Anno X - Numero 39
Il tempo degli eventi è diverso dal nostro.
Eugenio Montale

martedì 14 maggio 2019

Come siamo scaduti in basso (riflessione su Montepaschi)

L'accurata e sistematica selezione e promozione di ignoranti nei posti-chiave che esigono competenza, responsabilità, esperienza è il motivo radicale del degrado italiano. Attratti dal fatto che quei posti sono strapagati, la “politica” li ha occupati tutti – impedito che ci andassero quelli che sanno il mestiere, e ci ha messo i suoi – scelti precisamente in quanto incapaci

di Maurizio Blondet

Caro contribuente. Visto che la cricca che vi governa per conto terzi vi ha accollato altri 20 miliardi di debito per salvare la “sua” banca, ricordatevi almeno questa foto:



è una grande storia d’amore. Lui è Giuliano Amato, l’immarcescibile e il mai imputabile, oggi elevato a giudice costituzionale, ossia topo nel formaggio, dal Napolitano. Quello fra le sue braccia è Giuseppe Mussari, capo di Monte dei Paschi, e messo dalla cricca alla presidenza dell’ABI, Associazione Bancaria Italiana.

Risale al 2010, quando – da intercettazioni di telefonate pubblicate da Corriere e Repubblica – risulta che Giuliano Amato disse a Mussari: “Io ti aiuto a prendere la presidenza ABI”, poi gli chiese dei fondi per il Tennis Club di Orbetello, di cui l’Intoccabile e Immarcescibile è presidente.

Roba da poco, 150 mila euro. Però pensate solo quel che succederebbe se una telefonata simile venisse fuori che l’ha fatta Virginia Raggi: apriti cielo, la magistratura “apre un dossier”, i giornali impazzano, il PD urla: disonesti, incapaci!

Invece, allora, niente. Amato era, come sempre, l’Impunibile. Mussari era dato “vicino a D’Alema”. Che infatti, sprezzante, sulla donazione al tennis club di Orbetello, sibilò: “Era uno dei compiti istituzionali della Fondazione”.

Provare che è stato Amato a mettere Mussari al vertice della potentissima Associazione Bancaria è ovviamente impossibile. Fatto sta che è stato a quel vertice – la confindustria di tutte le banche italiote, – finché il bubbone Montepaschi è scoppiato.

E’ un bravo banchiere, Mussari? Degno della raccomandazione dell’Immarcescibile? Accettato dagli altri banchieri perché ne aveva conquistato il rispetto le sue capacità tecniche e professionali?

Vediamo. A quel tempo era già noto che Mussari, per Montepaschi, aveva acquistao la banca Ambroveneta da Santander, che l’aveva pagata 9 miliardi, per 16,7: un sovrapprezzo clamoroso, incomprensibile, che ha fatto subito pensare che nascondesse qualche tangente miliardaria…

Forse c’era anche questa. Ma quel che ha scoperto l’indagine, era che Mussari e il vertice intero di Montepaschi non avevano capito a quanto ammontava la spesa. Ai magistrati, Piero Mantovani che era capo di Antonveneta, testimonia che al primo colloquio con Mussari e Vigni (il vice) “Ho colto in costoro uno smarrimento […] Forse solo in quel momento realizzarono che l’esborso sarebbe stato ben più elevato” di 9 miliardi. Per 9 miliardi Santander aveva rifilato Antonveneto a Mussari, ma il gran banchiere senese non s’è accorto che Antonveneto ha un passivo da 7,9 miliardi. Che si somma dunque al prezzo d’acquisto.

Quando glielo dicono, “ha un momento si smarrimento”. Montani se ne va chiedendosi – e lo dirà ai magistrati: “Ma questi han capito veramente quel che devono pagare?”.

Mussari, il gran tecnico, il futuro presidente dell’ABI, apparentemente non sa leggere i bilanci. O almeno così ci hanno fatto credere: perché questa è l’estrema linea di difesa, quella cui è ricordo un altro fallito politico, Gianfranco Fini in Tulliani: “Sono stato coglione, non disonesto”. Ma io tendo a credere nella incompetenza assoluta. Lo dimostra il fatto che Mussari e l’intero vertice della banca chiedono soccorso alle banche d’affari internazionali, Deutsche Bank, JP Morgan, Nomura per nascondere il buco, e si mettono nelle loro mani. Queste capiscono al volo i gonzi con cui hanno a che fare, e gli propongono dei derivati, “Alexandria”, “Santorini”, “Fresh” che produrranno perdite miliardarie a Montepaschi, e lucri miliardari a loro.

Continua la lettura su Blondet & Friends