Anno X - Numero 39
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Eugenio Montale

mercoledì 28 dicembre 2022

Afghanistan, i talebani cacciano le donne anche dalle Ong

L’editto che vieta l’impiego di personale femminile ha provocato forte malcontento nel Paese allo stremo. Già sette organizzazioni hanno annunciato il ritiro. E altre potrebbero farlo a breve

di Lucia Capuzzi

Hanno alzato il tiro. Ancora. Quattro giorni dopo aver espulso le donne delle università, il governo taleban ha vietato alle Ong attive in Afghanistan di impiegare personale femminile.

In un editto, emesso alla vigilia di Natale, il ministero dell’Economia ha minacciato di revocare la licenza alle organizzazioni che non rispetteranno il bando. Stavolta, però, gli ex studenti coranici hanno toccato una corda sensibile. Forse troppo. Dal ritorno dei taleban al potere, l’economia afghana si è ridotta di oltre un terzo a causa dell’interruzione del flusso da 3,5 miliardi dollari l’anno di aiuti internazionali. Da questi ultimi dipendeva il 75 per cento della spesa pubblica. Di colpo, dunque, il Paese, già povero, si è trovato al tracollo.
Ormai almeno il 59 per cento della popolazione – quasi 25 milioni di donne e uomini – ha necessità di assistenza umanitaria.

Se l’Afghanistan non è ancora sprofondato nel baratro è solo grazie alle Ong e alle organizzazioni internazionali. Anche una parte importante della base taleban va avanti grazie a loro. Colpire queste ultime, dunque, potrebbe essere un boomerang. Il malcontento sociale, tra regole anacronistiche soprattutto per i giovani e miseria, è già forte.

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