di Roberto Perotti
Forse il principale argomento contro il Fondo salva-stati (Mes) è che esso sarebbe stato in passato, e sarà in futuro, uno strumento che usa i soldi del contribuente italiano per finanziare le banche francesi e tedesche. Sabato 30 novembre Salvini ha parlato di “95 per cento dei fondi per la Grecia finiti alle banche tedesche e francesi”; per l’onorevole Claudio Borghi della Lega, in un intervento alla Camera del luglio di quest’anno, il Mes è stato creato per “trasferire sessanta miliardi dall’Italia alle banche francesi e tedesche”.
Questo articolo ricostruisce quanto effettivamente abbia contribuito lo stato italiano agli aiuti finiti alle banche francesi e tedesche durante il salvataggio della Grecia.
Secondo le mie stime, l’aiuto netto che il governo italiano ha fatto alle banche francesi e tedesche, attraverso il Mes, è di meno di 3 miliardi. Prima di entrare nei dettagli, alcune premesse:
È importante comprendere cosa si intende con il termine “aiuto”. Il Mes presta soldi (in questo caso alla Grecia) a sua volta prendendo a prestito sul mercato. Il governo greco ha usato questi prestiti del Mes per varie finalità, tra cui comprare debito greco dalle banche o pagare gli interessi sul debito greco che esse detenevano. Quando si parla di “aiuti” del Mes alle banche si sta in realtà parlando di prestiti al governo greco, utilizzati per le finalità di cui sopra. Finora lo stato italiano ha “sborsato” solo la sua quota di capitale versato del Mes, il 18 per cento di 80 miliardi, circa 14 miliardi.
Il fatto che l’aiuto alle banche sia molto più piccolo di quanto sostengono Salvini o Borghi non significa che il salvataggio della Grecia sia stato condotto nel modo migliore possibile. Personalmente sono d’accordo che, nel primo bailout, le banche siano state trattate molto generosamente. In questo articolo mi limito però a ricostruire i numeri.
Il fatto che l’aiuto alle banche sia molto più piccolo di quanto sostengono Salvini o Borghi non significa che il salvataggio della Grecia sia stato condotto nel modo migliore possibile. Personalmente sono d’accordo che, nel primo bailout, le banche siano state trattate molto generosamente. In questo articolo mi limito però a ricostruire i numeri.
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