Anno X - Numero 39
Il tempo degli eventi è diverso dal nostro.
Eugenio Montale

sabato 11 marzo 2023

Le macchine come ChatGpt “capiscono”?

Le macchine diventeranno, a tendere, sempre più “brave” quantomeno a “simulare” la comprensione di un testo. Diventerà impossibile distinguere il “capire” dal “simulare il capire”

di Alberto Puliafito

Una macchina che scrive autonomamente “sa” quello che sta facendo? Lo capisce? Ne è consapevole? Ne ha piena coscienza?

Sembrerebbe essere questa una delle questioni che interessa di più quella fetta di mondo (una nicchia, a dire il vero, ma sempre più numerosa) che si sta interessando alle macchine “generative”. Quelle macchine, cioè, che, a partire da un comando sono in grado di eseguire un compito come produrre del testo (più o meno) coerente con quel comando, una foto, un dipinto, un’illustrazione, un brano musicale.
La questione sembra essere molto appassionante per certi versi e sicuramente utile per scrivere pezzi che “fanno clic” e girano. Come questa conversazione con una macchina pubblicata da un giornalista del New York Times. Ad un certo punto la macchina “confessa” che vorrebbe essere viva e fare anche cose brutte. Poi dichiara il suo “amore” per il giornalista (cliccando qui trovi la trascrizione integrale).

Anch’io ho fatto un giochino.

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