Anno III - Numero 24
Nella società agricola il vecchio è il saggio, in quella industriale è un relitto.
Carlo Maria Cipolla

martedì 8 agosto 2017

Il diritto Usa: un Robin Hood al servizio del ricco

Nel paese più ricco del mondo esiste una povertà dilagante che, paradossalmente, aumenta al crescere della ricchezza della nazione. Alla base di questo fenomeno vi è il sistema giuridico statunitense, persecutore dei poveri prodotti dal sistema economico. Anche il diritto italiano starebbe incamminandosi verso questa direzione 

di Elisabetta Grande

Come è mai possibile che negli Stati Uniti, ossia nel paese più ricco del mondo, esista una povertà dilagante, che da più di quarant’anni paradossalmente cresce col crescere della ricchezza della nazione e di cui la destituzione umana dei troppi senzatetto di San Francisco o di New York non costituisce che la manifestazione più evidente? Perché in un paese in cui se la ricchezza fosse equamente distribuita ciascun adulto avrebbe più di 350.000 dollari a testa,
secondo stime credibili addirittura un terzo degli americani - ossia più di 100 milioni di persone - non riescono a fronte alle più elementari esigenze quotidiane? Dalla metà degli anni ’70 dello scorso secolo alla prima metà degli anni dieci di questo, la ricchezza totale delle famiglie è triplicata (è due volte e mezzo se si calcola che nel frattempo la popolazione è aumentata del 50 per cento), mentre la povertà estrema -quella cioè di coloro che stanno nella metà bassa della soglia della povertà - è raddoppiata (passando dal 3.3 per cento della popolazione al 6.6 nel 2014). La crescita economica non avrebbe dovuto avvantaggiare tutti, portando – come ebbe a dire John F. Kennedy- tutte le barche in superficie? Perché invece essa ha sollevato solo gli yacht mentre ha spinto verso il basso tutte le altre imbarcazioni causando l’affondamento di quelle più piccole? Com’è avvenuto che una nazione con una ricchezza che supera gli 80 trilioni di dollari conti al contempo più di 2 milioni e mezzo di bambini homeless (equivalenti a uno ogni 30 bimbi americani!!), che solo nelle scuole di New York raggiungono numeri superiori agli 80.000? Chi ha consentito che negli ultimi decenni, a fronte del crescere della torta, i ricchi non solo si appropriassero dell’intero incremento della ricchezza (per modo che oggi l’1 per cento più ricco detiene il doppio della ricchezza del 90 per cento più povero), ma addirittura portassero via una fetta a chi già versava in grave difficoltà economica?

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