Anno X - Numero 39
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Eugenio Montale

martedì 16 aprile 2019

I destini incrociati delle economie di Italia e Germania

La Germania è il principale partner commerciale dell’Italia, nell’export come nelle importazioni. Nelle catene globali del valore, poi, le interrelazioni sono in costante crescita. Una eventuale recessione tedesca avrebbe conseguenze gravi anche per noi

di Beniamino Quintieri e Silvia Sopranzetti

Tra le notizie poco confortanti che provengono dall’economia mondiale (protezionismo, Brexit, rallentamento di Usa e Cina e altro ancora), un’attenzione particolare si dovrebbe dare all’andamento, dell’economia tedesca.

Negli ultimi tempi, infatti, i segnali provenienti dalla Germania non sono molto incoraggianti: i dati pubblicati da Destatis, l’istituto di statistica tedesco, hanno evidenziato come, a dicembre, per il quarto mese consecutivo, la produzione industriale sia calata di circa lo 0,4 per cento rispetto a novembre, mese in cui era già diminuita dell’1,3 per cento. Su base annuale, è scesa del 3,9 per cento e ciò ha determinato un taglio delle stime di crescita per il 2019, passate dall’1,8 all’1 per cento, a riprova che le difficoltà dell’economia tedesca vengono percepite come strutturali.

Questi dati devono destare non poche preoccupazioni anche in Italia, dal momento che le economie dei due paesi sono sempre più interconnesse. Di conseguenza, se la Germania dovesse entrare in recessione, anche il nostro paese pagherebbe un prezzo molto elevato.

I rapporti tra Italia e Germania
La Germania, infatti, rappresenta il principale partner commerciale dell’Italia, sia come paese esportatore che come importatore. Nel 2018 l’export italiano verso la Germania si è attestato sui 60 miliardi di euro, per un peso complessivo del 12,5 per cento sul totale, circa un quarto di quanto esportiamo nell’Unione europea. In particolare, tra il 2010 e il 2017 si è registrato un aumento del nostro export di quasi il 30 per cento, con un incremento di oltre 12 miliardi di euro, mentre le importazioni dalla Germania sono cresciute nello stesso periodo di soli 6 miliardi (+10 per cento).

Bisogna poi considerare le crescenti relazioni tra i due paesi all’interno delle catene globali del valore, ovvero quelle sequenze di fasi produttive che dagli input iniziali conducono ai prodotti finali, passando per i beni intermedi. Sotto questo aspetto, negli ultimi anni, la Germania è diventata un vero e proprio “hub” della produzione europea, capace di importare dagli altri paesi europei semilavorati e prodotti intermedi, trasformarli e successivamente esportarli includendo valore aggiunto proveniente da quei paesi. Pertanto, all’interno degli ingenti flussi di esportazioni tedesche, è incorporata una parte di valore aggiunto prodotto in Italia – oggi appunto tra i principali fornitori tedeschi, soprattutto in un settore importante come quello della meccanica. Da questo punto di vista, la Germania risulta essere non tanto un paese concorrente per l’export italiano, ma un importante alleato, utile in particolare per raggiungere i mercati extra europei.

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