Anno X - Numero 39
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Eugenio Montale

martedì 26 novembre 2019

Perché Angela Merkel vuole un accordo con l’India

La crescita impetuosa dell’economia indiana e l’immenso mercato interno del Paese fanno gola a molti, dall’Unione Europea agli Stati Uniti. Ma sullo sfondo delle buone relazioni tra Germania e India resta la macro questione dell’accordo di libero scambio, ancora non finalizzato, tra Bruxelles e Nuova Delhi
di Andrea Walton

La Cancelliera Angela Merkel, in visita di Stato in India, ha ricordato come Bruxelles e Nuova Delhi debbano tentare nuovamente di arrivare alla stipula di un accordo di libero scambio. La Merkel ha anche avuto modo di incontrare il premier indiano Narendra Modi ed i due hanno parlato di cambiamento climatico, sicurezza regionale e commercio. La Germania dovrebbe inoltre investire un miliardo di euro in progetti di mobilità sostenibile nel Paese asiatico mentre gli scambi commerciali tra le due parti hanno raggiunto i 24 miliardi di euro nell’anno fiscale 2018-2019.
Berlino è il principale partner commerciale di Nuova Delhi nel Vecchio continente mentre le compagnie tedesche hanno investito, dal 2000, almeno 12 miliardi di euro nell’economia indiana. Sullo sfondo delle buone relazioni tra Germania ed India resta, però, la macro questione dell’accordo di libero scambio, ancora non finalizzato, tra Bruxelles e Nuova Delhi.

Una questione complessa
L’uscita del Regno Unito dall’Unione europea potrebbe avere, come riporta il Brussels Times, l’effetto paradossale di rafforzare l’interesse dei Paesi del Vecchio continente nel perseguire l’intesa con l’India. Londra, anche in virtù delle ottime relazioni costruite nel periodo post-coloniale, aveva sinora monopolizzato i rapporti con Nuova Delhi. Il fattore che, più di tutti, ha sinora bloccato la firma dell’accordo sarebbe la scarsa protezione data dai tribunali indiani agli investitori stranieri. Il sistema giudiziario indiano è inoltre considerato lento e poco trasparente. Le trattative tra le parti, in realtà, vanno avanti sin dal 2007 e la questione degli investitori stranieri non è l’unico problema in essere. I Paesi europei, ad esempio, non sarebbero soddisfatti delle offerte indiane nel settore automobilistico ed in quello degli alcolici.

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