Dopo la riforma Fornero è calata la probabilità di reimpiego e se si è riassunti la perdita di salario è più forte. Non ne hanno risentito solo i precari, ma tutti i lavoratori. Invece di diminuire, le disuguaglianze nel mercato del lavoro sono aumentate
di Marco Francesconi e Daniela Sonedda
Perdere il lavoro è sempre doloroso. Ma quanto costa davvero, in termini di reddito perso e difficoltà di reinserimento? E, soprattutto, cosa succede quando cambiano le regole che tutelano i lavoratori?
Nel 2012, nel pieno della crisi del debito sovrano, il governo italiano approvò la riforma Fornero con l’obiettivo di rendere il mercato del lavoro più dinamico e di ridurre la dualità tra lavoratori “protetti” e precari. Un mercato del lavoro è definito duale quando è diviso tra lavoratori con contratti stabili e tutelati (tipicamente a tempo indeterminato) e lavoratori esterni, spesso giovani o precari, che si muovono tra contratti temporanei o discontinui.
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di Marco Francesconi e Daniela Sonedda
Perdere il lavoro è sempre doloroso. Ma quanto costa davvero, in termini di reddito perso e difficoltà di reinserimento? E, soprattutto, cosa succede quando cambiano le regole che tutelano i lavoratori?
Nel 2012, nel pieno della crisi del debito sovrano, il governo italiano approvò la riforma Fornero con l’obiettivo di rendere il mercato del lavoro più dinamico e di ridurre la dualità tra lavoratori “protetti” e precari. Un mercato del lavoro è definito duale quando è diviso tra lavoratori con contratti stabili e tutelati (tipicamente a tempo indeterminato) e lavoratori esterni, spesso giovani o precari, che si muovono tra contratti temporanei o discontinui.