Anno III - Numero 31
La lotta dell’uomo contro il potere è la lotta della memoria contro l’oblio.
Milan Kundera

1 D4

Le Riflessioni di Gianni Di Quattro *


31 luglio
Troppa gente non ha ancora capito cosa sta succedendo. Secondo quanto riporta il “Corriere della sera”, il 60% della popolazione italiana sarebbe favorevole a questo governo nonostante l’atteggiamento dei suoi autorevoli componenti e sostenitori, impegnati - senza troppi misteri o giri di parole - a rendere chiari quali siano i reali obiettivi. Obiettivi ben al di là di contratti di governo esibiti ad uso comunicativo e delle dichiarazioni continue fatte in modo slegato dalla realtà e destinate alle masse intellettualmente fragili. Che però costituiscono la base del successo e del potere. A tutto questo si aggiunga l’opera di nuovi improvvisati economisti incapaci di esprimere giudizi ma attenti soltanto conferme alle insostenibili tesi economiche del governo e quella di tanti presunti manager sempre pronti a fare dichiarazioni favorevoli nella speranza di conquistare in cambio una poltrona. 
Chissà che fine ha fatto l'intelligenza di questo Paese, i costituzionalisti, gli accademici, i giornalisti censori difensori della democrazia e della libertà di pensiero e di opinione: si nasconde per pudore?

24 luglio
Non so quanti siano, tra quelli che stanno spellandosi le mani per applaudirlo, ad avere capito davvero quale sia la “concezione economica” che il Ministro dello Sviluppo Economico (e patron del governo insieme all'uomo dedicato a fermare l'immigrazione) sta portando avanti. Rimane il dubbio che sia davvero sua oppure sia stata elaborata con gli strateghi del Movimento che ruotano attorno alla Casaleggio, ma è un dettaglio di poco conto. Quello che conta è il consenso che la supposta “concezione” trova tra questi nuovi economisti che, poco per volta, stanno occupando il panorama economico italiano sostenendo teorie che tendono a negare, rivoluzionare e inventare tutto. E pensare che tra i battitori di mani molti erano i liberisti (lo saranno ancora?) a favore di un mercato competitivo centro di sviluppo dell'economia; che non abbiano capito? Se non fosse che, molto probabilmente, ci troveremo in pieno dramma economico, continuando su questa strada tra non molto ci sarà da ridere (forse meglio dire sorridere) ricordando quanta stupidità e ingenuità vi fosse tra tutti quelli che credono a “concezioni economiche” difficilmente sostenibili.

17 luglio 
Il Presidente dell'Inps, Tito Boeri, ha affermato che non soltanto adesso ma soprattutto nel futuro, considerando l'aumento della età media e la de-natalità del paese, il contributo dei migranti può essere vitale per garantire le pensioni ai lavoratori di oggi. Alle tesi sostenute da Boeri, Matteo Salvini, Ministro degli Interni, ha risposto senza argomentare ma annunciando la rimozione dall’incarico di Boeri perché le sue parole non sarebbero in sintonia con quanto starebbe facendo il governo. A parte la volgarità dei toni della querelle, che sarebbe il minore dei mali, siamo di fronte a un fulgido esempio utile a capire come la volontà di Salvini sia quella di andare oltre i più elementari principi democratici.

10 luglio
Più passa il tempo meno mi piace il comportamento del nostro Presidente: irreprensibile sul piano costituzionale, perfetto su quello formale, impegnato nel lavoro e nel rispetto di tutto, tuttavia incapace di svolgere qualsiasi azione di indirizzo e di controllo in merito al comportamento delle istituzioni, cominciando dall'esecutivo fino a quello giudiziario. Per non parlare del potere legislativo, ché mi pare che ormai conti pochino.
È vero: i poteri sono quelli che ha. Ma c'è modo e modo di farli valere e capire in anticipo il corso degli eventi intervenendo, quando necessario, nell'interesse supremo della Nazione.


3 luglio

Un sacco di persone non hanno minimamente capito quello che sta succedendo. 
Sembra che siano contente della morte di tanti esseri umani perché così facendo impareranno a non cercare di venire da noi, ignorando che ne stanno arrivando comunque e anche più di prima. Sono persone probabilmente convinte che domineremo l'Europa come ai tempi dei romani. Che però integravano gli immigrati, altrimenti non sarebbero diventati quello che sono stati.


26 giugno
La cosa che più colpisce in questo nostro tempo è il vuoto che esiste nel nostro Paese. Un vuoto culturale nel quale brilla l'assenza della intelligenza del paese, dei professionisti, degli osservatori, degli accademici e brilla invece la quasi totale adesione dei media al nuovo corso politico. In Italia, in altri termini, siamo piombati in una situazione che può diventare pericolosa: continuando così, esistono i presupposti per andare incontro a un regime. E se poi la maggioranza della popolazione comincia a sostenere, come spesso in passato, spregiudicati protagonisti forse ci sono tutti gli ingredienti per un futuro vicino al passato. Nel Paese si predica il razzismo e si tende al fascismo. La domanda è: siamo sicuri che il Presidente della Repubblica non possa fare qualche cosa per cercare di fermare o rallentare questa deriva?


19 giugno
L’esibizione di disumanità cui stiamo assistendo rattrista. Lo scenario che ne sta derivando è il contrario della sensibilità; la mia, almeno. Le stupidità palesi, il cinismo esibito senza pudore, le bugie grossolane che vengono dette dai caporioni contrastano con qualsiasi forma di cultura e vedere le masse popolari incapaci di capire stringe il cuore, per chi ha sempre creduto nelle persone. Anche amici stimati a cui si vuole bene partecipano a questa giostra disumana che richiama concetti del regime fascista e forse di peggio. È un grande dolore inaspettato, imprevedibile e inguaribile, davvero, il sintomo di qualcosa perduto per sempre. Anche gli ultimi interventi pubblici del Papa indicano che Francesco ha perso la battaglia nei confronti della sua Curia e ha deciso di deporre le armi rinunciando a combattere per un futuro migliore. Anche della sua Chiesa. Peccato, il mondo ha perso molto con questa rinuncia.

12 giugno
Inizio piano piano a capire perché le persone stanno salendo sul carro dei vincitori e perché molti miei amici sono tanto contenti, ed è una grande tristezza.
Riflettevo: perché nel nostro paese esiste un odio sociale così forte, perché i pensieri o sono uguali o sono contrapposti, perché non esiste una via di mezzo, non è possibile l’incontro delle idee? E, soprattutto, perché negli ultimi tempi è aumentato l’odio sociale? Da che cosa dipende? Dalle condizioni economiche peggiorate, dalla paura del futuro, dall'ignoranza, da qualcuno che negli ultimi tempi - per propri interessi - ha fomentato questo odio, dalla nostra storia, dalla nostra religione prevalente o da che cosa? Quando emergono con arroganza, egoismo, povertà morale e cattiveria umana sono tremende.
Non mi piace osservare come è stata ridotta l’Italia; penso che uno scadere di ogni valore etico del paese, un ritorno ad un passato che molti non ricordano, sia un motivo di grande tristezza.


5 giugno

I veri artefici del successo dei 5stelle e della Lega sono i media. Hanno disegnato per anni l’immagine di un paese distrutto, supportato e reclamizzato le iniziative dei Giallo-Verdi, criticato aspramente governi e istituzioni e adesso si sono schierati a favore dei vincitori, come peraltro è nel loro diritto. 
Il problema è che nel nostro paese, salvo qualche voce isolata da parte di quello che fu il quarto potere, non esiste più un controllo vero della democrazia. 

29 maggio
Se consideriamo tutto questo insieme alla crisi che attanaglia la sinistra, il quadro prospettico è molto inquietante.
Abbiamo un governo. Non è di destra o di sinistra, non è liberale né socialdemocratico. È populista. Siamo il primo grande paese europeo dove questo accade. 
Abbiamo un governo senza un'anima che dimostra scarso interesse per il futuro e che sembra intenzionato a cancellare tradizioni, istituzioni e Costituzione. Tra i suoi (incredibili) capisaldi, una vena razzista e la presunzione (e l'orgoglio) di non sapere: l'elogio della ignoranza aggravato dalla partecipazione di tante comparse della vita che per puro caso si sono trovate a recitare un ruolo da protagonista. Annotiamo la data e armiamoci di prudenza e pazienza: siamo un paese cattolico e quindi possiamo sperare in qualche miracolo. 
O almeno può farlo la maggioranza del popolo.

22 maggio

Il populismo è assolutamente legittimo: rappresenta solo la fine della democrazia e di questa si serve per farla morire.
Nei giorni scorsi, tanta gente - con residenza all'estero e con soldi in transito - ha pontificato e continuato a dire “…vediamo che fanno, lasciamoli provare!”. Ma la democrazia è forma e sostanza, interpretazione e rappresentanza, rispetto e visione: è importante chi governa ma soprattutto come governa.
Alcuni nomi di probabili ministri che vanno circolando sulla stampa rappresentano bene la superficialità e l'incoscienza, il pericolo e l'oscurantismo a cui va incontro la nazione; il governo è ormai prossimo (o così sembra, almeno, visto che il Presidente della Repubblica non dà l'idea di essere un uomo di coraggio…) e la sua nascita è avvenuta scavalcando procedure, convenzioni istituzionali e considerazioni sulla costituzionalità di comportamenti.
Osservo tanta gente contenta che, priva di fondati argomenti in merito, continua a ripetere di lasciarli provare, come se si trattasse di una qualsiasi avventura galante. È vero: i popoli sono sempre arbitri del loro destino.

8 maggio
Dal punto vista costituzionale, il Presidente Mattarella in questa situazione d'impasse si sta comportando correttamente; ma non sta dimostrando né coraggio né fantasia. Appartiene a quel genere di uomini che potrebbero aprire la porta a qualunque pericoloso malintenzionato soltanto perché le regole dicono che quando si sente bussare si deve aprire.

2 maggio

Dicono che, anche pensando al futuro, il Presidente Mattarella stia scrivendo il manuale su come si risolvono le crisi di governo. Si sussurra che ne farà due edizioni: una estesa e completa, l'altra sintetica, una specie di Bignami della materia dedicata a coloro che non sono attrezzati per lunghe letture e raffinati percorsi di pensiero.

24 aprile

I vincitori delle ultime elezioni non parlano mai di futuro. 
Alcuni parlano di cambiamento, che non vuol dire per forza futuro, altri, in una furia un po’ iconoclasta, di cancellazione del passato. Perché? Forse non hanno un progetto per il futuro oppure non lo sanno interpretare o, ancora, perché hanno coscienza che i loro elettori sono indifferenti alla vita dei loro discendenti. Ci sarebbe anche una spiegazione ulteriore: è il segnale che il paese non ha futuro, non vuole averlo e non gliene importa. Non mi sembra un bel segnale, da qualsiasi punto di vista lo si voglia osservare.

17 aprile

Una delle grandi invenzioni della religione cattolica è la confessione: si può peccare ma se poi ci si confessa pentendosi nelle mani di un rappresentante della Chiesa (e qui sta la genialità) si può cancellare qualsiasi peccato. In un certo senso è un incentivo a peccare nella certezza del perdono.
Una delle grandi invenzioni della democrazia è il concetto per cui il popolo può scaricare i propri difetti, le proprie incapacità, immaturità e mancanza di cultura sulla responsabilità della classe politica senza considerare che la stessa è parte integrante di sé stesso e interpretando la parte della vittima, un atteggiamento che alcuni capipopolo mettono in risalto per conquistare un proprio ruolo. Una specie di masochismo di massa (chiamato anche populismo) sempre evidentemente riscontrabile nel rapporto biunivoco tra il livello del popolo e quello della propria classe politica.
Gli americani dicevano che c'erano le armi chimiche in Iraq: hanno sconvolto un paese, ucciso il loro leader e le armi non sono state trovate, semplicemente perché non c'erano.
Sulla ex spia russa avvelenata in Gran Bretagna, gli inglesi hanno detto che sono stati i russi mentre le indagini hanno dimostrato che non è vero: il veleno non viene dalla Russia ma è inglese.
Adesso americani, inglesi e francesi (che se ne fregano di farci dimenticare la Libia e quello che hanno provocato nella regione) dicono che ci sono le armi chimiche in Siria e cominciano a sparare.
Non sarà che ci stanno raccontando tutti un sacco di balle e stanno facendo i loro sporchi affari alla faccia nostra e della civiltà?

27 marzo

Nessuno vuole o sa fare i conti con il proprio passato, che poi sarebbe l'unico modo per costruirsi un futuro migliore e diverso. Il caso dei comunisti italiani è macroscopico ma non unico, basti pensare a quello di tanti politici e personaggi che ancora popolano i diversi panorami di questo paese o a casi individuali come quello recente di Matteo Renzi (anche se il suo passato è breve) e di Silvio Berlusconi, che si accanisce a volere restare in campo anche se è lampante che le forze stanno per esaurirsi. Questo discorso, naturalmente, vale per tutti ed è anche per questo che tanti non riescono ad essere sereni e si macerano nel rancore, nella voglia di emergere a tutti i costi. Nel continuo tentativo di distruggere per nascondere.

20 marzo
Alle volte ho il sospetto che la democrazia, in questa sua veste attuale, produca nel mondo anche mostri e cose infami. Analizzando certi comportamenti, penso che il vero grande problema risieda nelle persone che credono a tutto e vanno dietro a improbabili condottieri battendo le mani: basta gridare e promettere per vincere o nascondere quello che non si vuole che la gente capisca o veda. Ad osservare quello che sta succedendo alla politica italiana, viene da pensare che è un peccato che non ci sia più Pirandello! Volete un esempio? Eccolo. Stante lo stallo post-elettorale, vedrete che il Presidente Mattarella, spesso insultato da grillini e ancora più violentemente da Matteo Salvini, spingerà affinché il Partito Democratico si spacchi e una parte di questo concorra ad appoggiare il governo di uno dei due candidati Premier (forse più quello dei Pentastellati) mentre l'altra parte, rimasta tanto piccola da risultare insignificante, finirà per essere rottamata. Matteo Renzi, il grande sconfitto della sinistra del 4 marzo, non è stato fatto fuori per odio ma soltanto perché era contrario a questo progetto mentre Massimo D'Alema e compagni, come al solito, non avrebbero capito niente, al contrario di Silvio Berlusconi che, però, ormai è vecchio e fuori tempo.
E pensare che Mattarella deve a Renzi la sua elezione, ma la politica così è (se vi pare).

13 marzo
La campagna elettorale è finita e il problema di tanti, adesso, è cominciare a costruire le motivazioni per giustificare che non potranno mantenere le cose promesse fino a qualche settimana fa.
Tra le soluzioni ideali, sembra prevalere quella di scaricare la colpa sugli avversari o sui partner, un po’ come faceva l'iracondo Ollio nei confronti del povero Stanlio nelle meravigliose scenette che tutti ricordiamo. E, proprio come se fosse pensata da un comico, c’è inoltre una cosa molto buffa nel teatrino nazionale: la stizza dei vincitori nei confronti degli sconfitti, rei di non aiutarli nell’attuazione dei loro programmi. Vae victis.


27 febbraio

Osservo un sacco di gente che parla a vanvera della situazione attuale. Certamente capire è difficile però sforzarsi è necessario, prima di sparare giudizi, valutazioni e prospettive. 
Sono molti quelli per cui la parola è spesso più veloce del pensiero.


13 febbraio

Questa campagna elettorale va avanti nel modo più volgare, tra una balla e un'altra, tra un insulto e un altro. La sensazione che danno i partiti, almeno la gran parte di essi, è quella di non tenere in alcun conto la realtà, del modo di sentire e delle esigenze di tanti cittadini.
Quello che succederà dopo il 4 marzo, probabilmente, non sarà niente di positivo per il Paese che, tra le ipotesi più accreditate, potrebbe finire nelle mani di improvvisatori, visionari e fanatici. 
Sarebbe importante, da parte di chi lo sa fare e ha gli strumenti per farlo, realizzare un'analisi profonda di cosa è oggi l'Italia, per capire quale saranno il suo futuro e il ruolo che assumerà in una comunità internazionale. Penso che mai come in questa occasione il popolo italiano si stia mettendo a nudo di fronte a chi è capace di interpretarlo!

6 febbraio

Ascoltando quello che dicono i leader politici in questa campagna elettorale penso che possiamo stare tranquilli, forse, perché le balle che sparano sono così enormi e irrealizzabili che non potranno fare alcun danno al Paese. Certo, se i cittadini fossero dotati di buon senso dovrebbero distinguere ed evitare questo cinematografo, ma questa è l'utopia più grande, purtroppo.

* Le Riflessioni di Gianni Di Quattro sono estratte dalla sua pagina Facebook e da Nel Futuro, rivista della quale è co-fondatore.






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