Anno III - Numero 48
Chi non dubita, non grida.
Nicolás Gómez Dávila

mercoledì 26 aprile 2017

Piano Juncker, a che punto siamo?

Il piano investimenti per l’Europa, noto anche come Piano Juncker, sta arrivando a metà della sua vita. Approvato nel 2015, sarebbe dovuto durare fino al 2018, ma proprio in questo periodo si sta prendendo in considerazione una sua possibile estensione fino al 2022.

di Francois Bethaz e Simone Pasquini

Il Piano Juncker ha fatto davvero ripartire gli investimenti? Analizzando la composizione degli investimenti finora finanziati, è possibile constatare che, nonostante i suoi progressi, il piano Juncker continua ad avere un peso complessivamente quasi irrilevante rispetto al totale degli investimenti mossi sia in Europa che nella sola Italia.

L’obiettivo principale del Piano potrebbe essere così riassunto: aumentare la quantità di investimenti in Europa facendo si che questi investimenti raggiungano l’economia reale, andando a finanziare tutti quei progetti che normalmente non riuscirebbero a raccogliere fondi.
Riassumendo la situazione attuale, possiamo constatare che a livello monetario il piano sta rispettando la sua tabella di marcia. Come però questa mobilitazione monetaria venga usata rimane più dubbio: i criteri di valutazione non sono facilmente reperibili, così come non lo sono le classificazioni e le valutazioni dei singoli progetti; questo lascia molti dubbi sull’effettiva capacità degli investimenti di coprire quelle fasce di mercato non già coperte dalle normali operazioni della BEI.

Continua la lettura sul sito dell'Istituto Bruno Leoni
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