Anno III - Numero 43
Ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria.
Umberto Eco

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Tutti i pensieri di Gianfranco Modolo*


6 novembre
Nel 1969 Milton Friedman coniò la frase 'Copter Money', gettare soldi dall'elicottero (più o meno il reddito cittadinanza di oggi della banda del buco) per capire se tale teoria avrebbe rilanciato l'economia nei tempi di crisi. Oggi i suoi seguaci si oppongono alla sua introduzione, quindi alle idee del loro maestro. Rispetto Friedman, anche se non lo ammiro, fu l'ispiratore economico del golpe in Cile, ma non stimo i suoi seguaci, ipocriti e legati al potere finanziario.

30 ottobre
L'Austerità cui si rifanno Ue, Bce, Fmi e tutti gli accademici neoliberisti che (per usare un eufemismo) ci fanno il mazzo tutti i giorni nasce da un grossolano e plateale errore di calcolo, un foglio excel mal posizionato di Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff, i due economisti che nel 2010 scrissero il saggio Growth in a Time of Debt. Questa è la base “marcia” di tutte le politiche di austerity che da allora hanno perseguitato mezzo mondo. 
Non sarebbe ora di rivedere i conti?

23 ottobre
La tenaglia è all'opera: da una parte gli attacchi dei politici europei, dall'altra gli hedge funds che comprano lo spread ma non si coprono con i Cds, chissà perché (o meglio, si capisce il perché ma non lo si dice). E l'Italia in mezzo. I contratti di spread e suoi derivati vanno a leva nove: lo speculatore anticipa 100 e la banca gli presta 900, cosi l'effetto è alto. La tentazione di far soldi a colpo sicuro è forte per chi, in Italia e fuori, si appresta a fare dichiarazioni o a prendere decisioni che influenzeranno lo spread: speculazione. Chi ci assicura che gli amici degli analisti di Moody's prima del declassamento non abbiano comprato opzioni e derivati conto il sistema Italia? O che lo abbiano fatto gli amici di Juncker, Moscovici, e altri a Bruxelles? O quelli di Draghi e altri membri della Bce? Volete una conferma? Eccola. Nell’agosto del 2001, tramite le solite scatole cinesi, qualcuno ad Hong Kong comprò Put sulle più grandi compagnie di riassicurazione del mondo che erano state penalizzate dai 40 miliardi di danni del Wtc: un breve trafiletto sul Ft e poi nulla.
A pensar male si fa peccato… ma parlo per esperienza diretta.


16 ottobre
La sinistra europea si è suicidata. 
Questi sono i risultati elettorali (in percentuale) della sinistra europea negli ultimi anni. Ps in Francia: 34,1% nel 1988, 28,1% nel 2012, 6,0% nel 2017. Pd in Italia: 34,7% nel 1994 (sommando Pds, Ppi e Ps), 29,5% nel 2013, 18,7 nel 2018. Spd in Germania: 33,5% nel 1990, 20,5% nel 2017, 10% (in Baviera) nel 2018. 
Chissà se l'ex premier socialista Gerhard Schroeder e l'ex capo del personale della VW Peter Hartz rifarebbero la riforma del mercato del lavoro (vedi mini jobs) che ha portato l'Spd ai minimi storici, una scelta che ha fatto bene ai sostenitori dell'austerità tedesca ma è costata loro la sopravvivenza politica. 
Samuel Huntington sosteneva che le democrazie diventano ingovernabili quando sono sovraccaricate da esigenze popolari: se prevalesse questo pensiero siamo chiaramente sulla via del riflusso. Basta saperlo.


9 ottobre
Finalmente si parla di aste dei Btp, dell'asta marginale e del conseguente meccanismo che ci penalizza. Nel 2019 il Tesoro dovrà rinnovare 400 miliardi di Btp in scadenza. Grazie al meccanismo dell'asta marginale anche un solo 1 per cento pagato in più ci costerebbe 4 miliardi, il 40 per cento del reddito di cittadinanza. Ma nessuno protesta. Se il Tesoro lanciasse un prestito Italia da 400 miliardi (i Btp che scadono l'anno prossimo) in Cct al 3 per cento garantito, con qualche agevolazione fiscale, riservato ai risparmiatori italiani, da sottoscriverli presso le poste, non avremmo più problemi di spread, rating, downgrade. Perché il risparmio privato italiano vale 4.200 miliardi: non è una manovra impossibile.


2 ottobre
Tanto tuonò che piovve.
Restando all'1,6 il Pil non sale e il rapporto debito/Pil è destinato a peggiorare. Perché l’austerity non paga. La Francia, per esempio, ha deciso di sfondare al 2,8 % e nessuno si è permesso di contestarla perché ha un debito pubblico minore del nostro. Ma un debito privato più massiccio, e questo nessuno lo dice.
Bisogna cambiare metodo, come sostengono Stieglitz, Krugman e tanti altri economisti non neoliberisti e non monetaristi. Speriamo che lo 0,8 per cento di maggior deficit possa, grazie al moltiplicatore keynesiano, far salire il Pil del 2 per cento, riducendo il rapporto debito/Pil per la prima volta dopo anni.


25 settembre
I nostri Btp danno origine ad almeno 50 contratti di derivati, in base al principio del Delta Hedging secondo il quale la banca si copre con il disponibile per i contratti che ha piazzato sul mercato dei futures e viceversa. Semplificando: i derivati stanno alla base dei profitti della speculazione. Che fare?
I Tax backed bonds sono una bomba a tempo grazie alla quale, però, l'Italia potrebbe uscire dal ricatto di spread, rating, manipolazioni bancarie. Adesso s’inizia a parlarne, forse a breve ne vedremo l'applicazione.
Statteve accuorte...

18 settembre
Secondo Marco Revelli, il politologo figlio di Nuto Revelli, “l'attuale governance europea è una gigantesca macchina che produce populismi e, tendenzialmente, fascismi perché crea negli europei sensi di impotenza, insoddisfazione, frustrazione”. Questi tromboni non hanno ancora capito che più viene criticato Matteo Salvini maggiore è il consenso che questi riscuote presso i populisti.
Giove ama accecare i potenti prima di abbatterli.


11 settembre
Tra le pagine di “Debito, i primi 5000 anni”, di David Graeber, si legge che in Grecia, intorno al 600 a.c., alcuni tiranni populisti ottennero il potere promettendo ai cittadini la cancellazione dei loro debiti. 
Quando osservo l’uscita della Deutsche Bank dall'indice Eurostock 50 (e penso che non si tratti di un bel segnale, perché la banca siede su una montagna di derivati sui quali si può dire tutto e nulla mentre la sorveglianza Bce dice che tutto va bene) oppure l’operato (disumano) di 4 economisti eteroguidati che dai loro uffici newyorkesi emettono verdetti il cui esito, amplificato dai mercati, penalizza i paesi indebitati costringendoli a tagliare i programmi di welfare, alla disoccupazione, alla miseria, non posso esimermi dal considerare che neppure gli dei dell'Olimpo avevano tanto potere. Insomma, nihil sub sole novum.

28 agosto
Il BTP decennale italiano rende il 3,04 per cento, l’equivalente americano (stessa scadenza) il 2,89, quello cinese il 3,57, l’indiano il 7,2 e quello finlandese lo 0,1: stiamo fallendo? Siamo al default? Intanto, però, nelle ultime ore, nei titoli italiani a scadenza un mese il rendimento è sceso del 9,69 per cento, a 3 mesi del 7,09, a sei mesi del 20,45, a 9 mesi del 14,12. Traduciamo: la speculazione con lo spread fa scendere le quotazioni del decennale e ne fa salire il rendimento mentre cedono, invece, le scadenze a breve. Perché? Perché i mercati sanno qualcosa che potrà influenzare i prezzi nel medio periodo, qualcosa che noi comuni mortali non sappiamo. Ma intanto ci fottono.

21 agosto
L'Italia è corrotta, pesantemente indebitata, instabile, pigra, un Paese che non ama il risparmio né l’austerity secondo il frame creato dalla Troika, Bruxelles, Berlino e dalla speculazione che puntano a impadronirsi dei nostri beni. Poco importa se il nostro debito è sostenibile (non sono io a dirlo ma un rapporto rapporto Fmi di un anno fa), se abbiamo un risparmio privato altissimo e un patrimonio immobiliare di rilievo, se siamo quarti per le riserve auree e abbiamo una classe imprenditoriale di tutto rispetto: vogliono farci fare la fine della Grecia e, per farlo, si avvalgono della complicità di media compiacenti che "natuerlich nemehn nuer Befhele aus Berlin oder Brussels"*. Sono gli stessi media che nascondono la situazione a causa della quale, tra il 2008 e il 2010, lo Stato tedesco salvò le sue banche travolte dai sub-prime con almeno 200 miliardi di aiuti “illegali” perché l’Ue non consente questo tipo di operazioni. E, all’epoca, Berlusconi, Prodi Alesina, Giavazzi e tutti i profeti dell'austerity non dissero nulla. Poi è arrivato il bail-in, che esclude l'intervento dello Stato, l'onere del salvataggio di una banca ricade oggi su azionisti e clienti.
Non vi sentite presi per i fondelli?
*Certo che non puoi ottenere nulla da Berlino o da Bruxelles

7 agosto
Qualsiasi cosa accada il prossimo autunno in Italia sul fronte macroeconomico (dentro l'euro, fuori dall'euro, default, etc.) pensate forse che possa interessare a chi non ha lavoro? Non credo che precari, partite Iva, poveri più o meno assoluti siano interessati a questi scenari, ad essere coinvolte saranno le classi medio-alte mentre i ricchi saranno ancor più ricchi: si allarma chi ha i soldi.
Chi non li ha starà male come al solito.


31 luglio
Sulle vicende personali di Sergio Marchionne sono stati tutti allineati e coperti; i pochi dissidenti, tutti ridicolizzati e ostracizzati. Non so se questo fatto rappresenti un bene per il nostro paese. Di certo ne mortifica il livello di analisi.

24 luglio
Per finanziare la guerra contro l'Olanda, nel 1694 alcuni banchieri inglesi prestarono 1,2 milioni di sterline a Re Guglielmo III. In cambio, ottennero il monopolio reale sull'emissione di banconote: nacquero così moneta privata, debito pubblico, signoraggio, usurocrazia, etc, etc. I nostri guai di oggi.


17 luglio
La Cina possiede il 20 per cento del debito americano, pari a 20.000 miliardi di dollari. 
Se Pechino, indispettita dai dazi, cominciasse a vendere i bond Usa, sarebbero veramente volatili per diabetici in tutto il mondo.


10 luglio
Ne “La fine della storia”, un saggio del 1992 di Francis Fukuyama, si legge che gli occidentali sarebbero pessimisti sull'idea di un progresso globale entro le istituzioni democratiche a causa di due guerre mondiali, ideologie totalitarie, armi nucleari e danni all'ambiente. Quanto al comunismo, questo viene dichiarato morto e pronto per essere sostituito da un nazionalismo intollerante e aggressivo.
Non condivido le tesi di Fukuyama, però è innegabile che vedesse lontano.


3 luglio
Matteo Salvini mi ricorda il Pifferaio di Hammelin, quello che portava un mantello a due colori (verde/giallo) e liberò la città dai topi. Non vado oltre, la storia la conoscete tutti: Hammelin amava a tal punto i bambini che alla fine della storia se li porta via tutti. Salvini suona bene il piffero, ha portato la Lega al 30 per cento, ma ignoriamo quello che farà se lo si farà arrabbiare.

26 giugno
Sono mesi che Matteo Salvini predica il suo programma: pensavate che scherzasse? C'era un solo modo per emarginarlo: un’alleanza tra Penstastellati e il Partito Democratico. Gli eventi insegnano? Non sempre. Si esamini e discutiamo.
Sulla sfida referendaria: «Se perdo me ne vado». Errare è umano.
Elezioni di marzo:
 «Sempre fedele all'Europa». Perseverare è diabolico.
Sul nuovo accordo con i barbari (M5S, non andato in porto):
 «Ora tocca a loro e pop-corn per tutti!». Come volevasi dimostrare: si sono preferiti i pop-corn.
Gli eventi non insegnano.


19 giugno
I mercati internazionali? 10 enormi banche mondiali, 50 grandi vecchi che sanno tutto perché corrompono tutti, 1000 matematici che creano un algoritmo alla settimana, 100.000 trader scatenati che pensano solo ai soldi, e 4 agenzie di rating. Una sera di tanti anni fa un banchiere ginevrino mi raccontò questa storia al Beau Rivage. Mi stupì, come mi stupì il fatto che due settimane dopo, sconfitto dai mercati, il banchiere si suicidò buttandosi nel Lemano. Aveva ragione?

12 giugno
1970: “Se la creazione di una unione monetaria e il controllo della Comunità sui bilanci nazionali dovessero generare tensioni che portano al crollo dell'intero sistema, questo non promuoverà lo sviluppo di una unione politica ma lo impedirà”Nicholas Kaldor, tra i principali esponenti del filone di ricerca post-keynesiano, aveva previsto esattamente quanto succede con l'euro, ma evidentemente non è stato letto né capito.
1990: “La banca centrale toglierà potere ad ogni singolo parlamento e con una moneta unica, un'unica politica monetaria e una politica sui tassi di interesse ci toglierà ogni potere politico”. Anche Margaret Thatcher aveva previsto i guasti dell'euro.
2018: l’Ue, che pensa ai dazi Usa e alla guerra commerciale, sui migranti non si pronuncia, come accaduto per la crisi Jugoslava e, successivamente, per l’Ucraina. 
Siamo guidati da ragionieri, con tutto il rispetto per i veri ragionieri.

5 giugno
Comprare Bot, oggi, significa regalare soldi allo Stato: all'asta del 19 maggio, è stato spuntato il - 0,362 per cento per 6,5 miliardi. Chi ha sottoscritto questi Bot sapendo di perdere quattrini? La Bce, ovviamente, perché i privati non lo fanno. Questo per dire che Mario Draghi, che stampa i soldi con il computer, ha un potere enorme sull'Italia e sulla sua evoluzione politica.
Non sono i mercati a gestire lo spread, ma Francoforte.


29 maggio
Una volta tanto sono d'accordo con Massimo D'Alema: se si tornasse al voto, la Banda Bassotti - che oggi ha il 50 per cento dei voti - prenderebbe l'80 per cento dei consensi, altrimenti perché questa allegra combriccola si starebbe impuntando su un vecchio trombone come Savona invece di spendere i suoi leoni Bagnai e Borghi? Pensateci bene. Nel gioco degli scacchi, questa mossa si chiama “sacrificio del pezzo”: Savona è un pretesto per andare a votare con il vento della protesta in poppa, un piano pensato sin dall'inizio dagli spin doctor della Banda Bassotti al quale i boccaloni della fermezza stanno abboccando. Sacrificio del pezzo, appunto, per lo scacco finale. Sveglia.


22 maggio
Da qualche tempo i mercati sbarellano senza apparente motivo. Io l’ho detto già da tempo: 
“Attenzione ai Mini-Bot”. Sono l'arma segreta della Banda Bassotti e hanno un duplice scopo: ampliare la liquidità del sistema Italia senza violare le leggi sull'euro (monopolio della Bce) ed evitare la resa del Paese in caso di blocco dell'Ela, Emergency Liquidity Access, proprio lo strumento che piegò la Grecia ai diktat della Troika. Il copione è già stato collaudato. Nell'ordine, prima gli ammonimenti dall'estero e dai soloni della finanza, poi il crollo della Borsa e del reddito fisso, quindi l’aumento dello spread, i giudizi negativi delle agenzie di rating, le minacce della Troika e il blocco dell'Ela con code agli sportelli e blocco dei movimenti dei capitali. Infine, la resa senza condizioni. La Grecia è arrivata sin qui.
E noi?


15 maggio
Inizia il fuoco di sbarramento per le nomine del governo, segnatamente quella del Ministro dell’Economia e delle Finanze. Spread in rialzo, Borsa in calo, mercati agitati, ammonimenti dall'estero: tutto come al solito. Chi approfitta abilmente della situazione è soprattutto Silvio Berlusconi, autore, dice lui, di un grande sacrificio per il Paese. In cambio chiederà di non aumentare la tassa che Mediaset paga allo Stato per trasmettere i programmi, di non procedere ad alcuna verifica sugli affari del gas tra Eni e Gazprom e di abbandonare qualsiasi velleità sul conflitto d'interesse.
Questo passo indietro del Cavaliere costerà non poco alle casse pubbliche, sappiatelo.


8 maggio
Qualche tempo fa, il presidente Mattarella ha firmato una legge elettorale, il rosatellum, che ha provocato la situazione nella quale si trova oggi il Paese. Per rimediare ai guasti di un provvedimento che Lui stesso ha approvato, adesso il Presidente deve intervenire "suo modo"Domanda: non poteva svegliarsi prima?

2 maggio
Come in una gigantesca partita di Risiko, il mondo intero assiste impotente alle mosse dei pochi giocatori invitati.
Su uno dei lati della plancia c'è Israele che vuole eliminare la minaccia iraniana o vuole che qualcuno lo faccia suo posto, come avvenuto per Iraq, Siria e Libia: se, a suo tempo, non fosse intervenuto Obama, avrebbe già bombardato i siti nucleari dell'Iran, adesso, cambiato il cavallo, il gioco riprende. Dall'altra parte del planisferio provengono i rumors del summit di Washington che vorrebbero l’Iran pronto a entrare (e a breve) nel mirino dell’Occidente: sarebbe l’ultimo stato “canaglia” ancora intatto a pagare (e a caro prezzo) la propria indipendenza dopo Libia, Siria e Iraq.
Un tempo regimi laici, tutti questi Stati non sono mai stati graditi a Stati Uniti e Francia che preferiscono, invece, regimi religiosi e integralisti come quelli del Qatar, dell’Arabia Saudita e del Kuwait. Fino ad oggi ha resistito soltanto Rocket Man, ma soltanto perché l’atomica l’ha già in tasca.

24 aprile
Quadro politico, ovvero commedia delle parti: Silvio Berlusconi attacca il M5S permettendo a Matteo Salvini di smarcarsi e provarci con Di Maio. Ma non bisogna mai dimenticare che Berlusconi non è il primo pirlotto che passa, è pur sempre "il Caimano". Che cosa ha ottenuto, allora, da Salvini e Di Maio in cambio di questa sceneggiata? Una legge annacquata sul conflitto di interessi? L’annullamento dell'aumento del canone di concessione per le sue televisioni? Ah, saperlo... 
C’è poi una seconda ipotesi, che lo stiano ricattando come accadde nel 2011: o abbandona oppure diventa concreto il rischio di veder saltare le sue aziende attraverso la chiusura dei rubinetti del credito bancario. 
Se fosse così, gli italiani dovranno fidarsi di un governo nato grazie ai ricatti dei poteri forti.

17 aprile
Missili sulla Siria durante la fine settimana: evento offerto come spettacolo extra ai poltronisti benpensanti occidentali oppure evento compiuto a mercati chiusi (come l'annuncio di una svalutazione) che lunedì all’apertura dei mercati offre una ulteriore possibilità di guadagno ai pochi che sanno? Qualcuno ha scritto: “missili telegrafati dagli Usa alla Siria, tanto per non fa perdere la faccia a chi li ha inviati”, così l'onore degli States è salvo e Trump, Macron e la signora May possono tornare soddisfatto ai loro problemi interni. Certo, ci sarebbe il particolare di quelle persone che per questa ennesima farsa di potere ci hanno lasciato le penne; difficile liquidarli pensando che fossero soltanto pezzenti che non meritavano altro. Il giudizio di Comey su Trump mi ricorda quello che anni fa tratteggiò The Economist su Berlusconi: non adatto a svolgere il ruolo di capo del governo. La storia, ahimè, si ripete.


27 marzo
Trent’anni fa l'Italia era la seconda nazione manifatturiera d'Europa, poi abbiamo venduto, svenduto, chiuso e delocalizzato tutto. Nonostante questo, oggi siamo ancora la seconda potenza d'Europa. Tra promossi e bocciati dalle urne, alcuni sostengono che il nostro è diventato un paese di merda perché il popolo ha voltato le spalle a una classe politica indegna e corrotta.
Ho il massimo rispetto per il mio Paese e tengo nella giusta considerazione la merda.


13 marzo
Sono sempre stato contro l'euro, diciamo almeno a partire dal 1993, proprio perché una certa sinistra ha visto nell'euro uno strumento di dumping sociale. E aveva ragione. Volete un esempio? Eccolo. Due fabbriche di rubinetti, una in Baviera, l'altra in Piemonte. Identici sono prodotto, costo materie prime, tecnologia, costo per unità di prodotto. Diverso il carico fiscale: superiore in Italia perché il nostro Stato è meno efficiente, più corrotto e spendaccione. Con il regime di cambi fissi (leggi euro) cosa deve fare l'azienda italiana per sopravvivere? Semplice: ridurre il costo del lavoro. Altrimenti salta. Ecco dunque l'euro strumento di dumping sociale e di impoverimento nostrano. L’esempio vi è servito a capire perché questo euro ci penalizza tutti? Morale: prima di tutto, bisognava fare le riforme e poi, soltanto dopo, si sarebbe potuto entrare nell’euro. Stesso discorso per corruzione, mafia, sprechi e compagnia cantando: prima si correggevano questi aspetti e dopo si sarebbe potuto entrare nell’euro.
Siamo in un 
cul-de-sac dal quale nessuno sa come uscirne.


6 marzo
Chissà se quelli della Kaviar Gauche, Pd e LeU, lo avranno capito. Non puoi angariare milioni di giovani con disoccupazione, precariato, partite Iva, vauchers, Cocopro et similia, terrorizzare il Paese con i mantra Europa, Debito, Mercato, sperando di farla franca: prima o poi il conto arriva, ed è sempre salato. Ben lo sa, ad esempio, il defunto Psi, Partito Scomparso In Fretta… Adesso che la classe politica ha celebrato il suo rito esistenziale occorre meditare su come procedere. Se lo sgrullino loro questo apparente cul-de-sac nel quale si sono infilati, non mi preoccuperei più di tanto: il Belgio è rimasto un anno e mezzo senza governo (c'era quello di transizione per gli affari correnti) e non è morto nessuno. Quindi inizino pure le ordalie interne, alleanze, fusioni, divorzi, tradimenti, rinneghi. San Pietro rinnegò il Cristo tre volte, non mi meraviglierei di alcunché: passata la sbornia elettorale bisognerebbe lasciare lavorare tutti in pace, augurandosi che sulla classe politica (che paghiamo molto affinché guidi il Paese) scenda lo Spirito Santo. Oltretutto siamo in stagione.

20 febbraio
Tra il 2006 e il 2016, gli italiani poveri (cioè quelli che non si possono permettere di mantenere uno standard di vita minimo), sono passati di 1,66 a 4,74 milioni. Pochi politici, tra quelli in gara attualmente, parlano di queste sofferenze umane. E nemmeno se ne discute a Bruxelles e a Francoforte, dove ci si preoccupa per le sofferenze bancarie. A due settimane dal voto la speculazione, sempre attiva in questi momenti, non ha ancora preso posizione sui possibili esiti: o si dà per scontato che non cambierà nulla (quindi Renzi/Berlusconi, come ora) o si crede che si ritornerà al voto tra qualche mese, quindi sarebbe inutile fasciarsi la testa ora. Questa calma non mi convince, però mi attengo ai fatti. 

13 febbraio
Tanto rumore per i 500.000 euro dei Pentastellati fingendo di non ricordare i 22,8 milioni di Lusi, segretario della Margherita, o i 40 milioni di Bossi e compagni, per non parlare degli impresentabili, da Berlusconi in giù. I media italiani sembrano non voler capire che tutto questo accanimento mediatico nei confronti del M5S serve soltanto a portare acqua al loro mulino. Ai seguaci di Di Maio non conviene reagire, basta sistemarsi in riva al fiume e attendere; comunque finirà il 4 marzo.

6 febbraio
I giovani sfiduciati, senza lavoro, poco motivati, sono facile preda del fascismo. Chiediamoci “perché” ci sono tanti giovani senza lavoro. Gli imprenditori privati vanno in Cina e in genere dove il lavoro costa meno, lo Stato italiano non ha più imprese proprie e non può crearne di nuove per limiti di bilancio. Ringraziamo chi ci ha messo in questa situazione.

 >>> SUCCESSIVA

Osservatore dei casi della vita, della finanza internazionale, di storie economiche e di varia umanità. Oggi in pensione, è stato giornalista de L'Espresso e inviato per la Repubblica.




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