L’emissione, per la prima volta, di titoli di Stato russi denominati in renminbi riaccende la narrativa occidentale della “sfida al dollaro”. Ma l’internazionalizzazione dello yuan risponde a logiche di mercato, nuove catene del valore e cooperazione multilaterale, non a un braccio di ferro geopolitico
di Giulio Chinappi
Il Ministero delle Finanze russo ha annunciato che emetterà per la prima volta titoli di Stato denominati in Rmb; la registrazione per la sottoscrizione inizia il 2 dicembre. In precedenza, paesi come Regno Unito e Indonesia avevano già emesso obbligazioni sovrane in yuan offshore, ma per Mosca è la prima volta. Eppure, questa normalissima operazione di finanziamento è stata forzata, in alcune opinioni pubbliche occidentali, dentro una narrativa di “confronto geopolitico”, presentata come un ulteriore passo della Cina per “competere per l’influenza globale” o “sfidare il sistema del dollaro”.
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di Giulio Chinappi
Il Ministero delle Finanze russo ha annunciato che emetterà per la prima volta titoli di Stato denominati in Rmb; la registrazione per la sottoscrizione inizia il 2 dicembre. In precedenza, paesi come Regno Unito e Indonesia avevano già emesso obbligazioni sovrane in yuan offshore, ma per Mosca è la prima volta. Eppure, questa normalissima operazione di finanziamento è stata forzata, in alcune opinioni pubbliche occidentali, dentro una narrativa di “confronto geopolitico”, presentata come un ulteriore passo della Cina per “competere per l’influenza globale” o “sfidare il sistema del dollaro”.