Anno III - Numero 27
La pace è più importante di ogni giustizia.
Martin Lutero

martedì 12 giugno 2018

Le banconote non sono (più) il male assoluto per via Nazionale

I vertici della Banca d'Italia si sono iscritti in massa ai corsi del Goethe-Institut? Imparato il tedesco, hanno finalmente capito le posizioni dei loro omologhi di Francoforte? E hanno deciso di stare dalla parte dei comuni cittadini anziché dei banchieri?

di Beppe Scienza*

All'assemblea annuale della banca centrale, tenutasi il 29 maggio, è stata distribuita una nuova pubblicazione insieme al bilancio, al discorso del governatore ecc. Rivolta ai non addetti ai lavori, ha il manifesto obiettivo di recuperare credibilità dopo quattro banche saltate nel 2015, due nel 2017 e una (il Monte dei Paschi) salvata dallo Stato, nonostante l'attività di vigilanza dell'istituto di via Nazionale.

Ignorato dal giornalismo economico, l'opuscolo "La Banca d'Italia. Funzioni e obiettivi" merita invece qualche citazione. In particolare i contanti non sono più demonizzati
e anzi, fra le diverse ragioni "alla base della centralità del contante fra i mezzi di pagamento", leggiamo a pag. 30 che esso "è l'unico mezzo di pagamento ad aver corso legale. Il suo impiego è gratuito e anonimo e la riservatezza viene garantita. Il contante può essere usato in casi di emergenza, ad esempio se le apparecchiature per i pagamenti con le carte non funzionano o se ne sono stati superati i limiti di utilizzo". Inoltre il contante "può essere utilizzato come riserva di valore". Toni e tesi davvero inusuali per la Banca d'Italia. Riserva di valore (Wertaufbewahrung) è un concetto ribadito alla noia dai banchieri centrali tedeschi, non certo da quelli di via Nazionale.

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* Beppe Scienza è Professore universitario presso l'ateneo di Torino e saggista. Dal 2001 mette in rete informazioni e denunce sul tema del risparmio e della previdenza

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