Anno X - Numero 39
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Eugenio Montale

martedì 25 gennaio 2022

La salute mentale dei giovani e i danni del sensazionalismo mediatico

Nelle notizie è importante che non sia mai omessa l'indicazione chiara dei servizi di aiuto. Sono in gioco vite umane e ogni vita vale l’impegno di ciascuno a fornire un’informazione cauta e trasparente e a pretenderla

di Tiziana Metitieri

Si viene periodicamente risucchiati in un vortice di informazioni a percentuali che accresce le preoccupazioni già esistenti fino a offuscare il riconoscimento delle ampie incongruenze interne a una notizia e a pregiudicare la comprensione di un fenomeno in un determinato contesto spazio-temporale. Può sembrare paradossale ma sta accadendo anche per un tema delicato e complesso come la salute mentale: il ciclo del panico morale sta facendo il suo corso.
Tracciato in diverse versioni da Amy Orben nel 2020 e da Christopher Ferguson nel 2010 per illustrare la costruzione di una comunicazione sensazionalistica attorno all’impatto psicologico delle nuove tecnologie e dei videogiochi, il ciclo del panico morale rallenta le ricerche scientifiche integre e trasparenti e ritarda i cambiamenti culturali e strutturali nella società. Ciascuna generazione tende poi a guardare con ilarità ai cicli che hanno caratterizzato le generazioni precedenti (ad esempio, il panico alla diffusione di bicicletta, radio e fumetti, per citarne solo alcuni), spesso incosciente di starne costruendo altri.

Abbiamo adattato la struttura del ciclo del panico morale in modo da estendere le sue applicazioni ad altri fenomeni psico-sociali che riguardano la contemporaneità.

Il punto di partenza è rappresentato dalle preoccupazioni della società verso un determinato tema. Tali preoccupazioni dipendono sia dal proprio sistema di credenze (politiche, religiose, culturali, ecc.) sia dall’esposizione a quel tema che può avvenire con l’esperienza diretta o attraverso la mediazione dei sistemi di informazione. In un determinato luogo e momento storico i media dominanti focalizzano l’attenzione su quel tema. I professionisti della comunicazione interpellano determinati accademici e intellettuali – più o meno competenti od onniscienti – per avere pareri autorevoli e allo stesso tempo gli enti interessati al tema prendono posizione. Ne consegue una proliferazione di analisi del tema che vanno incontro alle aspettative della società pur non avendo una provata validità scientifica. Le esagerazioni nelle interpretazioni e la semplificazione dei fattori implicati che caratterizzano le notizie, assieme all’accrescersi delle preoccupazioni al loro diffondersi, costituiscono l’armatura e il calcestruzzo per la costruzione del panico morale attorno al tema in questione. La visibilità garantita dalla raggiunta popolarità del tema porta all’intervento pubblico di personalità politiche o di interi partiti che, turbati, diffondono quelle analisi e si impegnano con la comunità, rassicurandola sulle decisioni e sugli interventi che attueranno. La ricerca in quella direzione sarà più agevolmente valorizzata e finanziata da denaro pubblico.

Continua la ricerca su Valigia blu  


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