Anno III - Numero 48
Chi non dubita, non grida.
Nicolás Gómez Dávila

martedì 13 febbraio 2018

Renzi non è Macron: Cina chiama Francia

E mentre il portentoso Matteo ‘l’ammmerigano’ Renzi - in camicia, maniche arrotolate da gggiòvane - vanta in Tv d’aver speso gli spiccioli del verduraio per rilanciare il turismo italiano, il Presidente francese Macron si connette coi 963 milioni di cinesi che ogni mese usano il Social (cinese) Wechat e lancia il turismo francese nel futuro. Queste sono le differenze. Ma non solo

di Paolo Barnard

Cina chiama Francia, e Parigi risponde subito, no cazzate. In quattro e quattr’otto nasce una piattaforma di scambio francese dedicata alla Cina, si chiama China Connect (nulla a che fare con le imitazioni italiche, vedrete, nda). La dirige una donna, Laure de Carayon da Parigi. Vanno a Pechino, fanno contatti e tornano. Non perdono tempo.

Organizzano una mega conferenza di business e Tech interamente dedicata alla Cina per l’8 di marzo (mentre l’Itaglia sarà freneticamente dedita a distribuire mimose). L’evento porterà a Parigi i top delle Start up, dei Mercati digitali e delle Tech cinesi e di tutta l’area Asia-Pacifico.
Titolo: “La Cina, la nuova ispirazione del mondo”. Laure de Carayon dice: “L’ordine mondiale digitale si sta spostando da Silicon Valley all’Asia”.

Gli argomenti che saranno trattati, in questa melting pot di cervelli e aziende sino-francesi, sono: il commercio tradizionale e l’eCommerce, i Social, il Big Data, la Blockchain, la Virtual Reality, e l’Artificial Intelligence.

Andrebbe detto a Matteo ‘l’ammmerigano’ Renzi che c’è chi nella vita è veloce, e non perde tempo alla vista del futuro di super Tech & AI che sta inglobando il Pianeta, anche senza aver letto Barnard. Infatti la de Carayon ci avvisa che “Queste nuove Tech sono una patata bollente: dobbiamo essere veloci, agili, e molto strategici."

Continua la lettura sul sito di Paolo Barnard
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