Anno X - Numero 39
Il tempo degli eventi è diverso dal nostro.
Eugenio Montale

martedì 2 aprile 2019

I monaci ci insegnano l'economia civile

Dalla birra artigianale al turismo così l’Italia sta riscoprendo la storica tradizione dell’impresa sociale a matrice religiosa

di Marco Dotti 

Racconta lo storico Ernst Kantorowicz che un giorno gli capitò di trovare nella cassetta della posta un bollettino liturgico, pubblicato da un'abbazia benedettina negli Stati Uniti.

Subito, confessa nella Prefazione ai Due corpi del re, un classico degli studi storici e politici sul medioevo, la sua attenzione cadde sull'editore dell’opuscolo, «The Order of St Benedict Inc.», e su quel suffisso: “Incorporation”.

Per uno studioso «proveniente dall'Europa e non abituato alle sottigliezze del pensiero giuridico anglo-americano», prosegue Kantorowicz, «nulla avrebbe potuto essere più sconcertante del trovare l'abbreviazione “Inc.”, usuale per le società commerciali o d'altro tipo, connessa alla venerabile comunità fondata da san Benedetto sulla collina di Montecassino nello stesso anno in cui Giustiniano aboli l'Accademia platonica di Atene».

Che cosa c'entrasse un ordine monastico con una società a responsabilità limitata (corporation) gli fu chiaro di lì a poco, quando un amico lo «informò che le congregazioni monastiche erano davvero considerate corporationin questo Paese, che lo stesso valeva per le diocesi della Chiesa cattolica e che, per esempio, l'arcivescovo di San Francisco poteva figurare, nel linguaggio giuridico, come corporation sole», ovvero un’entità giuridica costituita da un unico ufficio.

Economia monastica. Un paradigma per la transizione?
A fare questione nell'aneddoto raccontato da Kantorowicz in apertura del suo capolavoro è chiaramente l'intreccio fra teologia ed economia e tra teologia e diritto che ancora oggi costituisce la tramatura, spesso nascosta, della nostra cultura.

Ma a colpire è anche la sorpresa, comune a tanti, che comunità non profitper vocazione, missione e storia possano darsi una forma che in qualche modo le avvicina al mondo secolare. Eppure, osserva Pierre Musso, emerito dell’Università di Rennes, «tutto ha inizio nei monasteri» e già alla fine del XI secolo, dopo la rivoluzione organizzativa dell’ora et labora di San Benedetto, presa a modello di gestione e di governance persino dai pirati più visionari della Silicon Valley, l’accelerazione della circolazione monetaria e la moltiplicazione del valore degli scambi trasformano radicalmente l’organizzazione monastica. E con essa il mondo del capitale.

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