Anno III - Numero 24
Nella società agricola il vecchio è il saggio, in quella industriale è un relitto.
Carlo Maria Cipolla

sabato 14 ottobre 2017

Marcel Cerdan, il re dei tre continenti

Era un pied-noir, un francese nato in Algeria, dominio della Francia. Nato a Sidi Bel Abbes, sede della Legione Straniera, nel deserto, tra fortini militari e tramonti mozzafiato, il 22 luglio 1916, Marcellin “Marcel” Cerdan era l'ultimo di cinque figli. Ultimo e pied-noir: non sapeva ancora quanto avrebbe dovuto combattere per farsi valere nella vita. Mentre Albert Camus, pied-noir quasi suo coetaneo, avrebbe scritto, lui avrebbe fatto a pugni

di Melania Sebastiani

Il padre di Marcelin, Antonio, macellaio, si crogiolava nel sogno dorato del colonialismo francese organizzando incontri di boxe. Nel 1922 accettò la proposta di gestire un locale in Marocco e trasferì la famiglia a Casablanca. Fu lì, dietro il balcone del bistrot del quartiere di Cuba, in quell’atmosfera di gran bazar, medine e Rick’s cafés che il film con Bogart renderà celebre, che Marcel cominciò gli allenamenti. All’epoca aveva sei anni, a otto concluse il suo primo combattimento. Proprio nella sala del bistrot del padre. In palio avrà un paio di espadrillas, ma avrebbe preferito il premio di consolazione, una tavoletta di cioccolato.


In realtà ciò che avrebbe veramente preferito sarebbe stato avere la libertà di poter giocare a calcio: nel deserto di Sidi Bel Abbes non perdeva occasione di correre dietro a un pallone. Ci penseranno i rivolgimenti della politica internazionale a coronare il sogno calcistico: con lo scoppio della seconda guerra mondiale, Marcel fu richiamato dall’arma marocchina. Ciò significò stop agli allenamenti. Prestò servizio prima nell’artiglieria costiera della Marina, poi come piantone dello Stato Maggiore. Passò l’anno 1940 assistendo al conflitto a Casablanca, principalmente sui campi da calcio. In primavera fu selezionato dalla nazionale marocchina con una partita contro la madre Francia. Sarà l’ala destra di una squadra che ha per capitano Larbi Ben Barek, la prima “perla nera” del calcio europeo, un “piede nero” dai piedi d’oro, che già rendeva felici i tifosi dell’Olympique Marseille. Fu proprio Cerdan a servirgli la palla che chiuse la partita in pareggio: 1 a 1. Furono felici come quando da piccoli giocavano per le strade di Casablanca a piedi scalzi.

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