Anno X - Numero 39
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Eugenio Montale

mercoledì 8 febbraio 2023

Olaf Scholz e i panzer tedeschi in Ucraina

A quasi un anno dal discorso di Scholz al Bundestag sulla Zeitenwende in materia di politica di sicurezza, la Germania invia i primi carri armati Leopard 2 in Ucraina. La decisione è apprezzata dagli alleati, ma dimostra quanta strada la Germania deve ancora fare per cambiare realmente mentalità in tema di sicurezza e difesa

di Simone Vona

Dopo forti pressioni da parte degli alleati, il 25 gennaio Scholz annuncia il tanto atteso e necessario invio di carri armati Leopard 2 in Ucraina.

Durante il dibattito al Bundestag, dove ha difeso la sua decisione, il Cancelliere afferma: «È giusto che agiamo strettamente con i nostri partner internazionali per sostenere l’Ucraina, finanziariamente, con aiuti umanitari, ma anche con consegne di armi. Ora possiamo dire che, in Europa, siamo noi e la Gran Bretagna a mettere a disposizione il maggior numero di armi per l’Ucraina. … La Germania sarà sempre in prima linea quando si tratta di sostenere l’Ucraina».
La decisione prevede la fornitura di 14 Leopard 2A6, una delle versioni più moderne del carro armato, pari ad una compagnia. Il nuovo ministro federale della difesa Boris Pistorius (Spd) ha annunciato durante una visita delle truppe al campo di addestramento di Altengrabow in Sassonia-Ahnalt che l’obiettivo è che la compagnia promessa dalla Germania possa essere utilizzata in Ucraina alla fine di marzo o al più tardi in aprile. La decisione presa dal Cancelliere va anche oltre, permettendo il re-export dei Leopard presenti nelle forze armate dei paesi alleati in Ucraina. In tal modo paesi come Polonia e Spagna hanno ottenuto il permesso di esportare i panzer tedeschi.

Tal decisione è però stata presa dopo il via libera statunitense all’invio di carri armati Abrams in Ucraina. La notizia è stata diffusa dal Washington Post la sera del 24 gennaio. La reticenza di Scholz sulla consegna era dovuta al suo ultimatum in merito all’invio proprio dei carri americani, in quanto il suo ragionamento era incentrato sull’evitare la “Alleingang” (letteralmente: andare da soli) tedesca ed agire solo in coordinamento con gli alleati. Secondo le ricostruzioni del Washington Post, l’Amministrazione Biden non era pronta a fornire i propri carri armati all’Ucraina, in quanto avrebbero pesato sulla logistica di Kyiv e sarebbero stati sistemi complessi da spedire oltreoceano in così poco tempo. Tuttavia, il Segretario di Stato Antony Blinken ha sbloccato le remore tedesche promettendo l’invio di 31 Abrams, ma tra diversi mesi, senza quindi specificare una data precisa. Tale compromesso americano ha quindi soddisfatto Scholz che ha dato il via libera la sera stessa.

L’indecisionismo tedesco è stato molto criticato da parte degli alleati, in particolare dalla Polonia che per prima ha addirittura minacciato di inviare i suoi carri Leopard 2 senza il benestare di Berlino. Nonostante gli elogi pubblici, secondo le indiscrezioni uscite sulla Süddeutsche Zeitung anche gli Stati Uniti non hanno apprezzato la strategia di Scholz, in particolare dopo l’annuncio di voler attendere l’invio dei carri statunitensi prima di dare il via libera ai propri.

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