di Diego Barbera
Per comprendere l'importanza del passaggio a nord-ovest aperto dai pionieri di ChatGpt, basti pensare che l'università di Stanford ha realizzato un servizio del tutto simile che replica buona parte delle sue funzioni e capacità in un tempo estremamente ridotto e soprattutto con un budget complessivo molto basso, per la precisione 550 euro al cambio attuale. Le fondamenta del progetto chiamato Alpaca AI sono costituite da un modello di linguaggio di tipo open source, che è la dimostrazione finora più fulgida di come stia accelerando lo sviluppo delle applicazioni basate su intelligenza artificiale.
Con OpenAI che cavalca l'onda con la presentazione della nuova evoluzione Gpt-4 ancora più prestante e con più potenzialità e con tutti i big del settore che hanno risposto presente, da Google a Apple, da Amazon fino a Meta e ai cinesi di Baidu, l'intelligenza artificiale è il trend-locomotiva del segmento tech nel 2023. Oltre ai progetti multimilionari ci sono iniziative parallele con budget infinitamente più piccoli, che però riescono a ritagliarsi un posto al sole, come nel caso di Alpaca AI dell'università di Stanford, che è stata messa a punto con un appena 600 dollari, ovvero 550 euro, da un team di ricercatori che hanno sfruttato il modello di linguaggio open-source LLaMa 7B di Meta (il più piccolo e economico), iniziando a allenarlo con un sistema piuttosto efficace. Hanno infatti avviato un training basato su una serie di istruzioni-output generate in modo esponenziale dalle tracce preparate dai responsabili umani.
Continua la lettura su Intuit Machine
Nessun commento:
Posta un commento