Anno X - Numero 39
Il tempo degli eventi è diverso dal nostro.
Eugenio Montale
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martedì 9 dicembre 2025

Il reminbi diventa una valuta sempre più attrattiva e utilizzata

L’emissione, per la prima volta, di titoli di Stato russi denominati in renminbi riaccende la narrativa occidentale della “sfida al dollaro”. Ma l’internazionalizzazione dello yuan risponde a logiche di mercato, nuove catene del valore e cooperazione multilaterale, non a un braccio di ferro geopolitico

di Giulio Chinappi

Il Ministero delle Finanze russo ha annunciato che emetterà per la prima volta titoli di Stato denominati in Rmb; la registrazione per la sottoscrizione inizia il 2 dicembre. In precedenza, paesi come Regno Unito e Indonesia avevano già emesso obbligazioni sovrane in yuan offshore, ma per Mosca è la prima volta. Eppure, questa normalissima operazione di finanziamento è stata forzata, in alcune opinioni pubbliche occidentali, dentro una narrativa di “confronto geopolitico”, presentata come un ulteriore passo della Cina per “competere per l’influenza globale” o “sfidare il sistema del dollaro”.
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giovedì 27 novembre 2025

Usa-Cina: perché non è solo una guerra commerciale

Tra Usa e Cina non è in atto una disputa commerciale, ma una rivalità totale. I dazi potrebbero essere un mezzo di pressione per arrivare alla riforma delle regole del commercio che l’Omc non è stato capace di fare. Ma l’Occidente deve cambiare attitudine

di Alessia Amighini

La guerra commerciale tra gli Stati Uniti e la Repubblica popolare cinese (Rpc), esplosa formalmente nel 2018 con l’introduzione di dazi doganali da parte della prima amministrazione Trump, è spesso interpretata come una disputa economica legata agli squilibri commerciali e alla concorrenza industriale. Invece, non è che la manifestazione visibile di una rivalità sistemica che coinvolge la dimensione economica, tecnologica, politica e ideologica. Ne è il sintomo, non la causa.
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giovedì 30 ottobre 2025

Riciclaggio in Germania: l’Incredibile storia di come il cuore d’Europa è diventato la lavatrice del denaro sporco

Un documentario trasmesso dalla Dwr, rivela come il motore economico del continente sia diventato, quasi per caso, uno dei più efficienti paradisi per il riciclaggio di denaro al mondo. Investire a Berlino, Amburgo o Monaco è una garanzia di sicurezza per i cartelli della droga o le mafie internazionali

di Redazione Voci dalla Germania

“Possiamo fare tutto in Germania. È un paese molto ingenuo”. Non è la frase di un politico in campagna elettorale, né l’analisi di un economista. È la confessione agghiacciante, quasi sprezzante, di chi conosce dall’interno le autostrade silenziose su cui viaggia il denaro sporco d’Europa. Una sola frase basta a mandare in frantumi l’immagine da cartolina della Germania: ordine, rigore, un’economia che sembra impermeabile a ogni scandalo.
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martedì 14 ottobre 2025

Trump e i miliardari della tecnologia: cosa ci guadagna la Silicon Valley

Con Trump alla Casa Bianca, l’élite tech ottiene deregolamentazioni, incarichi, fondi pubblici e potere. E l’IA corre senza freni

di Anne-Sophie Simpere

Criptovalute: indagini sospese e deregolamentazione totale
Sul fronte delle criptovalute, la Securities and Exchange Commission, autorità di vigilanza dei mercati finanziari statunitensi, aveva avviato una serie di indagini su piattaforme sospettate di varie irregolarità. Indagini che sono state abbandonate dopo l’arrivo di Donald Trump al potere. Sono state abrogate anche le norme del Staff Accounting Bulletin 121, che obbligavano le banche a dichiarare le criptovalute detenute per conto dei propri clienti e a mantenere riserve adeguate per garantirne la sicurezza.
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martedì 30 settembre 2025

Mps-Mediobanca: il difficile viene adesso

La logica industriale dell’operazione Mps-Mediobanca non è ancora chiara, mentre lo è quella di potere. I gruppi Delfin e Caltagirone, soci forti della prima, rafforzano la presa sulla seconda banca e quindi su Generali. Un esito gradito al governo

di Angelo Baglioni

L’offerta pubblica di acquisizione lanciata da Monte dei Paschi di Siena su Mediobanca ha superato di gran lunga le aspettative. L’obiettivo iniziale era trasformare Mediobanca in una controllata di Mps, come parte di un polo bancario in fase di costruzione che, nel tempo, potrebbe inglobare anche altri istituti. Ma con un’adesione pari all’86 per cento del capitale della banca “preda”, si apre ora uno scenario diverso: quello di una fusione per incorporazione di Mediobanca in Mps, con conseguente uscita di Piazzetta Cuccia dal listino (delisting).
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venerdì 26 settembre 2025

Unendo i puntini, spunta una Fed alla giapponese

Gli Stati Uniti attraversano un periodo di “dominanza fiscale”: i deficit persistono e si allargano, i soldi non bastano mai. Anche se Trump riuscisse a forzare un maxi taglio dei tassi ufficiali, cioè quelli a breve termine, non motivato dalla congiuntura, i tassi a lungo termine aumenterebbero per aspettative inflazionistiche e aumento del premio al rischio di ridotta credibilità della Fed. Che ne penseranno gli elettori?

di Mario Seminerio

Come da attese, la Federal Reserve ha tagliato i tassi d’interesse di un quarto di punto percentuale. Il cosiddetto dot plot, cioè il diagramma in cui i suoi governatori si cimentano a divinare il futuro indicando dove vedono il tasso sui fondi federali nel futuro più o meno prossimo, e che è ormai assurto ad arte divinatoria dell’entropia e lettura dei fondi del caffè, a questo giro è stato condizionato dalla posizione di Stephen Miran, nuovo governatore “a tempo”, ufficialmente sino a fine gennaio, ma in aspettativa non retribuita dalla direzione del Council of Economic Advisers della Casa Bianca.
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mercoledì 24 settembre 2025

Il futuro del Gruppo Mps

Monte dei Paschi di Siena è riuscita a conquistare Mediobanca. Un’operazione importante, ma non sufficiente per farne un gruppo capace di competere con le grandi banche italiane e straniere. Resta poi aperta la questione di Assicurazioni Generali

di Rony Hamaui

La più antica banca italiana, il Monte dei Paschi di Siena, è riuscita a conquistarsi “il salotto buono del capitalismo italiano”, Mediobanca.

Il risultato era per molti versi scontato: la stragrande maggioranza delle offerte pubbliche di acquisto o scambio che offrono un prezzo equo, accompagnato da un dignitoso premio, hanno successo se i governi non si oppongono o un cavaliere bianco non interviene. Nel nostro caso, il governo italiano, azionista di riferimento di Mps, era apertamente favorevole all’operazione e nessuno ha ovviamente cercato di contrastarla.
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martedì 16 settembre 2025

Tassa sui buyback bancari: due volte sbagliata

Invece di intervenire sull’ordinaria gestione di impresa, l’antitrust farebbe bene a occuparsi delle regalie alle banche in tema di profitti bancari eccessivi. L’idea del governo Meloni di rimpinguare la legge di Bilancio colpendo gli istituti di credito rivela un approccio punitivo e poco razionale

di Istituto Bruno Leoni

Dovendo scrivere la nuova legge di Bilancio, il governo è comprensibilmente alla ricerca di nuove fonti di entrate per far quadrare i conti. Anche quest’anno si discute intensamente di un tributo straordinario sulle banche, dopo quello già introdotto l’anno scorso. Questa volta potrebbe essere un’imposta sul riacquisto di azioni proprie. Al di là delle difficoltà tecniche e applicative, ci sono due ragioni per cui il ministro Giancarlo Giorgetti farebbe bene ad accantonare l’idea.
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Mediobanca e i tentacoli della piovra finanziaria Usa

Nellaffaire Mediobanca, quanto salta subito agli occhi di chi conosce il mondo della Finanza è il costitutivo conflitto d’interessi tra BlackRock e Vanguard: la prima è posseduta per il 14% da Vanguard che a sua volta è partecipata per il 13,5% da BlackRock, mentre State Street ha BlackRock all’8,1% e Vanguard al 12,6%. Il risultato è la più grande concentrazione di potere finanziario mai avvenuta nella Storia, un intreccio da cui non è possibile neppure evincere chi domina chi. Lunica certezza sono i clienti, ovvero una élite planetaria composta da chi possiede almeno 50-100 milioni di dollari di patrimonio liquido: persone fisiche, prima di tutto, ma soprattutto banche, fondazioni, assicurazioni, fondi ecc.

di Alessio Mannino

Il cosiddetto “risiko” della finanza italiana si è concluso con la vittoria dei Caltameloni (con contorno a stelle e strisce). Il costruttore ed editore Franco Caltagirone e la Delfin, holding degli eredi Del Vecchio (Luxottica), sono infatti i nuovi padroni di Mediobanca tramite Monte dei Paschi (Mps), l’istituto senese di cui il Tesoro, cioè il governo, è il primo degli azionisti, fra i quali fa capolino anche BlackRock, il fondo americano al vertice mondiale della gestione patrimoni.
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venerdì 5 settembre 2025

Cina, il jujitsu che mette l’Europa al tappeto

Negli ultimi mesi, lo yuan si è rafforzato contro dollaro e pesantemente deprezzato contro euro. Questa operazione sembra mirata a ottenere le grazie di  Donald Trump nel lungo e misterioso negoziato commerciale bilaterale, ma anche ad assumere il ruolo di rampa di lancio all’aumento compensativo dell’export cinese verso l’Europa, valvola di sfogo dell’eccesso di capacità produttiva di Pechino

di Mario Seminerio

Sul mercato dei cambi si segnala un fenomeno piuttosto interessante. Da inizio anno, come sappiamo, il dollaro statunitense si è pesantemente deprezzato contro tutte le maggiori valute. Ciò è avvenuto contro le previsioni da libro di testo, che non più tardi di alcuni mesi addietro erano state ribadite anche dall’attuale direttore del Council of Economic Adviser della Casa Bianca nonché prossimo governatore apparentemente a termine della Fed, Stephen Miran.
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mercoledì 27 agosto 2025

Crisi bancarie in Europa: nessuno protegge i risparmiatori

Su risanamento e risoluzione delle banche e sistemi di garanzia dei depositi le lancette dell’orologio in Europa restano a dieci anni fa. Obiettivo primo è ridurre il conto per il contribuente, mentre non si fa cenno alla protezione dei risparmiatori

di Concetta Brescia Morra

A giugno 2025, sulla pagina web del Consiglio dell’Unione europea è stato annunciato con enfasi l’accordo per la riforma del pacchetto normativo del 2014 su risanamento e risoluzione delle banche (dir. 2014/59/Ue) e sui sistemi di garanzia dei depositi (dir. 2014/49/Ue).

L’argomento non sembra cruciale in una fase di stabilità finanziaria, in cui le banche europee mostrano bilanci solidi. La lettura della riforma è peraltro istruttiva per capire dove va l’Europa in materia regole per la finanza. Per le istituzioni europee le lancette dell’orologio sono ferme a dieci anni fa.
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martedì 8 luglio 2025

Ultimo tratto di strada per il Pnrr

Con una comunicazione la Commissione fa il punto sullo stato di attuazione del Ngeu e dà indicazioni per l’effettiva chiusura entro il 2026. Senza alcun rinvio o estensione, perché fin dall’inizio è stato concepito come strumento eccezionale e temporaneo

di Giacomo D'Arrigo e Piero David

Qualche giorno fa la Commissione Ue ha definito in modo netto il percorso di chiusura del Next Generation Eu.

Con la comunicazione Com(2025) 310 final, che già nel titolo Road to 2026 focalizza il tema, si fa il punto sullo stato di attuazione del dispositivo e si forniscono orientamenti e indicazioni per l’effettiva chiusura, indicando i passaggi da seguire per il completamento entro il 2026.
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Un’altra “Settimana decisiva” per l’ex Ilva

La vicenda dell’ex Ilva è un concentrato di tutti i mali del nostro paese e di tutte le ragioni per cui si fatica, in Italia, a fare impresa

di Istituto Bruno Leoni

I giornali parlano, per l’ennesima volta, di «settimana decisiva» per l’ex Ilva. Nei prossimi giorni sono attese decisioni che avranno grandi conseguenze sull’acciaieria: al ministero delle Imprese e del Made in Italy, il ministro Adolfo Urso ha convocato una riunione no stop sull’accordo di programma – mentre il tribunale di Milano potrebbe imporre la chiusura dello stabilimento se non si arriverà a un risultato.
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martedì 24 giugno 2025

Il lato oscuro del Tax-Credit

Centinaia sono i film che hanno richiesto il credito d’imposta e che non hanno mai raggiunto le sale. Il meccanismo principale su cui si regge l’intero sistema è infatti quello del tax credit, una forma di incentivo che consente ai produttori di recuperare una parte consistente dei costi sostenuti. Uno “stimolo” di natura fiscale che ha favorito la realizzazione di opere in un numero spropositato: il sistema si è trasformato in una macchina senza freni e alla quantità raramente sono corrisposti qualità e incassi

di Istituto Bruno Leoni

Questa volta è stata la cronaca nera ad accendere nuovamente i riflettori su un sistema di finanziamento del cinema e dell’audiovisivo che mostra da tempo gravi falle. Possibili frodi, fondi pubblici utilizzati in modo dissennato e controlli assenti o inefficaci: è questo il quadro che emerge.
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martedì 10 giugno 2025

Un’acquisizione ogni undici giorni: così le Big Tech divorano il mercato

Il mercato digitale è sempre più in mano a poche aziende tecnologiche: dal 2019, le cinque Big Tech hanno assorbito quasi 200 aziende. Ma solo il 4% delle operazioni è stato oggetto di indagine

di Maurizio Bongioanni

Alphabet, la holding a cui fa capo Google, ha recentemente annunciato la più grande acquisizione della sua storia: l’acquisto della startup israeliana di cybersicurezza Wiz per la cifra record di 32 miliardi di dollari. Nonostante l’entità dell’operazione, esiste il rischio concreto che l’accordo sfugga ai controlli normativi, in particolare in giurisdizioni come l’Unione europea. Si tratta dell’ultimo esempio – tra i più emblematici – della strategia di espansione silenziosa portata avanti dalle Big Tech negli ultimi anni.
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martedì 13 maggio 2025

Affitti brevi: come Airbnb è diventata un business per pochi grandi gestori

La locazione breve di Airbnb ha influenzato non solo il settore turistico ma anche il panorama residenziale, sociale e commerciale

di Maurizio Bongioanni

Chi gestisce davvero il mercato Airbnb? È questa la domanda al centro del report pubblicato dal Future Urban Legacy Lab del Politecnico di Torino, firmato dai responsabili scientifici Francesco Chiodelli e Mara Ferreri. Lo studio, dedicato all’evoluzione degli affitti brevi in Italia tra il 2017 e il 2024, concentra l’attenzione su una delle piattaforme più influenti del settore: Airbnb. I numeri parlano chiaro: quello che un tempo era un fenomeno dell’economia collaborativa si è trasformato in un colosso imprenditoriale che, in molti casi, sfugge al controllo delle amministrazioni locali.
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Dazi, l’elegia dei commercianti americani

Quel che colpisce nell’iniziativa della US Chamber of Commerce è l’atteggiamento di deferenza usato verso l’amministrazione Trump quando con Biden, invece, il tono era completamente diverso. La sostanza, tuttavia è una sola: esiste un elevato numero di piccole e medie imprese commerciali statunitensi che fanno affari con la Cina e se i dazi continuassero a essere così elevati sarebbero obbligate a chiudere

di Mario Seminerio

La US Chamber of Commerce, lobby che rappresenta oltre tre milioni di imprese statunitensi e che è nota per spendere più delle altre associazioni di categoria in azioni di pressione sulla politica, ha inviato una supplica alle tre figure che nell’Amministrazione Trump seguono il commercio estero: segnatamente Scott Bessent, Segretario al Tesoro; Howard Lutnick, al Commercio; e Jamieson Greer, US Trade Representative.
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giovedì 24 aprile 2025

Si fa presto a dire dazi

La linea commerciale di Trump arricchisce solo i capitalisti che lo hanno sostenuto. Ma i Democratici, pur criticando nettamente la presidenza, devono rompere con l'ortodossia del libero scambio che ha devastato gli Usa

di David Sirota*

Dazi o non dazi? Il dibattito politico odierno, lungo quanto un tweet, finge che si tratti di una scelta binaria. Il presidente Donald Trump ha presentato dazi generalizzati sulle importazioni come una panacea per ricostruire l’industria manifatturiera americana, mentre i Democratici insistono sul fatto che le proposte di Trump siano un tentativo di far crollare l’economia e che il loro partito dovrebbe manifestare la propria opposizione a tutti i dazi.
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venerdì 11 aprile 2025

Se dalla guerra dei dazi si passa a quella valutaria. E oltre

Le tariffe danneggiano l’economia. Ma il rapporto al Parlamento europeo di un gruppo di esperti giunge a conclusioni forse troppo ottimistiche su quelle imposte dall’amministrazione Trump perché non tiene conto di possibili effetti collaterali

di Rony Hamaui

Nel 1961 l’economista canadese Robert Mundell, premio Nobel e grande amante della Toscana, dove possedeva un magnifico palazzo rinascimentale vicino a Siena, scrisse un breve articolo destinato a entrare in tutti i manuali e a influenzare le politiche economiche per oltre mezzo secolo.
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martedì 25 marzo 2025

Trumponomics, tutto quello che (non) sappiamo sinora

L’economia americana è malata, gravemente malata. Non è certa la recessione ma i segnali consigliano prudenza, e lo stesso atteggiamento di Donald Trump (in materia economica) indica che quella attuale deve essere considerata al pari di una fase di transizione. Quel che è certo, invece, è che gli Stati Uniti hanno un disperato bisogno di accogliere imprese per rimettere in carreggiata il loro sistema produttivo, e il territorio di conquista individuato pare essere proprio quello europeo

di Mario Seminerio

Quando si parla della politica economica di Donald Trump, e non solo di quella, continua a valere il motto “nessuno sa nulla”. Nel senso che l’uomo è imprevedibile e si nutre di caos, come narra la vulgata. Alcuni obiettivi sembrano essere stati identificati, mentre il conseguimento di altri pare destinato ad andare allo scontro con la realtà. Nel mezzo, un’economia come quella statunitense, minata da alto debito e deficit, con i quali si dovranno effettivamente fare i conti. Ma, come sempre, est modus in rebus.
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