Anno III - Numero 39
La storia insegna, ma non ha scolari.
Antonio Gramsci

1 D4

Le Riflessioni di Gianni Di Quattro *


16 ottobre
Bambini esclusi da mense e scuolabus, donne che non vogliono pagare al supermercato perché il cassiere è nero, il ministro che si preoccupa di cancellare e punire ogni angolo dove si pratica solidarietà e ogni persona che si coinvolge, il sud del paese trattato come una colonia che deve continuare a votare per il potere ricevendo in cambio mance e non prospettive, giornali minacciati, funzionari a cui viene intimato di ubbidire o, in alternativa, andarsene.
A tutto questo si aggiunga una spinta verso un'economia dirigista e una cultura autarchica - prodromi di una concezione di società chiusa - una schiera di mantenuti ubbidienti con ampi limiti allo sviluppo umano e tecnologico, l'occupazione quasi militare di posizioni nel mondo economico e mediatico, il discredito sulle istituzioni indipendenti che non dichiarano sottomissione.
Dite ancora che non ci sono i sintomi del regime?

9 ottobre
Di Maio, Salvini, Casaleggio, Grillo, Savona, quelli de Il Fatto, i giornalisti de La7 e del Corriere della Sera, Luca Telese e quelli che stanno cambiando casacca come Stefano Fassina, i famosi costituzionalisti difensori della patria: sono tutti impegnati a fare i propri interessi.
In questa bolgia, l'unica cosa che si fatica a capire è come può essere così stupido il popolo italiano che assiste a tutto questo senza prendere le distanze, senza combattere per il proprio futuro e invece di difendere il suo prestigio si mette ad applaudire.

2 ottobre
Il Movimento 5 Stelle sembra essere sempre più vicino ad una setta religiosa, tipo Scientology per intenderci. 
I leader del movimento e i seguaci più fanatici ormai hanno perso il senso della realtà, la percezione del bene e del male, inseguono visioni e utopie. I loro discorsi sono assimilabili a prediche in cui i toni e il fanatismo si accentuano come promesse di paradisi splendidi con campi verdi sempre assolati, fanciulle che danzano leggere e schiavi che servono prelibatezze mentre musiche celestiali si diffondono in un mondo dove tutti sono uguali, nessuno lavora e tutti godono i privilegi del vivere. Un mondo paradisiaco dominato da un unico rischio: potrebbe arrivare l'arcangelo Gabriele a svegliare tutti con la sua tromba!

25 settembre
Con i loro pensieri (e quelli di tanti nuovi consiglieri emersi dalla muffa del nulla), questi nostri attuali governanti ci stanno portando, più o meno consapevolmente, verso un modello di società diversa, per la felicità di buona parte del popolo italiano. Così sembra, almeno. Ne prendo le distanze, dolorosamente, perché continuo a credere nell’umanità, nell’uguaglianza, nel talento, nel progresso, nella speranza. Credo nel futuro.

18 settembre
Quello che questo governo può fare, nel bene e nel male, è indefinibile. È tutto e il contrario di tutto. Sembra vogliano farci vivere un periodo interessante, misterioso e pieno di suspence, consci che questo genere di attività provoca un aumento dell’attenzione nel popolo, costretto a stare con gli occhi sbarrati e le orecchie diritte. È vero, ci sono anche i risvolti negativi: bisogna avere i nervi saldi e abituarsi a vivere nella totale incertezza, nella speranza che arrivi in tempo qualcuno a salvarci, soprattutto se si è avanti in età o se si ha un carattere e un cuore debole.
Sono quel genere di problemi sconosciuti ai ricchi, quelli che, magari, da anni risiedono all’estero, dove - con lungimiranza - avevano già provveduto a portare i propri soldi in passato. Loro possono godersi lo spettacolo, tutti gli altri, no.


11 settembre
Avrei voluto fare un commento sul lavoro che sta facendo questo governo con i partiti che lo compongono ma non ci sono riuscito, nel senso che non sono proprio riuscito a capirne la logica, la visione, l'obiettivo. Ho sempre la sensazione che le decisioni avvengano giorno per giorno, un po' "a rampazzo" come direbbe un grande filosofo del passato. Chissà, forse questa è una strategia originale, magari si rivelerà anche vincente. Chissà!

4 settembre
Il 23 maggio (giorno più o meno) si voterà per eleggere il Parlamento europeo. 400 milioni più o meno sono gli elettori in 27 paesi chiamati alle urne e cioè in pratica l'Europa quasi tutta.
le forze che si chiamavano destre (ma questa definizione è secondo me superata storicamente) si stanno già organizzando e collegando (gli incontri di Salvini e del Presidente Conte con rappresentanti del Visegrad sono un esempio). in altri termini sono già in campagna elettorale operativamente.
queste forze si possono classificare come le forze della chiusura: ai mercati, alle frontiere, alla cultura, alla modernità con esclusione della tecnologia.
nel nostro paese la Lega è in prima fila e fa parte del network ma il movimento 5 stelle è della partita (infatti, i due partiti al governo magari non condividono reciprocamente alcuni valori ma certamente condividono gli interessi). non è vero come dicono alcuni che tra i due ci possa essere un divorzio a prescindere da scaramucce assolutamente normali tra forze di provenienza diversa e che stanno assestandosi reciprocamente (come succede nelle migliori famiglie).
queste forze di chiusura sono in sviluppo in tutta Europa, dai paesi ex satelliti della Unione Sovietica, all'Austria, all'Olanda, al partito in crescita della AfD in Germania, al gruppo della Le Pen in Francia per finire appunto con il gruppo Lega/5 stelle anche esso in crescita nel nostro paese (come tutti i sondaggi attestano).
in contrapposizione in ordine sparso ci sono i partiti e i gruppi che si chiamavano di sinistra (definizione anche essa superata perchè costoro niente hanno a che fare con la storia, l'origine e i valori della sinistra storica). questi gruppi sono disorganizzati, non hanno leader, hanno politiche confuse, difficoltà di comunicazione, sono pieni di lotte interne. e sono lontani dall'iniziare la campagna elettorale sul piano operativo al contrario degli altri.
comunque sono quelli che potrebbero definirsi forze di apertura (in completa contrapposizione con i valori e gli interessi delle forze di chiusura).
la conclusione è che alle prossime elezioni europee è molto, ma molto probabile che il Parlamento della Unione ( e la Unione medesima di conseguenza) sia occupato a grande maggioranza dalle forze di chiusura e non dalle forze di apertura.
questo vuol dire che potrebbe davvero cambiare la storia del continente perchè costoro potrebbero portarci più vicini alla Russia (uno dei tre grandi baluardi mondiali insieme alla Cina e agli Stati Uniti) e potrebbero spingere valori molto diversi da quelli che hanno animato lo stesso continente dalla fine della seconda guerra mondiale in poi ( sul piano ideologico in primo luogo, ma anche sul piano politico e di conseguenza economico, civile, culturale e morale e ancora religioso).
un momento storico dunque, una chiave fondamentale del futuro ciò che stiamo vivendo. e che va oltre al giudizio spicciolo anche se importante sul singolo atto o comportamento di queste forze nei loro paesi.
la sensazione è che forse molto pochi stanno capendo ciò che stiamo vivendo presi magari da tanti specchietti buttati là da chi governa nei vari paesi europei e soprattutto da sentimenti di rancore e odio (qualcuno pensa che avrebbe dovuto avere di più dal passato e qualcuno pensa che può avere di più dal nuovo corso). i fatti personali sono purtroppo quasi sempre intrecciati con le valutazioni ideologiche ( dipende dalla cultura e dai valori di ciascuno).

28 agosto
La politica oggi è sempre meno arte del governare (come direbbero le fonti) e sempre più strumento per la conquista del potere. Lo dimostrano la superficialità culturale e progettuale di coloro che si candidano e il comportamento assunto dopo avere ottenuto il consenso.

21 agosto
Questo governo è convinto che la semplice conquista di voti rappresenti il successo, per questa ragione considera più importante e popolare cancellare il passato piuttosto che progettare il futuro. In questa azione scellerata, viene confortato da masse più avvezze alla modifica dell’esistente che alla progettazione del futuro: è una questione di cultura e di speranza, di impegno e di consapevolezza sociale. E poi non bisogna dimenticare che la distruzione è meno faticosa e più facile della costruzione: il futuro si può affrontare quando diventerà presente.

7 agosto
Troppa gente non ha ancora capito cosa sta succedendo. Secondo quanto riporta il “Corriere della sera”, il 60% della popolazione italiana sarebbe favorevole a questo governo nonostante l’atteggiamento dei suoi autorevoli componenti e sostenitori, impegnati - senza troppi misteri o giri di parole - a rendere chiari quali siano i reali obiettivi. Obiettivi ben al di là di contratti di governo esibiti ad uso comunicativo e delle dichiarazioni continue fatte in modo slegato dalla realtà e destinate alle masse intellettualmente fragili. Che però costituiscono la base del successo e del potere. A tutto questo si aggiunga l’opera di nuovi improvvisati economisti incapaci di esprimere giudizi ma attenti soltanto conferme alle insostenibili tesi economiche del governo e quella di tanti presunti manager sempre pronti a fare dichiarazioni favorevoli nella speranza di conquistare in cambio una poltrona. 
Chissà che fine ha fatto l'intelligenza di questo Paese, i costituzionalisti, gli accademici, i giornalisti censori difensori della democrazia e della libertà di pensiero e di opinione: si nasconde per pudore?

31 luglio
Il dibattito avvenuto intorno alle vicende personali di Sergio Marchionne, a parte l’inopportunità e la sua volgarità, dimostra con chiarezza i limiti della sinistra - incapace di capire lo spunto modernista - e le ragioni per cui l’Italia si è ridotta fino al punto di diventare facile preda di devianze democratiche capaci di illudere facilmente e che, continuando così, presto violenteranno molti dei valori che hanno guidato fino ad oggi gran parte della comunità nazionale.

24 luglio
Non so quanti siano, tra quelli che stanno spellandosi le mani per applaudirlo, ad avere capito davvero quale sia la “concezione economica” che il Ministro dello Sviluppo Economico (e patron del governo insieme all'uomo dedicato a fermare l'immigrazione) sta portando avanti. Rimane il dubbio che sia davvero sua oppure sia stata elaborata con gli strateghi del Movimento che ruotano attorno alla Casaleggio, ma è un dettaglio di poco conto. Quello che conta è il consenso che la supposta “concezione” trova tra questi nuovi economisti che, poco per volta, stanno occupando il panorama economico italiano sostenendo teorie che tendono a negare, rivoluzionare e inventare tutto. E pensare che tra i battitori di mani molti erano i liberisti (lo saranno ancora?) a favore di un mercato competitivo centro di sviluppo dell'economia; che non abbiano capito? Se non fosse che, molto probabilmente, ci troveremo in pieno dramma economico, continuando su questa strada tra non molto ci sarà da ridere (forse meglio dire sorridere) ricordando quanta stupidità e ingenuità vi fosse tra tutti quelli che credono a “concezioni economiche” difficilmente sostenibili.

17 luglio 
Il Presidente dell'Inps, Tito Boeri, ha affermato che non soltanto adesso ma soprattutto nel futuro, considerando l'aumento della età media e la de-natalità del paese, il contributo dei migranti può essere vitale per garantire le pensioni ai lavoratori di oggi. Alle tesi sostenute da Boeri, Matteo Salvini, Ministro degli Interni, ha risposto senza argomentare ma annunciando la rimozione dall’incarico di Boeri perché le sue parole non sarebbero in sintonia con quanto starebbe facendo il governo. A parte la volgarità dei toni della querelle, che sarebbe il minore dei mali, siamo di fronte a un fulgido esempio utile a capire come la volontà di Salvini sia quella di andare oltre i più elementari principi democratici.

10 luglio
Più passa il tempo meno mi piace il comportamento del nostro Presidente: irreprensibile sul piano costituzionale, perfetto su quello formale, impegnato nel lavoro e nel rispetto di tutto, tuttavia incapace di svolgere qualsiasi azione di indirizzo e di controllo in merito al comportamento delle istituzioni, cominciando dall'esecutivo fino a quello giudiziario. Per non parlare del potere legislativo, ché mi pare che ormai conti pochino.
È vero: i poteri sono quelli che ha. Ma c'è modo e modo di farli valere e capire in anticipo il corso degli eventi intervenendo, quando necessario, nell'interesse supremo della Nazione.


3 luglio

Un sacco di persone non hanno minimamente capito quello che sta succedendo. 
Sembra che siano contente della morte di tanti esseri umani perché così facendo impareranno a non cercare di venire da noi, ignorando che ne stanno arrivando comunque e anche più di prima. Sono persone probabilmente convinte che domineremo l'Europa come ai tempi dei romani. Che però integravano gli immigrati, altrimenti non sarebbero diventati quello che sono stati.


26 giugno
La cosa che più colpisce in questo nostro tempo è il vuoto che esiste nel nostro Paese. Un vuoto culturale nel quale brilla l'assenza della intelligenza del paese, dei professionisti, degli osservatori, degli accademici e brilla invece la quasi totale adesione dei media al nuovo corso politico. In Italia, in altri termini, siamo piombati in una situazione che può diventare pericolosa: continuando così, esistono i presupposti per andare incontro a un regime. E se poi la maggioranza della popolazione comincia a sostenere, come spesso in passato, spregiudicati protagonisti forse ci sono tutti gli ingredienti per un futuro vicino al passato. Nel Paese si predica il razzismo e si tende al fascismo. La domanda è: siamo sicuri che il Presidente della Repubblica non possa fare qualche cosa per cercare di fermare o rallentare questa deriva?


19 giugno
L’esibizione di disumanità cui stiamo assistendo rattrista. Lo scenario che ne sta derivando è il contrario della sensibilità; la mia, almeno. Le stupidità palesi, il cinismo esibito senza pudore, le bugie grossolane che vengono dette dai caporioni contrastano con qualsiasi forma di cultura e vedere le masse popolari incapaci di capire stringe il cuore, per chi ha sempre creduto nelle persone. Anche amici stimati a cui si vuole bene partecipano a questa giostra disumana che richiama concetti del regime fascista e forse di peggio. È un grande dolore inaspettato, imprevedibile e inguaribile, davvero, il sintomo di qualcosa perduto per sempre. Anche gli ultimi interventi pubblici del Papa indicano che Francesco ha perso la battaglia nei confronti della sua Curia e ha deciso di deporre le armi rinunciando a combattere per un futuro migliore. Anche della sua Chiesa. Peccato, il mondo ha perso molto con questa rinuncia.

12 giugno
Inizio piano piano a capire perché le persone stanno salendo sul carro dei vincitori e perché molti miei amici sono tanto contenti, ed è una grande tristezza.
Riflettevo: perché nel nostro paese esiste un odio sociale così forte, perché i pensieri o sono uguali o sono contrapposti, perché non esiste una via di mezzo, non è possibile l’incontro delle idee? E, soprattutto, perché negli ultimi tempi è aumentato l’odio sociale? Da che cosa dipende? Dalle condizioni economiche peggiorate, dalla paura del futuro, dall'ignoranza, da qualcuno che negli ultimi tempi - per propri interessi - ha fomentato questo odio, dalla nostra storia, dalla nostra religione prevalente o da che cosa? Quando emergono con arroganza, egoismo, povertà morale e cattiveria umana sono tremende.
Non mi piace osservare come è stata ridotta l’Italia; penso che uno scadere di ogni valore etico del paese, un ritorno ad un passato che molti non ricordano, sia un motivo di grande tristezza.


5 giugno

I veri artefici del successo dei 5stelle e della Lega sono i media. Hanno disegnato per anni l’immagine di un paese distrutto, supportato e reclamizzato le iniziative dei Giallo-Verdi, criticato aspramente governi e istituzioni e adesso si sono schierati a favore dei vincitori, come peraltro è nel loro diritto. 
Il problema è che nel nostro paese, salvo qualche voce isolata da parte di quello che fu il quarto potere, non esiste più un controllo vero della democrazia. 

29 maggio
Se consideriamo tutto questo insieme alla crisi che attanaglia la sinistra, il quadro prospettico è molto inquietante.
Abbiamo un governo. Non è di destra o di sinistra, non è liberale né socialdemocratico. È populista. Siamo il primo grande paese europeo dove questo accade. 
Abbiamo un governo senza un'anima che dimostra scarso interesse per il futuro e che sembra intenzionato a cancellare tradizioni, istituzioni e Costituzione. Tra i suoi (incredibili) capisaldi, una vena razzista e la presunzione (e l'orgoglio) di non sapere: l'elogio della ignoranza aggravato dalla partecipazione di tante comparse della vita che per puro caso si sono trovate a recitare un ruolo da protagonista. Annotiamo la data e armiamoci di prudenza e pazienza: siamo un paese cattolico e quindi possiamo sperare in qualche miracolo. 
O almeno può farlo la maggioranza del popolo.

22 maggio

Il populismo è assolutamente legittimo: rappresenta solo la fine della democrazia e di questa si serve per farla morire.
Nei giorni scorsi, tanta gente - con residenza all'estero e con soldi in transito - ha pontificato e continuato a dire “…vediamo che fanno, lasciamoli provare!”. Ma la democrazia è forma e sostanza, interpretazione e rappresentanza, rispetto e visione: è importante chi governa ma soprattutto come governa.
Alcuni nomi di probabili ministri che vanno circolando sulla stampa rappresentano bene la superficialità e l'incoscienza, il pericolo e l'oscurantismo a cui va incontro la nazione; il governo è ormai prossimo (o così sembra, almeno, visto che il Presidente della Repubblica non dà l'idea di essere un uomo di coraggio…) e la sua nascita è avvenuta scavalcando procedure, convenzioni istituzionali e considerazioni sulla costituzionalità di comportamenti.
Osservo tanta gente contenta che, priva di fondati argomenti in merito, continua a ripetere di lasciarli provare, come se si trattasse di una qualsiasi avventura galante. È vero: i popoli sono sempre arbitri del loro destino.

8 maggio
Dal punto vista costituzionale, il Presidente Mattarella in questa situazione d'impasse si sta comportando correttamente; ma non sta dimostrando né coraggio né fantasia. Appartiene a quel genere di uomini che potrebbero aprire la porta a qualunque pericoloso malintenzionato soltanto perché le regole dicono che quando si sente bussare si deve aprire.

2 maggio

Dicono che, anche pensando al futuro, il Presidente Mattarella stia scrivendo il manuale su come si risolvono le crisi di governo. Si sussurra che ne farà due edizioni: una estesa e completa, l'altra sintetica, una specie di Bignami della materia dedicata a coloro che non sono attrezzati per lunghe letture e raffinati percorsi di pensiero.

24 aprile

I vincitori delle ultime elezioni non parlano mai di futuro. 
Alcuni parlano di cambiamento, che non vuol dire per forza futuro, altri, in una furia un po’ iconoclasta, di cancellazione del passato. Perché? Forse non hanno un progetto per il futuro oppure non lo sanno interpretare o, ancora, perché hanno coscienza che i loro elettori sono indifferenti alla vita dei loro discendenti. Ci sarebbe anche una spiegazione ulteriore: è il segnale che il paese non ha futuro, non vuole averlo e non gliene importa. Non mi sembra un bel segnale, da qualsiasi punto di vista lo si voglia osservare.

17 aprile

Una delle grandi invenzioni della religione cattolica è la confessione: si può peccare ma se poi ci si confessa pentendosi nelle mani di un rappresentante della Chiesa (e qui sta la genialità) si può cancellare qualsiasi peccato. In un certo senso è un incentivo a peccare nella certezza del perdono.
Una delle grandi invenzioni della democrazia è il concetto per cui il popolo può scaricare i propri difetti, le proprie incapacità, immaturità e mancanza di cultura sulla responsabilità della classe politica senza considerare che la stessa è parte integrante di sé stesso e interpretando la parte della vittima, un atteggiamento che alcuni capipopolo mettono in risalto per conquistare un proprio ruolo. Una specie di masochismo di massa (chiamato anche populismo) sempre evidentemente riscontrabile nel rapporto biunivoco tra il livello del popolo e quello della propria classe politica.
Gli americani dicevano che c'erano le armi chimiche in Iraq: hanno sconvolto un paese, ucciso il loro leader e le armi non sono state trovate, semplicemente perché non c'erano.
Sulla ex spia russa avvelenata in Gran Bretagna, gli inglesi hanno detto che sono stati i russi mentre le indagini hanno dimostrato che non è vero: il veleno non viene dalla Russia ma è inglese.
Adesso americani, inglesi e francesi (che se ne fregano di farci dimenticare la Libia e quello che hanno provocato nella regione) dicono che ci sono le armi chimiche in Siria e cominciano a sparare.
Non sarà che ci stanno raccontando tutti un sacco di balle e stanno facendo i loro sporchi affari alla faccia nostra e della civiltà?

27 marzo

Nessuno vuole o sa fare i conti con il proprio passato, che poi sarebbe l'unico modo per costruirsi un futuro migliore e diverso. Il caso dei comunisti italiani è macroscopico ma non unico, basti pensare a quello di tanti politici e personaggi che ancora popolano i diversi panorami di questo paese o a casi individuali come quello recente di Matteo Renzi (anche se il suo passato è breve) e di Silvio Berlusconi, che si accanisce a volere restare in campo anche se è lampante che le forze stanno per esaurirsi. Questo discorso, naturalmente, vale per tutti ed è anche per questo che tanti non riescono ad essere sereni e si macerano nel rancore, nella voglia di emergere a tutti i costi. Nel continuo tentativo di distruggere per nascondere.

20 marzo
Alle volte ho il sospetto che la democrazia, in questa sua veste attuale, produca nel mondo anche mostri e cose infami. Analizzando certi comportamenti, penso che il vero grande problema risieda nelle persone che credono a tutto e vanno dietro a improbabili condottieri battendo le mani: basta gridare e promettere per vincere o nascondere quello che non si vuole che la gente capisca o veda. Ad osservare quello che sta succedendo alla politica italiana, viene da pensare che è un peccato che non ci sia più Pirandello! Volete un esempio? Eccolo. Stante lo stallo post-elettorale, vedrete che il Presidente Mattarella, spesso insultato da grillini e ancora più violentemente da Matteo Salvini, spingerà affinché il Partito Democratico si spacchi e una parte di questo concorra ad appoggiare il governo di uno dei due candidati Premier (forse più quello dei Pentastellati) mentre l'altra parte, rimasta tanto piccola da risultare insignificante, finirà per essere rottamata. Matteo Renzi, il grande sconfitto della sinistra del 4 marzo, non è stato fatto fuori per odio ma soltanto perché era contrario a questo progetto mentre Massimo D'Alema e compagni, come al solito, non avrebbero capito niente, al contrario di Silvio Berlusconi che, però, ormai è vecchio e fuori tempo.
E pensare che Mattarella deve a Renzi la sua elezione, ma la politica così è (se vi pare).

13 marzo
La campagna elettorale è finita e il problema di tanti, adesso, è cominciare a costruire le motivazioni per giustificare che non potranno mantenere le cose promesse fino a qualche settimana fa.
Tra le soluzioni ideali, sembra prevalere quella di scaricare la colpa sugli avversari o sui partner, un po’ come faceva l'iracondo Ollio nei confronti del povero Stanlio nelle meravigliose scenette che tutti ricordiamo. E, proprio come se fosse pensata da un comico, c’è inoltre una cosa molto buffa nel teatrino nazionale: la stizza dei vincitori nei confronti degli sconfitti, rei di non aiutarli nell’attuazione dei loro programmi. Vae victis.


27 febbraio

Osservo un sacco di gente che parla a vanvera della situazione attuale. Certamente capire è difficile però sforzarsi è necessario, prima di sparare giudizi, valutazioni e prospettive. 
Sono molti quelli per cui la parola è spesso più veloce del pensiero.


13 febbraio

Questa campagna elettorale va avanti nel modo più volgare, tra una balla e un'altra, tra un insulto e un altro. La sensazione che danno i partiti, almeno la gran parte di essi, è quella di non tenere in alcun conto la realtà, del modo di sentire e delle esigenze di tanti cittadini.
Quello che succederà dopo il 4 marzo, probabilmente, non sarà niente di positivo per il Paese che, tra le ipotesi più accreditate, potrebbe finire nelle mani di improvvisatori, visionari e fanatici. 
Sarebbe importante, da parte di chi lo sa fare e ha gli strumenti per farlo, realizzare un'analisi profonda di cosa è oggi l'Italia, per capire quale saranno il suo futuro e il ruolo che assumerà in una comunità internazionale. Penso che mai come in questa occasione il popolo italiano si stia mettendo a nudo di fronte a chi è capace di interpretarlo!

6 febbraio

Ascoltando quello che dicono i leader politici in questa campagna elettorale penso che possiamo stare tranquilli, forse, perché le balle che sparano sono così enormi e irrealizzabili che non potranno fare alcun danno al Paese. Certo, se i cittadini fossero dotati di buon senso dovrebbero distinguere ed evitare questo cinematografo, ma questa è l'utopia più grande, purtroppo.

* Le Riflessioni di Gianni Di Quattro sono estratte dalla sua pagina Facebook e da Nel Futuro, rivista della quale è co-fondatore.






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