La didattica a distanza permette agli studenti e alle studentesse fuori sede di seguire le lezioni anche da casa, di risparmiare tempo, denaro e spostamenti inutili, anche ai frequentanti e persino ai residenti nella stessa città in cui si trova l’ateneo. Eppure, resta qualcosa di ineliminabile nel condividere lo stesso spazio nello stesso momento
di Giovanna CosenzaFaccio parte del Centro per l’Innovazione didattica del mio Ateneo. Come tale, nell’aprile 2020 ho realizzato un breve video (dura circa 13 minuti), in cui illustro i limiti della didattica online. In questo lungo anno di pandemia, le tecnologie digitali ci hanno permesso di non perdere nemmeno un’ora di lezione, almeno nella mia università.
La didattica a distanza permette agli studenti e alle studentesse fuori sede di seguire le lezioni anche da casa, di risparmiare tempo, denaro e spostamenti inutili, anche ai frequentanti e persino ai residenti nella stessa città in cui si trova l’ateneo. Eppure, resta qualcosa di ineliminabile nel condividere lo stesso spazio nello stesso momento, nell’incontrarsi in aula, nei corridoi dell’università (o della scuola), nello studio del/la docente e per strada. Nel guardarsi in faccia reciprocamente. Senza che il volto sia coperto da una mascherina né mediato da uno schermo. Torneremo a questa immediatezza? Certo, o prima o poi.
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