di Lorenzo Bodellini
Il 16 settembre 2022, dopo essere stata precedentemente fermata ed incarcerata dalle forze di polizia, Mahsa Amini, una ragazza di 22 anni, moriva con una emorragia cerebrale nell’ospedale Kasra di Teheran, in seguito al pestaggio ad opera delle stesse forze dell’ordine nel centro di detenzione nel quale era stata trasportata con l’accusa di aver portato “non correttamente” il suo hijab.
L’assassinio di Stato, mafioso, cruento ed ingiustificato ha generato l’indignazione pubblica di una folta porzione della popolazione iraniana che con il tempo ha iniziato a riversarsi per le strade, a partire da Saqqez, la città di origine della ragazza, fino a Teheran, poi a Qom e nelle altre grandi città coinvolgendo in breve tempo tutto il paese ed unificando sotto un unico obiettivo tutte le etnie e i gruppi sociali che compongono l’eterogenea popolazione iraniana: rovesciare la dittatura della repubblica islamica, la sua legge dogmatica e il suo strapotere.
Sono ormai più di 600 i morti. Le forze dell’ordine percuotono e sparano sulla folla provocando un enorme numero di feriti. Quando catturati, i manifestanti sono torturati, le ragazze, spesso, vengono violentate o vengono mutilati loro i genitali. La vigliaccheria di questa strage di Stato non si ferma a questo, sono già due i manifestanti condannati a morte con processi sommari, rei di “inimicizia verso Dio”.
I crimini dei due ragazzi Mohsen Shekari e Majid Reza Rahnavard, entrambi di 23 anni, non c’entrano ovviamente nulla con alcuna divinità, sono “crimini” di opinione ed il dio offeso non è un ente trascendente, ma la Repubblica islamica incarnata nella figura di Ali Khamenei, un uomo che, come un sultano, tiene nelle sue mani tutti i poteri dello Stato, compreso quello giudiziario. Da quanto appare, Khamenei si elegge a Dio in terra o sembra far credere di avere ereditato i suoi poteri da Dio, proprio come alcuni di quegli ottusi monarchi dell’ancien régime europeo, che, la storia ci insegna, si dimostrarono dei giganti dai piedi d’argilla. La politica brutale e teocratica in Iran non è certo una novità ma affonda le sue origini nel tempo, c’è da chiedersi se i moti di questi mesi possano rappresentare finalmente una svolta.
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