di Heiner Flassbeck
"In caso di necessità, l'audacia si fa saggezza", scriveva Niccolò Machiavelli - e aveva ragione. Nei momenti di bisogno emerge l'animo delle persone e si capisce di chi ci si può fidare e di chi no. Diventa evidente anche chi ha la capacità intellettuale di andare oltre le proprie ombre e di mettere in discussione i propri dogmi. Germania, Paesi Bassi e Austria mostrano di non disporre dell'audacia che si fa saggezza. Ci sarà una vendetta amara.
Per sapere esattamente di cosa si tratta, basta ascoltare l'intervista rilasciata ieri dal Ministro dell'economia Altmaier. Ancora una volta è chiaro che solo quelli che in Europa "negli ultimi anni hanno veramente fatto uno sforzo" ora potranno avere l'opportunità di farsi prestare senza problemi i soldi di cui hanno bisogno per combattere la crisi causata dal Coronavirus e senza dover subire alcun aumento in termini di tassi di interesse. Altmaier lo ha detto letteralmente: "Lo stato ... siamo tutti noi. Ma grazie al pareggio di bilancio e al consolidamento delle finanze pubbliche degli ultimi anni, abbiamo creato le condizioni grazie alle quali ora possiamo prendere soldi in prestito, soldi che ci permettono di aumentare temporaneamente la spesa pubblica in maniera significativa in modo da salvare le imprese e quindi salvare i posti di lavoro e con essi la prosperità del Paese ".
Al contrario, questo significa solo che "gli altri" che non si sono comportati esattamente in questo modo, ora non potranno mettere mano al portafoglio perché non hanno le risorse per farlo. Non hanno creato le condizioni per salvare la loro economia.
E i media tedeschi – e non poteva andare diversamente - sono saltati su questo carro governativo. In una trasmissione speciale della ZDF di questa settimana (dal minuto 11) sono stati ripetutamente menzionati i paesi "più deboli" del sud e i paesi "economicamente forti" del nord, i quali dovrebbero garantire per i paesi del sud. Su Ntv, invece, non si vergognano affatto di parlare addirittura della "tossicodipendenza da debito" del sud. Ma anche Die Zeit scrive che i paesi tenuti a galla dalla BCE potrebbero "fallire" se i tassi di interesse non restassero per sempre bassi.
La debolezza della logica dei "forti"
"Debole" e "forte" sembrano essere delle categorie quasi naturali. I paesi considerati deboli sono quelli che dopo la crisi finanziaria del 2008/2009 non sono riusciti a consolidare i loro bilanci nazionali e a ridurre il loro debito pubblico. E questo nonostante il fatto che un paese come l'Italia abbia compiuto i maggiori sforzi in termini di austerità rispetto a qualsiasi altro paese europeo. "Forti" sarebbero invece quei paesi che come Austria, Paesi Bassi e Germania, hanno usato il "bel tempo" per prepararsi a un'emergenza come quella attuale.
Tutto ciò, a voler essere precisi, è la visione alquanto ristretta dei tedeschi, una visione che non ha assolutamente nulla a che fare con la logica macroeconomica e quindi non ha nulla a che fare con la realtà nell'Unione monetaria. È anche un'impressionante prova di totale fallimento intellettuale. L'errore di fondo per molti anni è stato il rifiuto da parte della politica tedesca e dei media tedeschi di prendere atto dell'importanza e delle conseguenze causate dal surplus delle partite correnti tedesche. La possibilità o meno di ridurre i disavanzi pubblici, nella attuale situazione economica globale, dipende quasi esclusivamente dalla possibilità o meno di accumulare avanzi delle partite correnti.
Proprio su questo punto c'è una restrizione logica sotto forma di un gioco a somma zero, perché non tutti i paesi del mondo possono avere contemporaneamente un avanzo delle partite correnti. L'unione monetaria nel suo complesso non può accumulare delle enormi eccedenze delle partite correnti perché cosi’ facendo provocherebbe delle contro-reazioni nel resto del mondo, in particolare negli Stati Uniti. L'euro si apprezzerebbe e così si impedirebbe una strategia di accumulo delle eccedenze delle partite correnti delle stesse dimensioni che la Germania e i Paesi Bassi hanno avuto per anni. Proprio perché ogni paese in surplus ha bisogno dei paesi in deficit, non dovrebbe essere permessa l'arroganza dei paesi in avanzo. La categorizzazione in forte e debole è priva di senso sin dalle fondamenta.
La stessa logica si applica all'argomento della competitività.
Continua la lettura su Voci dalla Germania
"In caso di necessità, l'audacia si fa saggezza", scriveva Niccolò Machiavelli - e aveva ragione. Nei momenti di bisogno emerge l'animo delle persone e si capisce di chi ci si può fidare e di chi no. Diventa evidente anche chi ha la capacità intellettuale di andare oltre le proprie ombre e di mettere in discussione i propri dogmi. Germania, Paesi Bassi e Austria mostrano di non disporre dell'audacia che si fa saggezza. Ci sarà una vendetta amara.
Per sapere esattamente di cosa si tratta, basta ascoltare l'intervista rilasciata ieri dal Ministro dell'economia Altmaier. Ancora una volta è chiaro che solo quelli che in Europa "negli ultimi anni hanno veramente fatto uno sforzo" ora potranno avere l'opportunità di farsi prestare senza problemi i soldi di cui hanno bisogno per combattere la crisi causata dal Coronavirus e senza dover subire alcun aumento in termini di tassi di interesse. Altmaier lo ha detto letteralmente: "Lo stato ... siamo tutti noi. Ma grazie al pareggio di bilancio e al consolidamento delle finanze pubbliche degli ultimi anni, abbiamo creato le condizioni grazie alle quali ora possiamo prendere soldi in prestito, soldi che ci permettono di aumentare temporaneamente la spesa pubblica in maniera significativa in modo da salvare le imprese e quindi salvare i posti di lavoro e con essi la prosperità del Paese ".
Al contrario, questo significa solo che "gli altri" che non si sono comportati esattamente in questo modo, ora non potranno mettere mano al portafoglio perché non hanno le risorse per farlo. Non hanno creato le condizioni per salvare la loro economia.
E i media tedeschi – e non poteva andare diversamente - sono saltati su questo carro governativo. In una trasmissione speciale della ZDF di questa settimana (dal minuto 11) sono stati ripetutamente menzionati i paesi "più deboli" del sud e i paesi "economicamente forti" del nord, i quali dovrebbero garantire per i paesi del sud. Su Ntv, invece, non si vergognano affatto di parlare addirittura della "tossicodipendenza da debito" del sud. Ma anche Die Zeit scrive che i paesi tenuti a galla dalla BCE potrebbero "fallire" se i tassi di interesse non restassero per sempre bassi.
La debolezza della logica dei "forti"
"Debole" e "forte" sembrano essere delle categorie quasi naturali. I paesi considerati deboli sono quelli che dopo la crisi finanziaria del 2008/2009 non sono riusciti a consolidare i loro bilanci nazionali e a ridurre il loro debito pubblico. E questo nonostante il fatto che un paese come l'Italia abbia compiuto i maggiori sforzi in termini di austerità rispetto a qualsiasi altro paese europeo. "Forti" sarebbero invece quei paesi che come Austria, Paesi Bassi e Germania, hanno usato il "bel tempo" per prepararsi a un'emergenza come quella attuale.
Tutto ciò, a voler essere precisi, è la visione alquanto ristretta dei tedeschi, una visione che non ha assolutamente nulla a che fare con la logica macroeconomica e quindi non ha nulla a che fare con la realtà nell'Unione monetaria. È anche un'impressionante prova di totale fallimento intellettuale. L'errore di fondo per molti anni è stato il rifiuto da parte della politica tedesca e dei media tedeschi di prendere atto dell'importanza e delle conseguenze causate dal surplus delle partite correnti tedesche. La possibilità o meno di ridurre i disavanzi pubblici, nella attuale situazione economica globale, dipende quasi esclusivamente dalla possibilità o meno di accumulare avanzi delle partite correnti.
Proprio su questo punto c'è una restrizione logica sotto forma di un gioco a somma zero, perché non tutti i paesi del mondo possono avere contemporaneamente un avanzo delle partite correnti. L'unione monetaria nel suo complesso non può accumulare delle enormi eccedenze delle partite correnti perché cosi’ facendo provocherebbe delle contro-reazioni nel resto del mondo, in particolare negli Stati Uniti. L'euro si apprezzerebbe e così si impedirebbe una strategia di accumulo delle eccedenze delle partite correnti delle stesse dimensioni che la Germania e i Paesi Bassi hanno avuto per anni. Proprio perché ogni paese in surplus ha bisogno dei paesi in deficit, non dovrebbe essere permessa l'arroganza dei paesi in avanzo. La categorizzazione in forte e debole è priva di senso sin dalle fondamenta.
La stessa logica si applica all'argomento della competitività.
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