Anno III - Numero 39
La storia insegna, ma non ha scolari.
Antonio Gramsci

martedì 29 maggio 2018

Il ricatto Bce è già iniziato

I cosiddetti "media di qualità" tedeschi nei giorni scorsi hanno parlato del presunto atteggiamento ricattatorio italiano, ma il vero ricatto probabilmente è già in corso ed è quello della Banca Centrale Europea. Le parole, nemmeno troppo velate, di Vítor Constancio lo confermano e il copione sembra essere lo stesso della crisi greca del 2015

di Paul Steinhardt

Nel mio ultimo contributo ho espresso la speranza che la Banca Centrale Europea non si lasci più strumentalizzare politicamente "dalla Germania e dagli altri falchi del deficit". Le dichiarazioni in arrivo dagli ambienti della Bce e la crescita dei rendimenti sui titoli di stato italiani a 10 anni fanno tuttavia temere che la Bce, come è già accaduto in Grecia, intenda dettare la politica di bilancio ad un governo eletto democraticamente.

Proprio nell'ultima "Financial Stabilty Review" (Fsr) di ieri è contenuta la dichiarazione
secondo la quale la "condotta di bilancio" di alcuni paesi con un elevato rapporto debito/Pil potrebbe avere degli effetti sui rendimenti dei titoli di stato dell'area dell'euro. È noto che il rapporto debito/Pil italiano, pari al 132% del Pil, nell'eurozona è superato solo dalla Grecia. Si tratta di una minaccia per niente velata da parte della Bce nei confronti del nuovo governo italiano: se non proseguite con l'austerità, allora lasceremo che i rendimenti sui titoli di stato italiani aumentino.

Il vicepresidente uscente della Bce Vítor Constancio conferma, in maniera non proprio diplomatica, la mia interpretazione in questo passaggio della Fsr:

“Italy should keep within EU rules on its fiscal policy. That’s the message.”

Che questa affermazione non sia una vuota minaccia lo dimostra il confronto fra Germania e Italia sull'andamento negli ultimi 6 mesi del differenziale di rendimento dei titoli a 10 anni.

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