Anno III - Numero 35
È tutto sempre molto semplice se sei uno stupido.
Massimo Mantellini

giovedì 20 settembre 2018

What Kids Need to Learn to Succeed in 2050

The art of reinvention will be the most critical skill of this century

di Yuval Noah Harari

Humankind is facing unprecedented revolutions, all our old stories are crumbling, and no new story has so far emerged to replace them. How can we prepare ourselves and our children for a world of such unprecedented transformations and radical uncertainties? A baby born today will be thirtysomething in 2050. If all goes well, that baby will still be around in 2100 and might even be an active citizen of the 22nd century. What should we teach that baby that will help them survive and flourish in the world of 2050 or the 22nd century? What kind of skills will they need in order to get a job, understand what is happening around them, and navigate the maze of life?
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mercoledì 19 settembre 2018

Legge sul copyright: come il Parlamento europeo minaccia Internet

La legge sul copyright – la direttiva liberticida presentata a luglio e bocciata causa le numerose e forti proteste dal mondo del web – viene riproposta con pochi cambiamenti cosmetici, per essere approvata, in barba alla logica e alla volontà popolare. Con la scusa che si tratti di regole per limitare lo strapotere delle major come Google e Facebook, nella realtà assistiamo alla nascita di nuovi obblighi burocratici sostenuti da costi fissi che limiteranno la libera circolazione delle informazioni sulla rete facendo scomparire gli attori piccoli e medi

di Rhett Jones

I membri del Parlamento Europeo hanno votato a favore di una profonda revisione delle leggi sul copyright dell’Unione europea, compresi due articoli controversi che minacciano di mettere ancora più potere nelle mani delle aziende tecnologiche più ricche e, in generale, di compromettere internet.
Complessivamente, i Parlamentari hanno votato a favore della Direttiva UE sui diritti d’autore con una forte maggioranza, di 438 a 226. Ma il processo non è finito.
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martedì 18 settembre 2018

Pensioni esentasse nel Mezzogiorno: attenzione ai colpi di sole

Nell'afa ferragostana avanza un nuovo slogan, sostenuto come al solito da tweet, slide incomplete e interviste prive di autentica sostanza. Ma la realtà dei fatti è molto differente e ben più complessa di quella da "libro dei sogni" presentata da Alberto Brambilla, consigliere economico di Matteo Salvini 

di Vitalba Azzollini

I governanti italiani mostrano spesso una incontenibile propensione a reputare che la realtà si conformi spontaneamente ai loro “desiderata” (tecnicamente: gli obiettivi perseguiti attraverso i loro atti normativi). Non a caso, lasciano sostanzialmente inapplicata la disciplina in tema di analisi di impatto, convinti che l’intento ispiratore di un provvedimento basti a sancirne l’indiscutibile successo. E pure l’esecutivo del “cambiamento” non cambia tale vizio, pretendendo di ottenere risultati che, già a una primo esame sommario, appaiono ardui da conseguire
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I robot avranno sempre bisogno di noi

Quello che dobbiamo aspettarci da una filosofia della forza lavoro non è la rivolta degli androidi assassini, né la sostituzione del lavoro da parte degli algoritmi, ma una rivoluzione nel nostro rapporto con le macchine e con noi stessi. Da qui passa il potere, da qui passa l’alternativa

di Roberto Ciccarelli

Agli ingegneri della Silicon Valley, e a quelli del Pentagono, piace la fantascienza. Questo genere letterario, e cinematografico, ha la capacità di anticipare l’esistenza dei dispositivi digitali che governano la nostra vita cinquant’anni prima che siano commercializzati.
Mother è il super-computer che esegue la volontà della multinazionale che ha deciso di portare sulla terra un’arma di distruzione di massa come Alien. La stentorea, e angosciante, voce femminile inventata da Ridley Scott nel 1979, è simile a Google Home,
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Grecia, torna il sereno. Ma altre nuvole incombono sull'Europa

La Grecia è ufficialmente uscita dal terzo programma di salvataggio. Anche se restano dubbi restano sulla capacità di rispettare gli impegni presi con la Troika, è un segnale positivo per tutta l’Europa. Ma nuovi rischi aleggiano all’orizzonte

di Nicola Borri

La Grecia è “salva”. Lo scorso 20 agosto, dopo dieci anni, la Grecia è ufficialmente uscita dal terzo programma di salvataggio concertato dalla Troika. Non a caso, per celebrare questo giorno il primo ministro greco Alexis Tsipras ha scelto Itaca, l’isola dove Odisseo torna dopo dieci anni di peripezie seguite alla fine della guerra di Troia.

Dal 2010, la Grecia è stata destinataria di tre programmi di salvataggio (2010, 2012 e 2015) da cui ha ricevuto poco meno di 300 miliardi di euro.
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giovedì 13 settembre 2018

Media Manipulation, Strategic Amplification, and Responsible Journalism

This is a crib of a talk that Data & Society Founder and President danah boydgave at the Online News Association conference in Austin, Texas on September 13, 2018. For a video of the talk, click here.

di Danah Boyd

In early September 2018, Facebook and Twitter were accused during a Congressional hearing of having anti-conservative bias. This should sound familiar to many of you in this room as you too have been accused for political purposes of being the “liberal media.” The core of this narrative is a stunt, architected by media manipulators, designed to trigger outrage among conservatives and pressure news and social media to react.
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martedì 11 settembre 2018

Lehman 10 anni dopo: la finanza creativa aggira le regole

L’innovazione dei prodotti di Borsa è più veloce dell’adeguamento delle leggi e dei controlli delle Banche centrali

di Mario Seminerio

Dieci anni dopo il collasso di Lehman Brothers, resta la domanda: potrebbe ripetersi? La risposta è piuttosto scontata, ed è affermativa. A livello macro, questi dieci anni hanno visto una impetuosa crescita del debito privato, in molti paesi superiore a quella del Pil, ed il parallelo sviluppo degli attivi finanziari. Poi l’innovazione tecnologica nel trading, che non di rado ha concorso a frammentare gli scambi, portandoli fuori dalle borse. Sullo sfondo, resta la creazione di nuovi prodotti finanziari o l’evoluzione di quelli esistenti, anche con finalità di aggiramento delle regole.
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Torna l'inflazione? Come difendersi tra Btp, libretti postali. E il vecchio Tfr

Tre volte nell’arco del Novecento l’inflazione o, per essere più precisi, i rendimenti reali negativi, hanno massacrato in Italia i risparmi investiti titoli di Stato e obbligazioni. Con la Prima Guerra Mondiale, con la Seconda e con gli choc petroliferi degli anni ‘70. Ora c’è l’euro, ma il futuro resta imprevedibile

di Beppe Scienza

L’attuale situazione ha qualcosa di paradossale: l’inflazione bassissima o addirittura negativa appare deprecabile per lo sviluppo economico. In ogni caso ha senso, volendo essere prudenti, cercare qualcosa di difensivo per l’eventualità che si realizzi anche solo l’obiettivo della Banca Centrale Europea di farla salire vicino al 2% o che addirittura la dinamica dei prezzi sfugga di mano. Il grande vantaggio per i risparmiatori, rispetto ai brutti frangenti passati, è che ora esistono impieghi indicizzati ai prezzi al consumo per contratto o addirittura per legge.
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Il neoliberismo di Bruxelles ha distrutto il modello di welfare svedese

La Svezia ha aderito all'Unione Europea nel 1995 mentre la Norvegia ne è rimasta fuori. Un recente studio comparato mostra che da allora le economie di entrambi i paesi sono cresciute in egual misura, ma con il "NO" all'Unione, alla gente comune in Norvegia è andata decisamente meglio

di Steffen Stierle

Su Makroskop, il sito web di Heiner Flassbeck, è da poco uscita un'analisi molto interessante di Steffen Stierle, economista e giornalista tedesco, in merito al ruolo svolto dalle politiche europee nell'indebolimento del welfare e nella redistribuzione della ricchezza dopo l'ingresso nell'Ue della Svezia avvenuto nel 1995. Per Stierle il risultato dello studio è chiaro: negli ultimi venti-trent'anni in Europa le cose sono andate decisamente meglio al di fuori dell'Ue che non all'interno.
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giovedì 30 agosto 2018

How Amazon Will Dominate the Supply Chain

Inside the company’s plan to become ‘Uber for delivery’

di Taimur

There are typically two ways to get anything done: do it yourself, or to pay someone to do it for you.

When you’re building a new technology, you have to do everything yourself. If you wanted to make a website in the 90s, you had to have a physical server in your house (expensive), know how to set it up, and do the work to maintain it. Nowadays, you barely need to lift a finger — new services can do it all for you.

In 2006, some 15 years after the web became public, Amazon Web Services (AWS) was launched — a pay-as-you-go one-stop-shop that removed the barrier to entry for serious computing.
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martedì 28 agosto 2018

Cattivi pensieri in concessione

La tragedia di Genova può diventare motivo di riflessione indipendente sul tema delle concessioni, al bivio tra chi ne desidera la nazionalizzazione e chi invece è contrario

di Mario Seminario

Prima di iniziare a sviluppare la mia tesi ed i miei pensieri, debbo fare una necessaria premessa: non ho alcun interesse a difendere la concessione di Autostrade per l’Italia né la sua controllante Atlantia. Quindi, per quello che mi riguarda, possono anche perdere le concessioni autostradali, al termine di un processo di accertamento delle responsabilità sulla tragedia di Genova. Questo lo devo premettere per evitare che i soliti scossi di psiche mi rimproverino di essere “venduto” alla società controllata dalla famiglia Benetton.
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A chi giova la forza militare europea?

Il confronto commercial-politico tra le due sponde dell'Atlantico rischia di generare mostri; o, quantomeno, di avviare una ulteriore spirale di militarismo, a beneficio dei vari settori militar-industriali di qua e di là dall'oceano

di Fabrizio Poggi

Le contraddizioni tra i membri europei della Nato, scrive Ilja Polonskij su topcor.ru, sono troppo acute per poter considerare l'Alleanza militarmente efficiente. Ecco dunque che nove paesi europei, con Francia, Germania e Gran Bretagna in testa, seguite da Estonia, Belgio, Olanda, Danimarca, Spagna e Portogallo, decidono l'istituzione di forze europee di pronto intervento: un esercito comune europeo distinto dalla Nato. In pratica, un segnale a Washington a non forzare troppo la mano con i “partner” di qua dall'Atlantico.
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