Anno X - Numero 39
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Eugenio Montale

martedì 16 luglio 2019

L’albero della Brexit a cui impiccarsi

Mentre prosegue l’agonia politica di Theresa May, si aprono scenari interessanti su quello che accadrà in Regno Unito riguardo alla Brexit, in attesa che i numeri delle forze in campo tra i due schieramenti siano più chiare letti i risultati delle elezioni europee

di Mario Seminerio

Allo stato, May potrebbe essere defenestrata dai suoi colleghi di partito, mediante modifica del regolamento interno che fissa un termine di 12 mesi prima di poter esprimere un nuovo voto contro il leader che è sopravvissuto ad una sfiducia (dicembre, nel caso di May). Ma qui le cose potrebbero cambiare, visto che i Tories hanno votato mercoledì sera proprio su questo, e le buste con i voti sono sigillate, presumibilmente sino a domenica sera o lunedì mattina (Aggiornamento del 24 maggio: May annuncia le dimissioni).

Ma ipotizziamo che May si tolga di mezzo, su base volontaria o con le cattive. Cosa potrebbe cambiare? Altrimenti detto: siamo certi che sia “colpa” della robotica premier oppure si tratta semplicemente degli esiti di una frantumazione senza precedenti della politica (e della società) britannica rispetto ad un quesito che non andava sottoposto alla volontà popolare in quei termini?

Qui di seguito c’è un diagramma ad albero che illustra le opzioni possibili, elaborato da Bloomberg. Come si nota, c’è un discreto numero di rami che porta all’esito “nuove elezioni” o “secondo referendum”. Ma è importante anche vedere come si arriva a tali esiti, nell’ipotesi di cambio di leadership dei Tories e di governo.

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