Anno X - Numero 39
Il tempo degli eventi è diverso dal nostro.
Eugenio Montale

mercoledì 19 gennaio 2022

Le priorità dimenticate

Il governo attuale sembra avviato a commettere i medesimi errori nella destinazione degli obiettivi da finanziare arrivando ad appoggiare progetti vecchi e superati e riservando le briciole a settori trainanti come il tessile abbigliamento, le 4A e il settore manifatturiero ed industriale in generale, dai quale dipende la sopravvivenza di milioni di italiani. Quando un paese dimentica le sue priorità è destinato al declino

di Francesco Pontelli

La filiera del tessile abbigliamento rappresenta il secondo settore industriale per importanza economica, occupazione e volumi di export, dopo quello metalmeccanico, nel complesso sistema industriale italiano. Si contano oltre cinquecentomila professionalità impegnate con diverse competenze nella complessa filiera alle quali aggiungere il settore della distribuzione. Complessivamente il tessile abbigliamento ha prodotto nel 2021 un fatturato di oltre ottantadue miliardi, in crescita di oltre il 20% rispetto all’annus horribilis del 2020 segnato dalla catastrofe pandemica. Negli ultimi cinquant’anni ha contribuito, nonostante le troppe delocalizzazioni produttive, alla crescita del nostro Paese e ancora oggi risulta parte integrante di quel comparto definito “4A” (1. pelletterie, calzaturiero, tessile abbigliamento; 2. agroalimentare e vinicolo; 3. Arredamento; 4. automazione) che contribuisce al successo del Made in Italy nel mondo.

Successivamente all’assegnazione delle risorse finanziarie europee al nostro Paese e con la conseguente presentazione del Pnrr a questo importante settore aggregato il governo in carica ha assegnato cinque milioni come contributi a fondo perduto per la tutela del brand Made in Italy.

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