Anno X - Numero 39
Il tempo degli eventi è diverso dal nostro.
Eugenio Montale
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venerdì 24 ottobre 2025

Fine vita e corte costituzionale

Con la sentenza n. 242 del 2019, la Corte Costituzionale ha ribadito che il diritto alla vita è bene primario e fondamentale e che non esiste un vero e proprio diritto a morire. Tuttavia, la dilatazione del già consentito suicidio medicalmente assistito si tradurrebbe in un nuovo passo avanti verso la piena eutanasia. Con buona pace «del dovere dello Stato di tutelare la vita di ogni individuo»

di Lorenzo Vittorio Petrosillo*

L’attesissima pronuncia della corte Costituzionale sul “fine vita”, nella declinazione non dell’aiuto al suicidio (c.d. suicidio assistito) ma sulla sollevata questione della parziale illegittimità costituzionale dell’art. 579 del codice penale (“omicidio del consenziente”) ha deluso giuristi, operatori sanitari e in generale i cittadini più consapevoli della delicatezza etica delle questioni sottoposte alla Corte. Delusione qui significa elusione. La Corte infatti ha evitato di affrontare il cuore del problema, rinviando alla disciplina già vigente e a elementi fattuali quali la effettiva reperibilità/irreperibilità di dispositivi medici di somministrazione farmacologica, elementi importanti forse per il caso specifico, ma marginali per quel che concerne l’enunciazione di princìpi-guida.
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martedì 21 ottobre 2025

La povertà in Italia: cosa è cambiato in dieci anni

I dati del 2024 mostrano che la povertà in Italia resta stabile, benché su livelli ancora elevati. Negli ultimi dieci anni la situazione è peggiorata soprattutto per le famiglie del Nord, per quelle più numerose e per quelle composte da cittadini stranieri

di Massimo Baldini e Stefano Toso

Dai dati Istat pubblicati il 14 ottobre sulla povertà in Italia nel 2024 esce un quadro molto stabile: l’incidenza della povertà assoluta tra le famiglie è dell’8,4 per cento, come nel 2023, mentre quella tra gli individui è del 9,8 per cento, contro il 9,7 per cento nell’anno precedente. Le famiglie povere in senso assoluto nel 2024 sono 2,22 milioni e le persone povere 5,74 milioni. Le uniche differenze statisticamente significative rispetto al 2023 riguardano una maggiore incidenza della povertà assoluta tra chi risiede nelle Isole (da 11,9 a 13,4 per cento) e per le coppie con persona di riferimento sotto i 65 anni (da 4,7 a 6,4 per cento).
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giovedì 16 ottobre 2025

I dati di New York smontano il mito: limitare Airbnb non risolve la crisi abitativa

Il dibattito sugli affitti brevi si ripete con toni accesi in tutto il mondo. Governi locali e associazioni di categoria sostengono che piattaforme come Airbnb o Vrbo sottraggano case ai residenti, alimentando il caro-affitti nelle metropoli globali. Dall’altra parte, i sostenitori degli affitti brevi ribattono che si tratta di una quota marginale dello stock abitativo e che, anzi, rappresentano un’opportunità economica per famiglie e piccoli proprietari. La città di New York è diventata la cartina tornasole di questo scontro

di Redazione Economia x Finanza

Con l’entrata in vigore della Local Law 18, a settembre 2023, la Grande Mela ha imposto requisiti rigidissimi: obbligo di registrazione, presenza costante dell’host durante il soggiorno, massimo due ospiti per volta, divieto di chiusura a chiave delle stanze. Risultato immediato: l’offerta di Airbnb si è ridotta dell’89% in pochi mesi, secondo i dati del Comune.
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mercoledì 24 settembre 2025

È vero che i giovani non si informano più?

Non è vero che i giovani sono disinteressati e non si informano più. Semplicemente, le loro fonti di informazione sono diverse

di Alice Facchini

“I giovani d’oggi non si informano più”, “Stanno sempre su Instagram e TikTok”, “Come fanno a crearsi un pensiero critico?”. A tutti noi, almeno una volta nella vita, sarà capitato di ascoltare o partecipare a discussioni di questo tipo. Ma quanto queste affermazioni sono basate su fatti e dati, e quanto invece sono influenzate dall’antica abitudine – mai passata di moda – di criticare indiscriminatamente le nuove generazioni? L’indagine Eurobarometro Flash sui giovani, il sondaggio condotto su un campione di oltre 25mila ragazzi e ragazze tra i 16 e i 30 anni nei 27 paesi dell’Unione Europea, dà alcuni spunti di riflessione. Primo tra tutti: non è vero che i giovani sono disinteressati e non si informano più. Semplicemente, le loro fonti di informazione sono diverse.
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giovedì 11 settembre 2025

Perché sempre più persone smettono di seguire le notizie

In un mondo dominato da una sovraesposizione di notizie, è importante che le persone continuino a informarsi per evitare che il minore desiderio di informarsi si traduca in un disimpegno civile e politico letale per la democrazia

di Redazione Valigia Blu

Viviamo un momento storico difficile. Ogni giorno siamo raggiunti da un flusso continuo di notizie e informazioni che ci aggiornano incessantemente su quanto avviene in ogni momento in ogni parte del globo: guerre, violenze, epidemie, disastri climatici, diritti violati e non riconosciuti, repressioni da parte di regimi autoritari, amplificazione delle disuguaglianze sociali. E più arrivano notizie di eventi tragici che si agglutinano uno sull’altro, più scorriamo compulsivamente siti e social per avere informazioni, spesso frammentarie e contraddittorie, su quanto sta accadendo, più veniamo sopraffatti dal peso emotivo di quel che leggiamo ogni giorno.
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martedì 2 settembre 2025

La riforma più importante della scuola: la fiducia

Nel sistema scuola, la fiducia reciproca tra presidi, insegnanti e famiglie è sotto la soglia minima. Queste tre componenti sono impegnate a sorvegliarsi reciprocamente e la macchina burocratica non custodisce più un patto ma al massimo un contratto, i cui firmatari curano i propri interessi. Inevitabilmente, un sistema fatto da componenti antagoniste (anche se non ufficialmente) tenderà a generare soluzioni di compromesso al ribasso

di Alfonso Lanzieri

Da quel che abbiamo potuto apprendere dai giornali, qualche giorno fa* uno studente di un liceo scientifico di Padova, si è regolarmente presentato a scuola nel giorno della prova orale della maturità, rifiutandosi però di sostenerla. Secondo quanto riportato, la scelta è stata consapevole e motivata da una riflessione sul sistema di valutazione adoperato, che a giudizio dello studente non sarebbe adatto allo scopo. L’episodio, di cui non sono noti molti altri particolari, ha prodotto ovviamente la solita nuvola di commenti su scuola, voti, esame di maturità e così via.
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martedì 19 agosto 2025

Il costo delle leggi incomprensibili: 110 miliardi all’anno

Se tutte le leggi italiane fossero scritte con la stessa chiarezza della Costituzione, il Pil sarebbe più alto di quasi il 5 per cento. È infatti possibile stimare il costo di un quadro normativo poco chiaro, che riduce il potenziale produttivo del paese

di Tommaso Giommoni, Luigi Guiso, Claudio Michelacci e Massimo Morelli

Lo stato di diritto, alla base del buon funzionamento delle economie moderne, si fonda su una legislazione “chiara, facile da comprendere e non ambigua; semplice e concisa, evitando elementi superflui”. Nella pratica, però, le leggi vengono spesso approvate in fretta, spinte dall’urgenza di rispondere a crisi improvvise, e risultano mal calibrate, frutto da un lato di compromessi politici, dall’altro della scarsa disponibilità di informazioni al momento della loro introduzione. Il risultato è che le leggi tendono ad accumularsi in modo caotico, dando vita, nel tempo, a un sistema normativo che perde coerenza e talvolta sfiora l’assurdo kafkiano.
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martedì 10 giugno 2025

Il voto e le occasioni perse per il paese

Non solo i referendum: l’8 e 9 giugno si sono tenute elezioni amministrative in vari comuni, di cui si è parlato ben poco: ed è già un’occasione persa. Dalle consultazioni referendarie non escono modifiche legislative. Ma lasciano conseguenze politiche

di Paolo Balduzzi

L’8 e 9 giugno si sono tenuti cinque referendum abrogativi, il secondo turno delle elezioni amministrative in tredici comuni italiani e le elezioni a turno unico in sette comuni della Sardegna. I referendum, pur non avendo raggiunto il quorum di validità necessario, o forse proprio per questo, hanno cannibalizzato tutta l’attenzione mediatica, a discapito del voto locale. Al di là delle valutazioni politiche sugli esiti, questa tornata elettorale ha evidenziato numerose occasioni perse nel paese.
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giovedì 8 maggio 2025

Neet, un problema da affrontare lontano dai luoghi comuni

Il numero dei Neet in Italia è tra i più alti d’Europa. La non partecipazione alle traiettorie ordinarie di studio, formazione, occupazione formale sembra un effetto della marginalità sistemica, più che di una predisposizione individuale

di Simone Cerlini

In Italia il tasso di Neet, ossia la quota di giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano né studiano né sono inseriti in percorsi formativi, rimane tra i più alti in Europa. Il dato Istat per il 2023 lo fissa al 16,1 per cento a livello nazionale, ma con forti differenze tra i territori: nel Mezzogiorno le percentuali superano stabilmente il 25 per cento. La persistenza di un fenomeno così ampio, in una fascia anagrafica cruciale per l’attivazione, l’investimento sociale e la sostenibilità del sistema previdenziale, impone un’analisi attenta, al fine di trovare soluzioni efficaci.
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giovedì 24 aprile 2025

Cosa ci rende un paese in crisi demografica e come provare a uscirne

La transizione demografica si è trasformata in crisi, in Italia, dal 1984. Invecchiate anche le “generazioni abbondanti”, abbiamo pochi potenziali genitori e pochi potenziali lavoratori. Per uscirne, ci sono due strategie, da attuare contemporaneamente

di Alessandro Rosina

Per un lungo periodo nella storia dell’umanità, fino a poche generazioni fa, il tasso di fecondità è stato attorno o superiore alla media dei cinque figli per donna. Un valore elevato? No, necessario per dare continuità alla popolazione compensando gli elevati rischi di morte. Al momento dell’Unità d’Italia, oltre un nato su cinque non arrivava al primo compleanno e solo meno della metà dei figli raggiungeva l’età dei propri genitori.
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giovedì 3 aprile 2025

Perché abbiamo bisogno di una legge nazionale sul fine vita

Sul suicidio assistito, dev’essere ancora scritto il capitolo conclusivo: la redazione di una legge nazionale che recepisca le condizioni poste dalla Corte costituzionale e definisca una procedura certa per poter accedere a tale pratica

di Vitalba Azzollini

La legge della Regione Toscana sul suicidio medicalmente assistito (Sma), approvata dall'assemblea l’11 febbraio scorso (n. 5/2025), può finalmente entrare in vigore, dopo la sospensione causata dal ricorso presentato da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega al Collegio di garanzia, organo ausiliario regionale. Il ricorso chiedeva di valutare se, «in assenza di una legge statale che assicuri la necessaria uniformità», la norma sul suicidio risultasse «conforme allo Statuto della Regione Toscana» con riguardo al «riparto di competenze legislative previsto in Costituzione». Lo scorso 13 marzo, il Collegio ha deciso all'unanimità che la legge «non presenta le violazioni statutarie prospettate e che dunque, in relazione ai profili contestati, è conforme allo Statuto».
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martedì 25 marzo 2025

Unione Europea sempre più lontana dal cuore degli italiani

È difficile delineare un quadro omogeneo e coerente, segnato da convergenze chiare. Ciò conferma, se ce ne fosse bisogno, quanto il progetto di un’Europa più forte e unita non sia ancora abbastanza forte. E sicuramente non adeguato a evitare di venire (co)stretti e schiacciati fra la Russia di Putin e l’America di Trump. Com’è capitato all’Ucraina di Zelensky

di Ilvo Diamanti

È un momento critico, quello che stiamo attraversando. Per l’Europa, per il mondo. E, ovviamente, per noi. Per l’Italia. Che non è lontana dai luoghi della crisi. In particolare dall’Ucraina, dove l’invasione e la pressione russa si sono amplificate, dopo la ri-elezione di Donald Trump alla presidenza. Come si è evidenziato di recente, quando il presidente Usa ha attribuito all’Ucraina le responsabilità della guerra. In particolare, a Zelensky, definito privo di popolarità, fra i cittadini. Affermazioni largamente infondate.
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martedì 18 marzo 2025

Bibbia, classici, latino: le nuove Indicazioni per la scuola contro l’analfabetismo di ritorno

In tema di Scuola, nemmeno Valditara ha resistito alla tentazione della “Riforma”. Che sia l’ennesima dimostrazione di vanità o il tentativo di restutuire una funzione centrale all’istruzione, rimane il fatto che tra “il dire” delle Indicazioni nazionali e “il fare” delle scuole si estende un gran mare senza vento

di Giovanni Cominelli

Il Ministro Giuseppe Valditara ha presentato i lineamenti essenziali delle nuove Indicazioni nazionali per la Scuola, elaborate da una Commissione coordinata da Ernesto Galli della Loggia. Si propongono due obiettivi.
Il primo: contrastare la perdita della Lingua italiana da parte degli Italiani e dei loro figli, rilevata da tutti gli Istituti di ricerca e da chiunque legga un giornale, una tesi di laurea o ascolti un talk-show. Si chiama analfabetismo di andata e di ritorno.
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martedì 11 marzo 2025

Perché fa tanta paura Assange?

I dati personali sono controllati da poche corporation e i sistemi politici si reggono sulla manipolazione scientifica di questi dati. Eliminare gli hacker per loro significa far fuori gli unici granelli di sabbia che possono ostacolare il meccanismo di produzione del consenso

di Corrado Franco

Il 28 novembre del 2010 su wikileaks, sito nato qualche anno prima, vengono pubblicati migliaia di documenti riservati sull’operato del governo e della diplomazia statunitense nel mondo, in quello che venne chiamato cablegate. In questi documenti, ricevuti soprattutto da Chelsea Elizabeth Manning, c’erano descritti atti orribili perpetrati dai militari statunitensi nelle varie guerre, intercettazioni di leader stranieri e tanto altro. La cosa naturalmente fece scalpore, anche perché quattro quotidiani (El País, Le Monde, The Guardian, The New York Times) e un settimanale (Der Spiegel) decisero di pubblicarne una selezione.

In quel momento il sito veniva considerato da molti come l’esempio perfetto di giornalismo investigativo, esempio stesso di democrazia nei nostri giorni.
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martedì 18 febbraio 2025

Medicina generale: servono più medici, non più posti fissi

La riforma dei medici di famiglia non risolve i problemi esistenti e ne crea di nuovi. La sensazione è quella che la riforma non riguardi né la professione medica né i diritti dei cittadini, ma l’utilizzo delle case di comunità, strutture finanziate dal Pnrr nel nome della medicina territoriale durante il Covid, apparse fin da subito la classica soluzione in cerca di un problema

di Istituto Bruno Leoni

Al momento non è stato depositato alcun testo, ma le indiscrezioni e le anticipazioni emerse sui media sembrano far intendere che il governo vorrebbe superare le attuali convenzioni tra i medici di base e il Sistema Sanitario Nazionale per trasformare questi ultimi in dipendenti dello stesso Ssn. L’obiettivo dichiarato è superare l’ingolfamento, aumentando le ore di ricevimento e consentendo così a tutti – e in particolare ai pazienti più fragili – di ottenere udienza dal proprio medico.
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giovedì 13 febbraio 2025

Il brutalismo: una modesta proposta politico-linguistica

Stiamo assistendo, impotenti, a una concezione della politica come mero comando, coercizione, prepotenza, che rifiuta il confronto con le parti sociali e politiche, la ricerca ragionevole del consenso tenendo conto degli interessi generali. Comandare, invece di governare, senza timori, senza pudori. 
Una pericolosa deriva alla quale non troviamo risposta

di Angelo D’Orsi

Ogni giorno ha la sua infamia. Accadeva anche prima di Trump e prima di Meloni, naturalmente, ma stiamo assistendo a una accelerazione del tempo storico, sotto il segno di qualcosa che propongo di chiamare “brutalismo”, prendendo in prestito un termine in uso nel linguaggio della storia dell’architettura, ma anche dell’arte, della tipografia e della letteratura. Brutalismo indica una poetica che elimina l’imbellettatura, gli ornamenti, la stessa ricerca della bellezza, e mette in campo i materiali con cui si costruisce, mattoni, cemento, acciaio, rame e così via.
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giovedì 6 febbraio 2025

Pnrr: speso meno di un terzo dei fondi

Dopo mesi di richieste e appelli, sono finalmente pubblici i dati sulla spesa e i pagamenti di ognuno dei quasi 270mila progetti del Pnrr, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza; un risultato reso possibile grazie alla mobilitazione di centinaia di organizzazioni

di Openpolis

Dopo anni di battaglie oggi siamo finalmente in grado di annunciare un’importante novità sullo stato dell’arte del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Le informazioni sul nostro progetto di monitoraggio indipendente OpenPnrr sono state infatti aggiornate con l’avanzamento della spesa effettiva per ognuno dei quasi 270mila progetti del piano. In questo modo è possibile verificare quanto si sta effettivamente spendendo per il più grande piano di investimenti pubblici del paese.
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giovedì 9 gennaio 2025

Diritti all’oblio: perché invece dovremmo ricordare

Chi dispone del potere, politico o economico che sia, cerca di imporre la sua visione della storia. Più che smontare, serve fornire le informazioni giuste e uscire dai recinti che le fake news costruiscono per i propri proseliti

di Raffaele Angius, Lorenzo Bagnoli e Riccardo Coluccini

«Tu che percorri gli atrii regali del grande palazzo, ricorderai i meriti del podestà Oldrado, cittadino lodigiano, difensore della fede e della spada, che costruì il palazzo e bruciò i Catari, com’era suo dovere»

Questa incisione è una fake news incancellabile. Campeggia su un fianco del Palazzo della Ragione di piazza Mercanti, a qualche decina di metri dal Duomo. Oldrado da Tresseno nell’anno del Signore 1233 è stato podestà di Milano. Si è guadagnato i posteri con un altorilievo che lo ritrae a cavallo, al di sopra di questa targa commemorativa con la quale si è fatto attribuire i meriti per la costruzione di un palazzo che ha solo ultimato e per la promulgazione di una legge contro gli eretici che non è mai stata applicata, ricorda il libro Il giro del mondo di Milano in 80 misteri. Tuttavia, perché la si tramandi nei secoli dei secoli, è bene che la balla abbia qualche attinenza con il vero e il verosimile; che sia manipolazione dei fatti, invece di pura finzione.
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giovedì 14 novembre 2024

Contro il falso femminismo

Perché se il femminismo diventa moralismo non è più femminismo, e perché noi veri femministi esaltiamo le potenti e bellissime metafore di “strega” e “puttana”

di Davide Donadio

Da qualche anno mi ero ripromesso di non esprimere più la mia opinione sull’attualità sociale e politica. Avevo preso questa decisione per due motivi. Il primo, è che la società impazzita che si rispecchia nei social media è talmente ricolma di opinionisti, di professione e occasionali, che si può sicuramente fare a meno della mia testimonianza. Nel rumore di fondo, ogni opinione diventa solo altro rumore. Il secondo motivo è che dedicare il tempo a tematiche meno effimere rispetto all’attualità, mi faceva sentire meno superficiale e mi dava l’illusione di contribuire in misura maggiore alla mia crescita personale e – detto con ironia – a quella dell’umanità. Perché allora fare un’eccezione, adesso?
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martedì 22 ottobre 2024

Fin dove arriva la responsabilità delle piattaforme

Si possono conciliare libertà di espressione ed esigenze di privacy degli utenti con una regolamentazione dei contenuti pubblicati sulle piattaforme social? Ecco cosa ci insegnano in proposito l’arresto di Pavel Durov e il blocco di X-Twitter in Brasile, tra esigenze di privacy e notizie di reati

di Riccardo Puglisi

Nessuno dovrebbe stupirsi del fatto che negli ultimi anni – al crescere della rilevanza economica, politica e sociale dei social media – si sia parimenti fatto più intenso il dibattito pubblico sulle responsabilità dei soggetti che possiedono e gestiscono tali piattaforme.
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