Anno X - Numero 39
Il tempo degli eventi è diverso dal nostro.
Eugenio Montale
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martedì 9 dicembre 2025

Il paradosso della moda usata: perché non riduce davvero i consumi

L’usato cresce, ma anche i consumi: il mercato second hand spinge nuovi acquisti e non riduce davvero l’impatto della moda

di Claudia Vago

Interno giorno. Una ragazza, che chiameremo Sofia, circa 25 anni, è sdraiata sul divano di casa. È intenta a guardare lo schermo del telefonino dove scorre il feed di Vinted. Nel carrello ha già tre maglioni a 15 euro l’uno. «È usato, quindi va bene», pensa. Il senso di colpa per l’ennesimo acquisto si dissolve. Anzi, sente di fare la cosa giusta: sta salvando vestiti dalla discarica, no? Il martedì successivo, durante la pausa pranzo, cede a quella gonna di Zara vista in vetrina. Costo: 25 euro. «Me la merito», si dice. «Ultimamente ho comprato solo usato».

Sofia non lo sa, ma sta sperimentando sulla propria pelle quello che gli psicologi chiamano moral licensing: un meccanismo per cui un’azione percepita come etica ci autorizza, inconsciamente, a comportamenti meno virtuosi.
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martedì 25 novembre 2025

Pensiero magico

Si sta per chiudere la Cop, la conferenza globale delle parti per discutere le azioni da intraprendere a livello globale per rispondere alla crisi climatica. Nel corso dell’edizione di due anni fa, su Tempolinea, discutevamo dell’atteggiamento ambiguo adottato nei confronti dei paesi del Sud globale quando si tratta la questione ambientale. Ma, forse, per comprendere la gravità del problema si deve scavare ancora più a fondo, alle radici stesse del nostro modo di pensare la questione

di Alessandro Leonardi*

Dieci anni fa, James Hansen – uno dei più celebri ed influenti climatologi al mondo – liquidò in maniera sprezzante le promesse del celeberrimo Accordo di Parigi del 2015 definendolo “una frode, un falso” e pure “una stronzata”. Nelle parole dell’esperto, non si trattava che di “inutili parole”, dal momento che “fino a quando i combustibili fossili sembreranno i più economici in circolazione, continueranno ad essere consumati”. Ovviamente rimase inascoltato, seppellito dall’ottimismo green espresso dalle istituzioni internazionali e dal mondo corporate.
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mercoledì 27 agosto 2025

Trattato sulla plastica: falliscono i negoziati a Ginevra

La conferenza Onu di Ginevra fallisce: nessun accordo sul trattato per ridurre produzione e inquinamento da plastica. I negoziati riprenderanno in futuro

di Antonio Piemontese

La conferenza di Ginevra sulla plastica è naufragata. Doveva essere l’occasione per adottare un trattato globale vincolante sulla materia, ma i volti stanchi e le mani serrate a coprire gli occhi dei delegati esausti al Palais des Nations sono l’immagine del fallimento di un meeting poco coperto dai media, nonostante l’importanza della posta in gioco, e che ha mostrato quanto economia e tutela dell’ambiente non possano, oggi, procedere disgiunti.
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martedì 1 luglio 2025

Crisi climatica: l’agricoltura italiana sta già pagando il conto

Gli impatti della crisi climatica sull’agricoltura in Italia sono già visibili e molto gravi. Ci sono soluzioni possibili, manca la politica

di Rita Cantalino

L’agricoltura italiana sta già pagando un conto altissimo per la crisi climatica. Di stagione in stagione, capita sempre più spesso che siccità prolungate o alluvioni mettano a rischio i raccolti. I cicli naturali delle colture sono alterati perché i regimi di precipitazione e le temperature medie e massime sono definitivamente cambiati.
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martedì 17 giugno 2025

Crisi climatica: i più ricchi causano i danni maggiori

Dal 1990 in poi il 10% più ricco dell’umanità ha causato il 65% del riscaldamento globale, responsabile degli eventi meteo estremi. L'1% più ricco dell'umanità ha avuto un impatto sulla siccità in Amazzonia 17 volte superiore alla media 

di Valentina Neri

Numerosi studi lo confermano da tempo: le persone più ricche contribuiscono di più alla crisi climatica. Perché l’aumento delle emissioni in atmosfera è la logica conseguenza di consumi, comportamenti, investimenti. Pertanto c’è un divario tra l’impronta ecologica degli abitanti del Nord e quelli del Sud del mondo, ma anche all’interno di ogni Paese. Un recente articolo pubblicato da Nature climate change fa un passo in più, perché arriva a ricostruire una relazione diretta tra la ricchezza individuale ed eventi estremi come la siccità in Amazzonia e le temperature record.
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martedì 20 maggio 2025

La Banca Mondiale si impegnerà a riparare i danni ambientali dei suoi progetti

La Banca Mondiale ha pubblicato per la prima volta un quadro normativo finalizzato a gestire e riparare i danni ambientali e sociali causati dai progetti finanziati attraverso le sue filiali dedicate al settore privato, prime fra tutte la International Finance Corporation (Ifc) e la Multilateral Investment Guarantee Agency (Miga), note per finanziare iniziative che hanno avuto ripercussioni negative sulle comunità o l’ambiente. Con il nuovo Remedial Action Framework, la Banca Mondiale intende facilitare il processo di riparazione. Ma le criticità non mancano. A partire dal fatto che il quadro non si applica ai casi passati e non stabilisce chi dovrà effettivamente risarcire i danni

di Simone Valeri

La Banca Mondiale è da tempo oggetto di critiche per i danni sociali e ambientali generati dai progetti che sostiene e per la lentezza con cui affronta le denunce. Ad ogni modo, è una decisione storica. «Per la prima volta l’Ifc riceve un mandato chiaro: se un progetto che finanzia causa un danno, allora l’Ifc deve fornire un rimedio», ha dichiarato a Mongabay Carla García Zendejas, direttrice del programma People, Land and Resources. L’Ifc è stata più volte ritenuta negligente dal proprio meccanismo indipendente di valutazione, il Compliance Advisor Ombudsman (Cao).
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giovedì 24 aprile 2025

Sorgenti d’acqua dolce sempre più salate

Uno studio condotto dall’Università di Trento in collaborazione con  quella di Utrecht misura l’aumento di sale proveniente dal mare negli estuari. Una minaccia determinata dal cambiamento climatico

di Paola Siano

L’intrusione di sale nei fiumi rappresenta un pericolo per la disponibilità di acqua dolce nelle regioni costiere di tutto il mondo. Ricercatori e ricercatrici dell’Università di Utrecht e dell’Istituto di ricerca Deltares hanno condotto uno studio che mostra come questo processo nei prossimi decenni sia destinato ad aumentare a causa dei cambiamenti climatici.
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martedì 4 marzo 2025

Terre rare: cosa sono, dove sono e perché ne abbiamo bisogno

Un gruppo di 17 elementi chimici sta accrescendo il proprio valore strategico di anno in anno. Dalle miniere ai fondali marini fino ai corpi celesti, governi e grandi imprese hanno iniziato da tempo una serrata competizione per mapparli, estrarli e impiegarli nei settori più cruciali per la transizione energetica e digitale

di

La genesi di un nome così peculiare non va ricercata in una loro presunta scarsità – dal momento che le terre rare sono piuttosto presenti in natura – ma dal contesto della loro scoperta, avvenuta un in villaggio svedese dell'isola di Resarö, nell'Arcipelago di Stoccolma. È qui, per l’esattezza a Ytterby, che nel 1787 un chimico e militare svedese, Carl Axel Arrhenius, individuò una roccia nera insolitamente pesante, la cui composizione chimica – come avrebbero confermato pochi anni dopo le ricerche di altri due studiosi scandinavi, Gadolin ed Ekeberg – includeva un nuovo elemento terrestre non identificato.
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venerdì 28 febbraio 2025

Linea Adriatica, la «dorsale del gas» che spaventa i cittadini

Il suo progetto circola dal 2004 ma dal 2022 è considerata dal governo tra le opere chiave per rendere lItalia uno snodo del gas europeo, come vorrebbe Meloni. I comitati temono però il rischio sismico e lo spreco di fondi pubblici

di Margherita Capacci, Cecilia Fasciani e Sofia Turati

«La Linea Adriatica è uno dei più importanti progetti italiani di trasporto del gas mai realizzati, il maggiore degli ultimi dieci anni». La descrizione è di Snam, la società di infrastrutture energetiche controllata dal Gruppo Cassa Depositi e Prestiti incaricata della sua realizzazione. Nel logo di “No hub del gas”, una rete di comitati locali contrario all’opera a cui appartengono cittadini di diverse regioni italiane, il gasdotto appare invece come una specie di lombrico con i denti aguzzi. «Il mostro dell’Appennino», lo chiamava Left in un articolo del 2017.

Secondo Snam e secondo gli ultimi governi, però, non c’è nulla da temere: la Linea Adriatica sarà centrale sia per l’approvvigionamento del gas in Italia e in Europa sia in ottica di transizione energetica.
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martedì 25 febbraio 2025

Quanto hanno fatto male al clima tre anni di guerra in Ucraina

Tre anni di guerra in Ucraina hanno prodotto emissioni pari a più di 200 milioni di tonnellate equivalenti di CO₂. La diffusione di agenti inquinanti provocati dal conflitto ha superato quindi quella, preventivata, per la ricostruzione di edifici e infrastrutture  

di Rita Cantalino

Mentre il dibattito sulla fine della guerra tra Russia e Ucraina si sta animando a livello internazionale, il totale delle emissioni di gas ad effetto serra provocato dal conflitto ha raggiunto livelli catastrofici. La Initiative on Ghg Accounting of War ha pubblicato infatti un documento che fa il punto sugli impatti climatici di tre anni di guerra. Lo studio mostra che, qualsiasi dovesse essere l’esito del conflitto, quest’ultimo avrà provocato danni giganteschi.
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martedì 28 gennaio 2025

Germania, quale futuro per la Legge sul Riscaldamento?

In Germania si parla sempre più spesso di riscaldamento domestico. Con l’arrivo della legge sul riscaldamento (Heizungsgesetz 2025) e il conseguente aumento della Tassa sulla CO2, le cose stanno cambiando rapidamente per chi utilizza impianti a gas o gasolio. Cosa significa per imprese e privati? 

di Olaf Zinke

La legge sul riscaldamento è una delle normative più controverse degli ultimi anni in Germania. Adottata dalla coalizione semaforo nel 2023, questa legge prevede l’obbligo, a partire dal 2024, di installare sistemi di riscaldamento a energie rinnovabili nei nuovi edifici. La normativa stabilisce che almeno il 65% dell’energia utilizzata nei nuovi impianti di riscaldamento debba provenire da fonti rinnovabili, lasciando un periodo di transizione per gli edifici esistenti.
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martedì 21 gennaio 2025

Dopo le grandi banche americane anche BlackRock esce dall’Alleanza per il clima

A pochi giorni dall'insediamento di Trump, BlackRock, coi suoi 11mila miliardi di dollari di asset gestiti, abbandona l’Alleanza per il clima

di Valentina Neri

C’è stato a malapena il tempo di digerire la notizia dell’esodo delle principali banche statunitensi (JPMorgan Chase, Bank of America, Citigroup, Wells Fargo, Goldman Sachs e Morgan Stanley) dalla principale coalizione settoriale per l’azzeramento delle emissioni di gas serra, ed ecco arrivare un’altra defezione. Altrettanto eclatante. Anche BlackRock, il più grande gestore patrimoniale al mondo con i suoi 11mila miliardi di dollari di asset gestiti, abbandona l’analoga Alleanza per il clima, chiamata Net zero asset managers (Nzam).

Una decisione che arriva a inizio gennaio 2025.
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venerdì 10 gennaio 2025

Industria dell’auto o Green Deal? Il falso dilemma dell’Europa

I produttori di auto dicono di non essere pronti a rispettare i limiti alle emissioni previsti nel 2025, 2030 e 2035 e paventano scenari drammatici. Ma l’Europa non è chiamata a scegliere tra sopravvivenza dell’industria e lotta al cambiamento climatico

di Rachele Cavara e Francesco Zirpoli

I limiti sulle emissioni CO2 dei veicoli servono per contenere i pesanti danni che il cambiamento climatico procura a livello globale. Le emissioni di CO2 sono infatti il primo fattore del cambiamento climatico, e il settore dei trasporti è uno dei maggiori responsabili della sua produzione.

Perché diminuire le emissioni
In Europa, il settore produce circa il 29% delle emissioni totali di gas serra e causa inquinamento atmosferico, acustico e frammentazione degli habitat. In più, le sue emissioni sono aumentate dal 1990. Alla crescita del volume delle attività di trasporto, infatti, non ha fatto da contraltare una crescita dell’efficienza energetica dei veicoli.
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giovedì 5 dicembre 2024

Il consumo di suolo continua ad essere troppo elevato

Anche nel 2023 abbiamo continuato imperterriti a consumare suolo: 20 ettari ogni 24 ore, sopra la media decennale, con un costo di oltre 400milioni di euro. Il fenomeno si concentra prevalentemente nelle regioni del Nord Italia a causa dell’espansione dell’indotto produttivo e industriale della logistica

di Giovanni Caprio

La perdita dei servizi ecosistemici legata al consumo di suolo non è solo un problema ambientale, ma anche economico: nel 2023 la riduzione dell’”effetto spugna”, ossia la capacità del terreno di assorbire e trattenere l’acqua e regolare il ciclo idrologico, secondo le stime, costa caro al Paese, un “caro suolo” che si affianca agli altri costi causati dalla perdita dei servizi ecosistemici dovuti alla diminuzione della qualità dell’habitat, alla perdita della produzione agricola, allo stoccaggio di carbonio o alla regolazione del clima.

È quanto certifica l’ultimo rapporto del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente – Snpa “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici”, che in questa edizione pubblica le stime per tutte le regioni, le province e i comuni italiani relative al 2023.
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martedì 26 novembre 2024

Sul clima, Trump sta regalando un’opportunità d’oro alla Cina

La Cina, il più grande produttore di sostanze inquinanti al mondo, non perde occasione per chiarire di essere un paese in via di sviluppo soggetto, pertanto, a minori obblighi quando si parla di limitare le emissioni o versare finanziamenti. Quale sarà, allora, il destino della finanza climatica dopo l’elezione di Donald Trump? Il rischio più probabile è che ogni impegno degli Stati Uniti venga indebolito. E i paesi dell’Unione Europea non hanno la forza economica e politica necessaria per andare controcorrente e colmare questo pericoloso vuoto

di Alice Facchini

La finanza climatica è stata al centro dell’agenda della Cop29, cominciata lunedì 11 novembre a Baku, in Azerbaigian, e in corso fino al 22 novembre. La Conferenza delle Nazioni Unite per il contrasto al cambiamento climatico si sta concentrando infatti sui fondi che i paesi più ricchi devono versare a quelli meno sviluppati e più vulnerabili e che storicamente hanno minori responsabilità rispetto al cambiamento climatico, avendo prodotto meno emissioni di gas serra in passato. Ma quale sarà il destino della finanza climatica, ora che Trump è stato eletto presidente?
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giovedì 31 ottobre 2024

Che fine ha fatto il Green Deal?

Sembra passato un secolo da quando l’Europa sbandierava il Green Deal per superare il neoliberismo in direzione di una società più ecologica. La corsa alle armi ha messo una pietra tombale su quella enorme riforma. Il fallimento dell’operazione non sta nella sua eccessiva radicalità, ma al contrario nella sua titubanza. Una autentica transizione energetica ed ecologica si può affermare solo nel quadro di un superamento delle regole del gioco del mercato, ovvero dei paradigmi sociali capitalistici: modi di produzione, stili di vita, sistemi di valori

di Paolo Cacciari e Aldo Femia

Nel breve arco di una legislatura il Green Deal ha attraversato i cieli d’Europa come una meteora. A provocarne l’inabissamento sono stati, prima, l’emergenza sanitaria generata dalla pandemia da Covid, poi la crisi delle forniture di combustibili fossili, quindi l’inflazione, la recessione produttiva e persino le accise sul diesel dei trattori, infine è arrivata la chiamata generale alle armi contro la nuova “minaccia esistenziale”: la Russia. La crisi climatica e – tanto più – quella ecologica sono scese dalla prima all’ultima delle preoccupazioni dei governanti.

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martedì 8 ottobre 2024

L’autunno finirà

Cause e conseguenze della scomparsa di una stagione, l’autunno. Come per la sparizione di un ghiacciaio o l’innalzamento dei mari, anche il periodo dell’anno meno trattato dalla ricerca climatologica ha un tasso di scomparsa: sei ore all’anno

di Roberto Inchingolo

Un tappeto di foglie gialle e marroni scricchiola sotto le scarpe. L’aria è caldissima, si può ancora sentire il canto delle cicale. Siamo a fine luglio ma le piante non sono morte avvizzite, si tratta di una strategia di sopravvivenza deliberata. Lo chiamano “falso autunno”: stressata dalle temperature eccessive e dalla carenza di precipitazioni, la vegetazione attiva una sorta di modalità di emergenza. Cerca di trattenere più acqua possibile all’interno del fusto, e fa così cadere le foglie in anticipo. Il costo energetico del loro mantenimento supera i benefici, e con meno superficie da dover irrorare, la pianta può così sopravvivere ed entrare in quiescenza, preparandosi alla stagione successiva. Il risultato è l’ingiallimento e la caduta delle foglie ben prima di Ferragosto: la vegetazione, anche quella spontanea, assume l’aspetto di un giardino con l’impianto di irrigazione rotto. Il falso autunno si verifica nei casi più estremi, quando siccità e temperature sopra la norma si combinano.
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giovedì 29 febbraio 2024

Pista di bob, l’ennesimo orrore di Milano-Cortina 2026

Partiti all’improvviso i cantieri con l’abbattimento di cinquecento larici secolari. Per un impianto che rischia di non vedere mai la luce

di Luca Pisapia 

Uno al minuto. Nel giro di qualche ora a Cortina, su un area di poco più di due ettari di terreno, sono stati abbattuti quasi cinquecento larici. La maggior parte alberi secolari. Il tutto per far posto all’impianto sportivo che ospiterà le gare di bob, skeleton e slittino per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. O meglio, il tutto per fare posto all’ennesimo scempio economico, sociale e ambientale.

Perché non è assolutamente detto che l’impianto sarà pronto per l’inizio dei Giochi. Anzi, con tutta probabilità non lo sarà. E soprattutto non è detto che il Cio (Comitato Olimpico Internazionale) che aveva chiesto – per non dire preteso – che le gare di bob fossero ospitate all’estero, approvi l’impianto.
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martedì 30 gennaio 2024

Taranto, tra industria inquinante e contraddizioni sociali

Dall’inizio dell’anno, la questione dell’Ex-Ilva è tornata al centro del dibattito sulla politica economica e occupazionale italiana. La situazione della città di Taranto e delle “fabbriche della morte” cui ancora non si riesce a trovare alternativa, appaiono emblematiche dello stato della cultura economica in Italia

di Franco Oriolo

Per la seconda volta in dieci anni, Ilva, probabilmente, tornerà in Amministrazione Straordinaria. Verrà garantita la cassa integrazione straordinaria e resteranno attivi soltanto i lavoratori impiegati nella sicurezza e nella manutenzione degli impianti, per consentire che restino operativi. Si prevede altresì la tutela delle piccole e medie imprese creditrici dell’indotto.
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mercoledì 6 dicembre 2023

COP28, che fine ha fatto la crisi climatica?

L'espansione delle fonti energetiche a basse emissioni di carbonio richiede la rapida realizzazione di nuove infrastrutture: la costruzione di reti elettriche più veloci, lo sviluppo di un maggiore accumulo di energia e la garanzia di un’elettrificazione “intelligente”. Ma la strada è un’altra: le compagnie petrolifere e del gas devono investire di più in energia pulita

di Angelo Romano

Più di 70.000 diplomatici, politici, dirigenti d'azienda e sostenitori dell'ambiente provenienti da tutto il mondo sono attesi per partecipare alla annuale Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico che quest’anno si terrà a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, dal 30 novembre al 12 dicembre.

Ogni anno, infatti, i delegati di quasi 200 Stati si riuniscono per discutere su come limitare l'aumento delle temperature globali ed evitare le conseguenze più disastrose del cambiamento climatico.
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