Anno III - Numero 39
La storia insegna, ma non ha scolari.
Antonio Gramsci

martedì 17 luglio 2018

Un quarto dei giovani fugge dall’Italia. O li fermiamo o non abbiamo futuro

Nei prossimi dieci anni, dei cinquecentomila studenti impegnati quest'anno nella maturità, circa un quarto saranno impiegati in Paesi più dinamici del nostro. La politica deve dare una prospettiva a questi ragazzi, altrimenti continueremo a formare giovani per gli altri. E il futuro rimarrà altrove

di Flavia Perina

Guardate bene i cinquecentomila ragazzi impegnati nella maturità e cercate di raffigurarveli schierati in file, mille file di cinquecento ragazzi allineati con ordine. Nell'arco dei prossimi dieci anni o poco più, circa un quarto di questo esercito di debuttanti della vita così teneri, così impegnati, così carini, sarà sparito, cancellato. Saranno a Londra, Francoforte, Madrid, persino a Taiwan o a Shenzen, ovunque sparsi ma non in Italia. Le competenze di cui la scuola italiana li ha attrezzati – la capacità di leggere e commentare un testo di Giorgio Bassani, oppure di articolare un discorso sulla solitudine a partire da una poesia della Merini o da un quadro di Hopper – saranno impiegate in Paesi più dinamici del nostro o semplicemente più furbi. Con loro se ne andranno la matematica, la filosofia, le scienze, e tutto ciò che il nostro sistema di istruzione si è dannato a insegnargli. E, ovviamente, anche i loro futuri redditi: faranno shopping altrove, affitteranno case altrove, pagheranno tasse altrove.


L'ultimo Rapporto Ocse sulle migrazioni, diffuso ieri, rovescia sensibilmente il discorso che ci stiamo facendo sui pericoli che corre il nostro Paese. Nelle tabelle del biennio 2016/17 segna un deciso “meno” il numero dei migranti arrivati in Italia via mare (meno 34%). C'è un meno davanti al numero dei nuovi permessi di soggiorno (meno 4%) e un altro meno in materia di immigrati disoccupati (meno 1%). Due soli “più”: i richiedenti asilo, che sono cresciuti di diecimila unità, e gli italiani che hanno fatto le valige e sono andati a studiare o a lavorare all'estero. Gli italiani in fuga sono aumentati dell'11 per cento e ammontano ufficialmente a 114mila unità, ma l'Ocse stessa avverte che l'emigrazione dichiarata «è probabilmente molto inferiore a quella reale» perché nel 2017 «sarebbe piuttosto compresa tra le 125mila e le 300mila persone».


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