Il patron dei Cinque stelle ribatte a Presa Diretta con la solita nota che nega un poco e non nega tutto. Raitre ha svolto un gran servizio pubblico: ma ora che Davide C. si è auto invitato in tv, ecco un consiglio per continuare a farlo
di Christian Rocca
Durante la trasmissione di Raitre Presa Diretta ha svolto un servizio pubblico straordinario, raccontando quello che nessuno in televisione finora aveva mai raccontato in modo così approfondito, ovvero il sistema Casaleggio e la vicenda di un movimento che di fatto è di proprietà privata dell’erede del suo fondatore. Davide Casaleggio, su Facebook, ha definito l’inchiesta di Presa Diretta «vomitevole», tanto non era abituato ad avere a che fare con dei giornalisti. Guardatela su Raiplay.
Presa Diretta ha citato gli articoli de Linkiesta e ha parlato con Nicola Biondo, l’autore di un’intervista a Marco Canestrari pubblicata su queste pagine a proposito dell’app dell’attivista a Cinque Stelle che consentiva alla Casaleggio di accedere alle informazioni non solo dell’utente che dava volontariamente il consenso a trattare i suoi dati, ma anche a quelle dei suoi ignari amici di Facebook. Un’attività perfettamente lecita, come abbiamo scritto, anche perché era consentita da Facebook, ma che, in seguito allo scandalo di Cambridge Analytica e alla successiva maggiore attenzione alle questioni legate alla privacy degli elettori, la stessa Facebook ha deciso di limitare mentre l’Unione europea ha approvato il regolamento Gdpr sulla protezione dei dati. Bene.
I fatti sono questi. Ma la risposta che Casaleggio ha inviato alla redazione di Presa Diretta è stata formulata, come altre note in passato, per negare nel modo più deciso ogni addebito cercando però contemporaneamente di non negare ciò che è innegabile.
Andiamo con ordine: Casaleggio scrive che gli unici dati utilizzati sono stati quelli autorizzati dall’utente, evviva, ma aggiunge che nonostante «gli amici dell’utente fossero resi visibili da Facebook non è mai stato utilizzato nessun dato degli stessi». Cioè lascia intendere che quei dati erano visibili quale gentile omaggio di Zuckerberg. Non è così.
di Christian Rocca
Durante la trasmissione di Raitre Presa Diretta ha svolto un servizio pubblico straordinario, raccontando quello che nessuno in televisione finora aveva mai raccontato in modo così approfondito, ovvero il sistema Casaleggio e la vicenda di un movimento che di fatto è di proprietà privata dell’erede del suo fondatore. Davide Casaleggio, su Facebook, ha definito l’inchiesta di Presa Diretta «vomitevole», tanto non era abituato ad avere a che fare con dei giornalisti. Guardatela su Raiplay.
Presa Diretta ha citato gli articoli de Linkiesta e ha parlato con Nicola Biondo, l’autore di un’intervista a Marco Canestrari pubblicata su queste pagine a proposito dell’app dell’attivista a Cinque Stelle che consentiva alla Casaleggio di accedere alle informazioni non solo dell’utente che dava volontariamente il consenso a trattare i suoi dati, ma anche a quelle dei suoi ignari amici di Facebook. Un’attività perfettamente lecita, come abbiamo scritto, anche perché era consentita da Facebook, ma che, in seguito allo scandalo di Cambridge Analytica e alla successiva maggiore attenzione alle questioni legate alla privacy degli elettori, la stessa Facebook ha deciso di limitare mentre l’Unione europea ha approvato il regolamento Gdpr sulla protezione dei dati. Bene.
I fatti sono questi. Ma la risposta che Casaleggio ha inviato alla redazione di Presa Diretta è stata formulata, come altre note in passato, per negare nel modo più deciso ogni addebito cercando però contemporaneamente di non negare ciò che è innegabile.
Andiamo con ordine: Casaleggio scrive che gli unici dati utilizzati sono stati quelli autorizzati dall’utente, evviva, ma aggiunge che nonostante «gli amici dell’utente fossero resi visibili da Facebook non è mai stato utilizzato nessun dato degli stessi». Cioè lascia intendere che quei dati erano visibili quale gentile omaggio di Zuckerberg. Non è così.
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