Anno X - Numero 39
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Eugenio Montale

martedì 4 giugno 2019

Minibot, la moneta parallela che ci spinge fuori dall’euro

Il paragone più prossimo coi miniBOT sono i “Patacon” emessi da Buenos Aires per pagare i suoi impegni nel 2001-02, non andò a finire benissimo: una volta che chi dipende dal consenso dispone liberamente dello strumento monetario, la possibilità di abusarne diventa irresistibile

di Andrea Boda

La storia di cui bisogna parlare oggi è quella di un mosaico spaventoso. Ogni mosaico richiede l’allineamento di molte tessere, ma soltanto chi non vede il disegno generale può giudicare un’inezia l’allineamento di singole tessere.

Negli ultimi giorni, probabilmente corroborata dal successo elettorale alle europee, la Lega sembra aver fatto uno scatto nel progetto mai troppo nascosto di uscita dell’Italia dall’euro (o quantomeno di minaccia dell’uscita) attraverso un “piano B” che spesso sembra essere a tutti gli effetti un “piano A” che prevede una serie di mosse che finiscono per creare le condizioni per un irreversibile sentiero di uscita dal sistema monetario unico, visto da alcuni come una gabbia che non consente al paese di crescere.

Questa settimana un tassello cruciale per il mosaico di uscita dall’euro è stato posato (anche se il Ministero delle Finanze dice di non preoccuparsi), con l’aggravante di un voto unanime, la Camera ha approvato una mozione che recita:

Premesso che la legge di bilancio 2019 ha previsto un meccanismo di anticipazione di tesoreria per gli enti locali e le regioni, con il coinvolgimento di banche, intermediari finanziari, Cassa depositi e prestiti S.p.a. e le istituzioni finanziarie dell’Unione europea, volto proprio all’ulteriore smaltimento dei debiti maturati alla data del 31 dicembre 2018,
impegna il Governo:
a dare ulteriore seguito al processo di accelerazione del pagamento dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni, come evidenziato in premessa, anche valutando di assumere iniziative per l’ampliamento delle fattispecie ammesse alla compensazione tra crediti e debiti della pubblica amministrazione, oltre che la cartolarizzazione dei crediti fiscali, anche attraverso strumenti quali titoli di Stato di piccolo taglio, implementando l’applicazione di tutte le misure adottate nella legge di bilancio 2019, relative anche alle anticipazioni di tesoreria, per garantire il rispetto dei tempi di pagamento dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni ed uscire, così, dalla procedura d’infrazione che la Commissione europea ha avviato contro l’Italia sull’attuazione della direttiva sui ritardi di pagamento.


Si tratta, in sostanza, dell’autorizzazione a procedere all’emissione di “miniBOT”: di fatto banconote del Tesoro di piccolo taglio (in euro) sotto forma di titoli al portatore che sarebbero garantiti dalle entrate fiscali. “BoT” è l’abbreviazione di un buono del tesoro italiano, e la piccola denominazione li rende mini. I BoT convenzionali sono titoli elettronici di libri contabili, ma i mini-BoT verrebbero stampati, secondo quanto riferito, utilizzando le presse dei biglietti della lotteria statale, e i progetti sarebbero già stati selezionati.

L’articolo 106 del trattato di Lisbona sancisce chiaramente che l’unico soggetto autorizzato ad emettere valuta nell’eurozona è la BCE ed il governo si affanna, ufficialmente, a dire che i mini-BOT non sono una moneta parallela.

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