Anno X - Numero 39
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Eugenio Montale

giovedì 27 giugno 2019

La tecnologia ha bisogno di filosofia etica

«Più il mondo è tech, più ha bisogno di filosofia etica. Perché il tema non è capire se dobbiamo o no aver paura dei robot ma come gestire in modo coordinato la società digitale». Una chiacchierata con il filosofo Luciano Floridi, direttore del Digital Ethics Lab dell’Università di Oxford. Che nel ’95 già avvisava: «Internet promuove la crescita della conoscenza creando al contempo forme di ignoranza senza precedenti»

di Laura Traldi

Luciano Floridi non è mai stato tenero con l’high tech. Nel ’95, quando il web come lo conosciamo oggi non esisteva ancora e lui era un dottorando in filosofia, scriveva cose così. «Nessuno controlla il sistema in modo globale, e la struttura stessa di internet garantisce che nessuno potrà controllarla in futuro». O «Internet promuove la crescita della conoscenza creando al contempo forme di ignoranza senza precedenti».

«Non mi ascoltava nessuno», ride Luciano Floridi, oggi, dall’alto del suo Cv. Dirige il Digital Ethics Lab dell’Università di Oxford, è presidente del Data Ethics Group dell’Alan Turing Institute, fa da advisor ai big del tech, a governi e Unione Europea. Eppure è proprio in virtù di quegli esordi così critici (che l’hanno portato a occuparsi per più di 25 anni di etica della rete) che oggi Luciano Floridi è «tutto sommato speranzoso sul futuro».
E anche ottimista, al contrario di un altro grande pensatore della rete Evgeny Morozov (su di lui leggi qui) sul ruolo dell’Europa sul tema dell’Intelligenza Artificiale.

Continua la lettura su design@large, un blog di design a cura di Laura Traldi, giornalista di D la Repubblica