. Oggi, il debito è coinvolto nella maggior parte delle nostre principali transazioni. Per acquistare una casa, molti di noi si indebitano. La stessa cosa è vera quando la maggior parte di noi acquista un veicolo. Il debito totale delle carte di credito supera di molto i trilioni di dollari e il debito totale dei prestiti agli studenti supera i trilioni e mezzo di dollari.
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Argentina: lo spettro di un nuovo default

Le agenzie di rating hanno declassato i titoli argentini, ma per il momento la situazione sembra diversa dalle crisi del 2001 e 2014. A rendere tutto più difficile c’è il timore che i peronisti possano tornare al potere con le elezioni presidenziali di ottobre

di Antonella Mori

Panico sui mercati dopo le primarie. Il 30 agosto l’agenzia di rating Fitch ha declassato i titoli sovrani argentini a RD (Restricted default), mentre lo stesso giorno Standard & Poor’s ha tolto il paese sudamericano dal SD (Selective default), dove l’aveva messo il giorno prima.

Ma l’Argentina è o non è in default? La risposta dipende da come viene definita una situazione di default:
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La Groenlandia si sta sciogliendo: proposte concrete per non piangersi addosso

L'estate che sta volgendo al termine è stata caratterizzata da un’ondata di caldo anomalo che ha colpito la Groenlandia causando un pesante scioglimento della sua calotta glaciale. A luglio, si sono riversate in mare 197 miliardi di tonnellate d’acqua. Una situazione allarmante alla quale i governi mondiali, se vogliono scongiurare la catastrofe ambientale, devono rispondere con celerità
di Luca Cellini

La Groenlandia si scioglie ormai al ritmo di 10 miliardi di tonnellate d’acqua al giorno.
Le temperature elevatissime dello scorso mese, hanno avviato un’ulteriore accelerazione nel processo di scioglimento dei ghiacciai. L’ondata di caldo ha provocato uno scioglimento della superficie ghiacciata pari al 56% del totale.
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giovedì 5 settembre 2019

The internet is more fragile than you think

How could a small internet service provider (ISP) in Pennsylvania cause millions of websites worldwide to go offline? That’s what happened on June 24, 2019 when users across the world were left unable to access a large fraction of the web. The root cause was an outage suffered by Cloudflare, one of the internet’s leading content hosts on which the affected websites relied

di Vasileios Giotsas

Cloudflare traced the problem to a regional ISP in Pennsylvania that accidentally advertised to the rest of the internet that the best available routes to Cloudflare were through their small network. This caused a massive volume of global traffic to the ISP, which overwhelmed their limited capacity and so halted Cloudfare’s access to the rest of the internet. As Cloudflare remarked, it was the internet equivalent of routing an entire freeway through a neighbourhood street. This incident has highlighted the shocking vulnerability of the internet.

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martedì 3 settembre 2019

Il taglio dei parlamentari non serve

Non sarà una riforma “tagliapoltrone”, demagogica a partire dal nome, a riavvicinare gli italiani a un’idea di politica vicina alla loro quotidianità. Al contrario, per non voler pagare i costi della politica il rischio anche questa volta sarà di dover pagare ancora più salato il costo dell’antipolitica

di Federica D'Alessio

Tra i temi centrali dell’ultima crisi di governo, oltre agli scontri legati al ritorno di Giuseppe Conte alla Presidenza del Consiglio, c’è la votazione della proposta di legge del M5S relativa al taglio del numero dei parlamentari. Il “tagliapoltrone”, come l’ha ribattezzato Luigi Di Maio, ha già affrontato un lungo iter legislativo e dopo l’approvazione dell’11 luglio in Senato, aspetta il passaggio finale alla Camera. La votazione, programmata per il prossimo 9 settembre, è adesso in sospeso a causa delle dimissioni di Conte. Sia gli ex alleati dei Cinque stelle, come Matteo Salvini, sia gli ex avversari, come Matteo Renzi, hanno reso noto nei giorni scorsi che per non dover tornare a tutti i costi al voto e per cementare una nuova alleanza, appoggiare il taglio dei parlamentari è una buona idea.
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Trump tra dazi e recessione

Secondo l’attuale inquilino della Casa Bianca le guerre dei dazi si vincono facilmente: è sbagliato, poiché dopo i primi dazi imposti alla Cina si sono subito visti gli effetti negativi provocati dalla reazione del governo cinese che ha imposto dazi a prodotti americani. E il presidente americano è stato costretto a offrire sussidi per sminuire le perdite

di Domenico Maceri

“Quelli che supportano i dazi rischiano di divenire colpevoli della recessione economica globale”. Così ha spiegato le incertezze economiche attuali Boris Johnson, primo ministro britannico, additando poi direttamente il suo “amico” Donald Trump e i dazi imposti dal presidente americano alla Cina.

Secondo l’attuale inquilino della Casa Bianca le guerre dei dazi si vincono facilmente. Ovviamente si è sbagliato poiché dopo i primi dazi imposti alla Cina l’anno scorso si sono visti effetti negativi a causa della reazione del governo cinese che ha imposto dazi a prodotti americani. Agricoltori statunitensi sono stati particolarmente svantaggiati e il presidente americano è stato costretto a offrire sussidi per sminuire le loro perdite.
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Yoghi fa meglio della finanza speculativa

Il National Park Service calcola: per ogni dollaro investito dal Congresso, il sistema Parchi USA ne produce 12. Un contributo di 40 miliardi all’economia nazionale

di Emanuele Isonio

La loro superficie totale supera quella di Italia e Svizzera messe insieme. Il reddito prodotto, considerato nel complesso, doppierebbe quello dell’Islanda. I turisti che li hanno visitati, da quando sono stati creati, sono una volta e mezza gli abitanti della terra. La rete dei Parchi nazionali statunitense è un colosso di 401 riserve e 49 aree “d’interesse nazionale” distribuite in tutti gli Stati della federazione. Imponente la dotazione economica: poco più di 3 miliardi di dollari ogni anno, stanziati dal Congresso di Washington.
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Populismo e Social: la tv che ha spento il «capitale sociale»

Il ruolo di un certo tipo di programmi tv nell’affermazione pubblica di ostilità, rabbia e rancore. E il dovere di ricostruire "dal basso"

di Elisa Manna*

Spesso ci si interroga (l'autrice fa riferimento a un articolo di Maurizio Fiasco pubblicato su Avvenire, n.d.r.) su quali siano le cause che hanno prodotto la degenerazione del capitale sociale di tipo solidaristico particolarmente forte in alcune regioni del nostro Paese: il Veneto bianco, ad esempio, e l’Emilia rossa. E si risponde portando sul banco degli imputati due processi: da una parte il progressivo distacco dei politici dalla vita della gente comune, dall’altro l’abdicazione del ceto degli intellettuali o meglio una certa maniera di schierarsi teoricamente a favore degli" ultimi", in particolare i migranti, che finisce col sortire l’effetto opposto di esasperare gli animi tra i "penultimi". La riflessione avviata da Fiasco costituisce una bella occasione per aprire un confronto meditato su cosa abbia determinato questo viluppo di piccole, grandi ostilità, di rancori niente affatto repressi, di rabbia sociale diffusa. Confronto che non potrà che avvenire per accumulazione di piccoli tasselli, di umili contributi.
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giovedì 29 agosto 2019

Could Epicurus save us?

A philosophy of pleasure could cure our modern ills

di Steven Gambardella

For over a hundred years archaeologists have been reconstructing, piece by piece, a message of hope from the ancient past.
The message is estimated to comprise of 25,000 words inscribed in 260 square meters of stone. That stone crumbled and was scattered about the ruined site of the ancient Greek-speaking hilltop city of Oinoanda near the south-western coast of modern Turkey.
The author of the message was a man named Diogenes, who in old age commissioned the inscription for the city’s portico wall as a gift for fellow citizens, foreign visitors and future generations. He wrote, “I wanted, before being taken by death, to compose a fine anthem to celebrate the fullness of pleasure and so help those who are well constituted.”
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